FOETUS: troni d’agonia e colonne sonore per film immaginari


Foetus THAW

“Governo il mio corpo da un trono di agonia”

James George Thirlwell, aka Clint Ruin, aka Frank Want, meglio conosciuto come Foetus, nasce in Australia il 29 gennaio 1960, è un cantante, polistrumentista e compositore eclettico.

Provocatore musicale ha all’attivo una quarantina di album in cui saltella allegramente dal punk all’industrial, alla musica classica, infarcendo di funky, jazz ed elettronica.

La sua musica cambia come i suoi nomi. Si produce e si autoriproduce col fare di chi non conosce compromessi e fa solo ciò che gli pare.

Collabora come musicista o produttore o tecnico del suono con numerosi artisti fra cui Lydia Lunch (con lo pseudonimo di Clint Ruin nel bellissimo album STINKFIST del 1987), Sonic Youth, Nine Inch Nails, The The, Coil, White Zombie, Red Hot Chili Peppers. Partecipa a progetti e film di Richard Kern. Disegna quasi tutte le copertine dei suoi album. Attualmente, è anche attivo come DJ sotto lo pseudonimo di DJ OTESFU (anagramma di Foetus).

Difficile creare un percorso musicale per un personaggio simile. Le sperimentazione musicali mischiano i generi spesso al

FOETUS nail 1985

FOETUS nail 1985


limite del buon gusto o dell’ascoltabilità. Stridenti accostamenti sonori creano atmosfere uniche e indecifrabili. Gli album più Punk si avvicinano alla musica dei Birthday Party e sono caratterizzati da una violenza lirica e musicale con pochi eguali. “The Throne Of Agony” ne è l’esempio più conosciuto tratto dall’album “NAILS” del 1985.

10 anni dopo con “GASH” l’atmosfera distruttiva della musica di FOETUS è più strutturata e intervallata da brani più calmi che apparentemente stonano con i suoni veloci e deliranti dell’album.

In “THAW” del 1988, album punk-crepuscolare, le canzoni sono alternate a suite e brani musicali come “Fratricide pastorale” Firmato come MANOREXIA nel 2001 esce VOLVOX TURBO, cupo album elettro-orchestrale e come FOETUS pubblica l’ottimo album “FLOW”.

FOETUS venture bros soundtrack

FOETUS venture bros soundtrack

Il 1991 è l’anno del progetto “Steroid Maximus”, una collezione interamente strumentale di campionamenti raccolti qua e là, in maniera apparentemente casuale, dalla storia della musica del XX secolo. I suoni vanno dalle colonne sonore anni 60 ai crescendo epici di Morricone. Il risultato, inutile dirlo, è geniale. Thirlwell dà il suo meglio nel 2002 con l’album “ECTOPIA

LOVE” è un album più orecchiabile in cui i suoni duri e violenti sono equilibrati da aperture sinfoniche. “LOVE è una travolgente epopea drammatica intrisa di clavicembalo e orchestra”come si legge sul sito.

I testi sempre duri e violenti parlano di incesto, autodistruzione, odio, sesso, malattie, solitudini rabbiose…

“LIMB” del 2009, interamente musicale, accosta suoni elettronici, musica classica, campionamenti assurdi e minimalismo giapponese in un cocktail spiazzante.

Crea le colonne sonore del cartone animato SF/action per adulti “Venture Bros“. Uno scoppiettante mix di musiche da film di fantascienza/spionaggio/anni60/jazz/horror.

Di quest’anno il suo ultimo folle lavoro: “THE MESOPELAGIC WATERS”. Otto tracce tratte completamente riarrangiate dai primi due album firmati Manorexia.

Questo genio musicale è un altro personaggio emblema della nostra rivista. Genuinamente fuori da ogni regola o etichetta. La sua produzione spazia dal punk alla musica classica senza temere cadute di gusto o giudizi e critiche.

http://www.foetus.org/

FOTUS the-mesopelagic-waters 2010

FOTUS the-mesopelagic-waters 2010

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PIANO MAGIC – ovation

 

piano magic - ovation

PIANO MAGIC
Ad ottobre è uscito “OVATION” il nuovo album dei Piano Magic, gruppo inglese attivo dal 1997. capitanato dal simpatico Glen Johnson.
Un buon album che si avvale della collaborazione di due celebri elementi dei Dead Can Dance: il percussionista Peter Ulrich e il fondatore della band Brendan Perry. La stretta collaborazione con questi due mostri sacri rappresenta un po’ il pregio e il limite di “Ovation”.
Da un lato è sempre un’emozione sentire la voce profonda e malinconica di Perry. Dall’altro in alcune canzoni la personalità musicale dei Piano Magic viene sostituita da sonorità troppo Dead Can Dance di Ulrich e Perry.
Nonostante non si tratti di amore al primo ascolto resta un album intelligente e affascinante.

