GABRIEL ANGEL MARTIN – periferie future

Inizialmente avevo ignorato “Brian the brain”, nonostante fosse stato definito dalla rivista Time „uno dei migliori disegnatori europei“.

Frainteso la storia ad una prima occhiata, disegni poco invitanti e formato albo A3 che ingigantiva vignette insignificanti.

Solo in un secondo momento mi sono avvicinato ai fumetti di Martin più per le polemiche di censura nate sul caso „PSYCHO PATHIA SEXUALIS“ fino a rivalutarne l‘intera opera. Ora, grazie all‘ottimo lavoro dell‘editrice „Coniglio editore“ / „Purple Press“ , si può avere una panoramica sull‘universo di questo fondamentale scrittore che come pochi sa descrivere il nostro futuro più prossimo (o forse solo il nostro presente.)


BRIAN THE BRAIN

Brian narra la quotidianità di un bambino nato senza la calotta cranica: i primi giorni di scuola, i rapporti conflittuali con i compagni di scuola, i primi amori e tutte le gioie e i dolori tipici di quell‘ età.

Il linguaggio semplice e banale come i disegni stessi.

I brevi episodi sono vissuti quasi tutti attraverso gli occhi di un bambino che guarda e giudica la realtà che lo circonda in modo fragile e distorto.

Peccato che la realtà intorno a Brian sia un futuro malato, popolato da persone che per guadagnarsi da vivere devono fare le cavie da laboratorio per strani e inutili esperimenti farmaceutici, in cui i reality televisivi trasmettono in diretta esecuzioni sulla sedia elettrica e malattie e deformità sono onnipresenti.

Brian è un bambino sensibile e dolce, ma vive tutto questo come se fosse normale.

I suoi problemi sono che dolce scegliere, come evitare l’arroganza del suo compagno di classe, dove dare un appuntamento a una ragazza, o casa penserá la mamma.

I disegni che inizialmente consideravo scarni, sono perfetti e funzionali alla storia. Vicini ai personaggi dei cartoon o dei primi fumetti, ma non ironici.

Poche linee bastano a descrivere una città sentimentalmente asettica, ma fisicamente malata. Le architetture sono non-luoghi comuni a qualunque periferia del mondo. La sensazione che ricevo sfogliando queste pagine è che un’immensa e anonima periferia abbia colonizzato ogni spazio della libertà e della felicità di Brian. Atmosfera che ritrovo solo nel Ballard più pessimista.

Non è un caso che l’episodio del lago deserto è l’unico esempio di appliacazione riuscita di Ballard al fumetto.

Miguel Angel Martin con i suoi fumetti vuole sempre scioccare, schifare, turbare e irritare i suoi lettori. (e ci riesce bene). Questo fumetto, in più, ha l’innocenza di Brian costretto a vivere nel mondo di Miguel Martin…e, per l’ingenuità dei bambini, ci sa vivere abbastanza bene.

Un pilastro nella storia del fumetto.

Uno dei pochi in grado di dare un’ipotesi realista di futuro e capace di descrivere le ansie e le paure dell’ “uomo schizoide del XXI secolo”.

SNUFF 2000

Snuff è un fumetto diviso in brevi episodi scollegati fra loro. Unica costante sono i gli stessi due personaggi e il loro lavoro: fare snuff films.

I due anonimi e sinistri protagonisti sono sempre nascosti da una maschera antigas e in ogni episodio si inventano violente perversioni e nuove torture da infliggere alle loro ignare vittime.

Il loro è un lavoro, fanno film; non sono eccitati, non si soffermano a pensare cosa stanno facendo (se pensano è per parlare dei messaggi subliminali presenti in JFK), non soffrono né provano pietà per chi tova in fronte alla loro videocamera. Per loro stuprare bambini o sezionare donne ancora vive è andare in ufficio. All fine di ogni episodio c`è una nota dell’autore su aneddoti riguardanti serial killer, citazioni di famosi assassini, curiosità relativa a prestigiosi collezionisti d’arte.

Turbante.

NEURO HABITAT

Un‘opera minore, ma non priva di suggestione forse ispirata ai fatti di cronaca dei ragazzi giapponesi.

Il protagonista è un adolescente che vive autosegregato nel suo appartamento, schifato e terrorizzato dall‘esterno. Passa il tempo con i suoi videogiochi, prostitute a domicilio e sognando interventi di chirurgia plastica.

„Cronache dell‘isolazionismo“ come recita giustamente il sottotitolo.

PLAYLOVE

Una storia d‘ amore fra giovani, precariato, superficialità e qulche mistero.

Quasi un giallo più che una commedia.

Curioso.

BITCH

Eccezionale storia di giovani squatter impegnati ideologicamente contro guerra, razzismo e fascismo.

Bitch è il nome con cui tagga la writer protagonista del racconto, intorno a lei personaggi apparentemente tipici di ogni centro sociale, ma con storie inusuali.

Miguel Angel Martin mette in bocca ai propri personaggi particolari teorie complozioniste, revisionisvi storici e terrorismo trasversale.

Amaro.

KEIBOL BLACK

I primi passi di Miguel. Storie di fanta spinaggio hard boiled incentrate su un super agente segreto nazista gay spietato.

Divertente, citazionista e spregiudicato.

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