LA STRADA (della censura) – un libro di Cormac McCarthy


La Strada - Cormac McCarty

La Strada” di Cormac McCarthy è, come tanti altri suoi libri, un capolavoro.
Non perché ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa con questo libro. Non perché è stato scoperto ora grazie al film dei fratelli CoenNon è un paese per vecchi” tratto dal suo omonimo romanzo. E neanche per la fama di scorbutico eremita che si è creato.
È una grande storia scritta in modo essenziale, capace come poche di trasmettere la disperazione della sopravvivenza.
La catastrofe è già avvenuta e quasi dimenticata. È necessario solamente resistere giorno per giorno con la vana speranza che a sud sia possibile ricostruire qualcosa di simile alla vita. Non per il protagonista morente, ma per suo figlio.
Non ci si puó fidare di nessuno. Tutti soffrono la fame o il freddo, chiunque cerca a modo suo di tirare avanti.

Nel 2009 viene tratto un film. Regia di John Hillcoat con Viggo Mortensen.
Le premesse non sono male. Il regista ha firmato quell’inusuale capolavoro di “The proposition”. Un western australiano basato su una sceneggiatura di Nick Cave che ruota intorno al tema famiglia/vendetta. Nick Cave scrive anche la splendida colonna sonora. Hillcoat si era già fatto notare con Ghosts… of the Civil Dead (1988), sempre in collaborazione con Cave, e To Have and to Hold (1996). Pellicole curiose anche se non lasciano il segno se non  per qualche scena particolarmente macabra o violenta (ma poco verosimile).

Viggo un bravo attore.

Affrontare un libro simile non è da poco e chi ha visto il film a qualche festival (non noi purtroppo) ha strorto un po’ il naso. Troppe le concessioni hollywoodiane, flashback inutili, spiegazioni scontate,…La trasposizione cinematografica lascia insoddisfatti, ma per l’immancabile paragone con il libro. In realtá i trailer e quel poco che abbiamo visto, ci stuzzica parecchio e il prodotto, prese le adeguate distanze da Cormac, si direbbe buono!

Paesaggi in fiamme e città abbandonate ricoperte di cenere. Non c’è nessun Mad Max che scorrazza sulle tangenziali deserte, ma disgraziati emaciati col cappellino da baseball pronti a cucinarti pur di non morire di fame. Roba da correre subito a vedere il film!

Ma i nostri illuminati critici/politici/censori e lacchè vari hanno giudicato che per gli italiani è un film troppo deprimente, quindi fatica a trovare una distribuzione (forse uscirà in Italia a giugno con un anno di ritardo.) Queste sono le vie dell’Italia odierna: le tre scimmiette che si fanno piaceri l’un l’altra. Diamo al popolo solo cultura di serie C. Facciamoli ridere con rutti e scoregge. Piangere e amare con film adolescenziali (ma lontani dagli adolescenti di oggi). E ogni tanto un bel film di Muccino. Che palle questa italietta che non ci lascia neanche scegliere cosa sia bello e cosa deprimente.

Aveva ragione Carmelo Bene!


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