Bello il concerto tenuto al Bronson di Ravenna a novembre 2009.
Loro semplici e simpatici scherzano con il pubblico fra una canzone e l’altra.
I nuovi brani perdono le atmosfere altrui e si rivelano migliori di quanto siano dell’album.
Lunghi intermezzi musicali elettrici, pochi e curati suoni elettronici della Angèle David-Guillou che ormai è entrata a far parte definitivamente del gruppo e canta in varie canzoni.

Il Bronson si rivela sempre un posto piacevole dove trascorrere le serate.
Ricco di appuntamenti, dopo i concerti si balla sulle note della miglior musica R&R dark e indie.
“…adora il folk l’indie il r’n’r i drones l’electro, il post punk e l’underground nelle sue varie forme, l’arte e i percorsi controcorrente…” come recita l’incipit del loro sito.

http://www.bronsonproduzioni.blogspot.com/

Si trova poco fuori il centro di Ravenna e in estate si trasferisce sulle spiagge di Marina di Ravenna col nome di “Hana-Bi”.

piano magic cover album

Alcune cover di album dei prolifici Piano Magic

Discografia Piano Magic

1997                Popular Mechanics

1998                A Trick of the Sea,

1999                Low Birth Weight

2000                Artists’ Rifles

2001                Son de Mar

2002                Writers Without Homes

2003                The Troubled Sleep of Piano Magic

2005                Disaffected

2007                Part Monster

2009                Ovations

SOAP AND SKIN – Lovetune For Vacuum

soap& skin-cover albumSOAP & SKIN

Lovetune For Vacuum

Austriaca giovanissima è forse l’unica novità valida del nuovo millennio.
Poco si sa e poco c’è da dire sul suo conto. Va solo ascoltata.
Bellezza dark, stile medical art.
Nella foto in copertina del suo splendido album di debutto “Lovetune For Vacuum” sembra la sorella di Edward Scissorhand.
La sua musica è essenziale: pianoforte, laptop e voce.
Le atmosfere suggestive, struggenti, epiche su cui S&S canta, con voce limpida, cantilenata o gridata, testi oscuri o fino troppo espliciti.
“The spiracle”: è una filastrocca sullo stupro subito da una bambina, raccontato in prima persona. Nel ritornello sfumano intime urla.
Il sole di “The sun” non è certo un canto alla luce, anzi è fastidioso, è un sole che brucia e fa seccare le cose, utile solo a creare l’ombra.
Le tracce solo musicali sperimentano senza timore l’elettronica minimal.

Bello ed essenziale, come lei, il sito sembra più un’installazione di videoarte.
Qui si possono leggere tutti i testi.

Niente di originale, invece, i video, anzi distraggono dall’ascolto del brano.

Divertenti le tentate interviste da parte della televisione austriaca in cui S&S risponde con imbarazzati “Sí” e “No” a goliardici presentatori in abiti tirolesi.

Curiosità sul cliccatissimo profilo myspace (http://www.myspace.com/soapandskin) è immortalata dal discusso Gottfried Helnwein artisticamente molto affine a lei.
In tour a Roma l’ 11 aprile 2010

RECENSIONI SOAP & SKIN album: Lovetune for vacuum

Gottfried Helnwein – l’infanzia violentata

Gottfried Helnwein - Child 7 - Polaroid

Gottfried Helnwein – Child 7 – Polaroid

Ho imparato di più da Paperino che da tutte le scuole che ho frequentato.” Gottfried Helnwein

 

Guardato bene dal vivo, immerso nella penombra bluastra, Topolino ha perso la sua espressione furba e simpatica e ora ha un ghigno sadico e le pupille dilatate dal crack (“Midnight Mickey” 2001). Paperino giace sul pavimento senza vita con espressione ebete mentre due sbirri anni ‘50 analizzano la scena del crimine (“L.A. Confidential – Cops II” 2000).
Nel mondo di Gottfried Helnwein le favole sono ambigue e il mondo terrificante.
Una famosa serie di quadri raffigura bambini feriti, o in contesti familiari ambigui. Bambine mezze nude attorniate da gerarchi nazisti (“Epiphany III Presentation at the Temple” – 1997) o imitazioni di quadri sacri in cui una nuova madonna laica mostra orgogliosa suo figlio a un gruppo di perfetti e impomatati soldati delle SS (“Epiphany I Adoration of the Magi” – 1996). Le dimensioni gigantesche delle tele aumentano l’effetto shoccante delle opere.

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Gottfried Helnwein “Epiphany III Presentation at the Temple”

Helnwein rappresenta l’atrocità della guerra, l’innocenza violata dei bambini, i terrori dell’infanzia.
Alienazione e perversione aleggiano costanti nei dolorosi autoritratti a sfondo “medical” (uno di questi fu usato per la copertina di “Blackout” degli Scorpions – 1982), mentre i personaggi della Walt Disney ricontestualizzati ispirano un orrore vacuo e maligno. I loro enormi occhi rotondi deridono i piccoli e infelici protagonisti raffigurati nelle tele.

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Gottfried Helnwein “Midnight Mickey”

Helnwein nasce a Vienna nel 1948, è un pittore, fotografo, scenografo e performer. I suoi primi lavori consistono soprattutto in acquarelli iperealistici che hanno per soggetto bambini deturpati da ferite di guerra come “Peinlich” – 1971 (una bambina sfregiata che regge un fumetto) o “Lebensunwertes Leben” – 1979 (il cadavere di un bambino col volto nel piatto) per dedicarsi successivamente alla fotografia e a enormi tele a olio. Impressionante l’installazione del 2008 “The last child” nella città di Waterford (Irlanda) per cui furono ricoperte intere facciate di palazzi con tele raffiguranti bambine sanguinanti o armate.

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Gottfried Helnwein “Lebensunwertes Leben” 1979

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Gottfried Helnwein “The last child”

Le tematiche provocatorie delle sue installazioni suscitano sempre sgomento e irritazione.
In occasione del 50° anniversario della notte dei cristalli l’artista austriaco espose in alcuni luoghi pubblici di varie città una serie di gigantografie di volti di bambini. La serie di fotografie provocò un profondo orrore in molti passanti. Oltre a numerosi reclami molte tele furono strappate. I tagli sulle fotografie dei volti accentuò l’atmosfera macabra dell’installazione.

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Marylin Manson – artwork di Gottfried Helnwein per l’album “The Golden Age of Grotesque”

L’artista viennese è famoso anche per le sue spettacolari scenografie teatrali e costumi di scena. Da ricordare le sue collaborazioni per le opere “Il cavaliere della rosa” di Richard Strauss (Los Angeles Opera 2005) e “L’anello dei nibelunghi” di Richard Wagner (Opera di Bonn 2006), per la rappresentazione teatrale di “Macbeth” di Shakespeare in chiave fetish e, soprattutto, per l’inquietante installazione per “The Child Dreams” (2010) di Hanoch Levin’s in cui decine di bambine ballavano a mezz’aria sospese a dei fili invisibili coperte di stracci insanguinati e “Le 120 giornate di sodoma” (2015) ambientato fra i giganteschi scaffali di un supermercato disegnati dall’artista.

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Marylin Manson – artwork di Gottfried Helnwein per l’album “The Golden Age of Grotesque”

Nel 2002 inizia una collaborazione con Marylin Manson che spazia su vari progetti visivi. Helnwein si occupò della parte grafica dell’album “The Golden Age of Grotesque” (2002) e delle scenografie del tour che accompagnava il quinto lavoro del cantante statunitense.
The Golden Age of Grotesque” è un album a tema ispirato al cupo immaginario pre-nazista degli anni ’30 (in particolar modo alle immagini del libro “Voluptuous Panic. The Erotic World of Weimar Berlin”), in cui Manson gioca con uniformi naziste e ambientazioni da cabaret e. Helnwein preparò vari scatti che raffigurano Marylin Manson insieme a delle bambine armate. Nella più caratteristica il cantante guarda annoiato una bambina imbracciare un fucile “Carcano” (quello usato per uccidere Kennedy). La fotografia non fu scelta come copertina dell’album con grande disappunto del’artista.
L’artista viennese partecipò anche al cortometraggio “Doppelherz” (2003) e al teaser del film irrealizzato “Phantasmagoria: The Visions of Lewis Carroll” diretti dallo stesso Manson.

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Marylin Manson – artwork di Gottfried Helnwein per l’album “The Golden Age of Grotesque”

Curiosa e ben realizzata la galleria d’arte virtuale di Second Life (cercare VMOA).
http://www.helnwein.com è l’esaustivo sito dove le opere di Gottfried sono divise per tecniche utilizzate e per periodi creativi.

The Disasters of War 13 – Gottfried Helnwein


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Gottfried Helnwein “The child dreams”

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Self-portrait – Gottfried Helnwein

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Gottfried Helnwein

B-SIDES Magazine n.3

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