L’invasione dei VICHINGHI – notizie dalla SVEZIA


Da qualche anno dalla Svezia giungono proposte importanti.
Alcune poco riuscite, ma di grande successo, oppure piccoli gioielli.
Saranno le atmosfere nordiche e glaciali che creano già da sole notevoli suggestioni. Saranno gli spazi vuoti e asettici delle loro città, ma le storie da raccontare ultimamente hanno una nazionalità.

trilogia Millenium libri Stieg Larsson

Millenium trilogy: libri Stieg Larsson. “Uomini che odiano le donne” “La ragazza che giocava con il fuoco” “La regina dei castelli di carte”

Millenium

Tre brutti libri, che hanno raggiunto un successo mondiale, da cui sono state tratte mediocri pellicole di altrettanto successo.
L’unico motivo per cui non infierisco sui libri di Larsson è per la triste sorte che gli è toccata.
Stroncato da un infarto il 9 novembre 2004, i suoi libri sono stati pubblicati postumi. Stieg non ha potuto neanche godersi la fama. Anzi il suo testamento sembra abbia subito uno strano iter e i proventi derivanti dalla vendita dei suoi libri sono andati a persone diverse da quelle che Steig avrebbe indicato. (Per approfondimenti wikipedia.org/wiki/Stieg_Larsson)
Lui, giornalista di trincea, assomiglia molto al protagonista della trilogia. Effettivamente il suo impegno nella lotta al razzismo e al ritorno del nazifascismo è stato importante e considerato molto seriamente, tanto da essere stato collaboratore di Scotland Yard e del Ministero della Giustizia svedese.

La trilogia ha i difetti dei bravi scrittori dilettanti. Troppi elementi autobiografici e autoindulgenti, prolisso, scolastico, superficiale. Bravo, però, a tenere avvinti e capace di soluzioni geniali (il tatuaggio sul corpo del tutor di Liz) Tutta quanta la serie ha il brutto vizio di dividere i personaggi in buonissimi (altruista, simpatico, bravo a letto) e cattivissimo (stupido, irritante, viscido…e serial killer ovviamente).

locandine trilogia film Millenium con la promettente Noomi Rapace

Locandine della trilogia Millenium con la promettente Noomi Rapace

Il film “Uomini che odiano le donne” è migliore del libro per due motivi. Il primo perché riesce a sfoltire una marea di pagine, dettagli e personaggi inutili. Il secondo è la bellissima Noomi Rapace. Alta, dark, complicata.  molto più credibile dello scricciolo sfigato e semi autistico del libro.

Nei seguenti capitoli fanno la comparsa i super cattivi, i servizi segreti deviati, la criminalità organizzata…niente che un giornalista e una hacker non siano in grado di sgominare senza problemi. Interessante comunque il contesto politico in cui è inserito, probabilmente piuttosto veritiero. Più o meno la stessa zuppa i due film inizialmente pensati per la televisione. Piatti e scontati.  (E’ da poco uscita nelle sale anche l’ultima parte della saga “la regina dei castelli di carta”).
Grande successo, però, di pubblico, tanto da far pensare a dei remake hollywoodiani con grandi star del cinema, ambientazioni yankee e le stesse carenze di sceneggiatura. Un ormai classico atteggiamento USA che preferisce rifare piuttosto che promuovere. Perfino l’attore principale della trilogia ha deriso pubblicamente in una conferenza stampa questo banale progetto, ma, si sa, alla fine vince sempre il denaro.

Lasciami Entrare: il libro di John Ajvide Lindqvist e la locandina del film di Tomas Alfredson

il libro di John Ajvide Lindqvist e la locandina del film di Tomas Alfredson

Vampiri svedesi

Anche “Lasciami entrare” di John Ajvide Lindqvist è un libro piuttosto brutto da cui, però è tratto un film geniale. Storia di una vecchia vampira intrappolata in un corpo di bambina che gira per i poveri quartieri dormitorio della Svezia degli anni 80 accompagnata da un finto padre innamorato di lei che le procura il sangue di cui ha bisogno per vivere.
Il libro punta tutto sulla perversione e sul disgusto. L’uomo è un pedofilo incallito e la bambina seduce le sue vittime in modi fin troppo espliciti.
Il film di Tomas Alfredson sembra più una storia di amori impossibili. Qui l’uomo è ambiguo non si capisce chi sia esattamente e che ruolo abbia. Ama la vampira di un amore platonico, tanto da sembrare l’amore di un padre che fa tutto per la figlia malata. Lei si innamora del complessato dodicenne vicino di casa e gli insegna a non farsi sopraffare dai crudeli compagni di classe fino a ucciderli.
Tutto è accennato, come se il vampirismo esistesse normalmente in tutti gli angoli della vita in cui non guardiamo abitualmente, senza, però, dimenticarsi le regole classiche di ogni vampiro. Mai esporsi al sole, entrare in casa altrui solo se invitati, contagiare le persone con un morso,…
Le ambientazioni del film sono comuni e inquietanti. Tanto sterili e fredde da rendere naturale storie d’amore così ambigue.

Il surrealismo di Roy Andersson

You, the living - Songs from the second floor

Roy Andersson: “You, the living” – “Songs from the second floor”

Nel 2000 torna il surrealismo nel cinema! Che pacco!
Eppure l’estetica di Andersson non lascia indifferenti, spesso diverte, stupisce e commuove. Questi film surrealisti non sono pretenziosi come quelli degli anni 60/70.
Spesso sono dei piani sequenza in cui i protagonisti si muovono in situazioni assurde quasi comiche. La realtà spesso è più surreale di quanto si creda e Andersson la racconta con occhi ironici e attenti.

“You, the living” 2006
Il film immortala l’umanità con le sue grandezza, miserie, dolori, gioie e ansie
Premiato a Cannes

“Songs from the second floor” 2000
Una plumbea città svedese, paralizzata dal traffico e da un interminabile corteo di flagellanti, affoga nella follia dei suoi abitanti mentre un poeta ne osserva il declino tra le lacrime, bloccato nel letto di un ospedale psichiatrico.*(dal sito movieplayer.it)
Anche questo premiato a Cannes.

Altri titoli di film degni di essere presi in considerazione:
Una soluzione razionale” di Jörgen Bergmark del 2009
Una curiosa storia di crisi una coppia in crisi che sceglie la soluzione razionale della convivenza a 3: marito moglie e amante di lei

Racconti da Stoccolma” di Anders Nilsson del 2006
Giovane promessa del cinema scandinavo.
Incrocio di tre storie di vita caratterizzate dalla violenza domestica.
Film premiato a Berlino.

MetropiaTarik Saleh del 2009
Film di fantascienza non proprio riuscito, ma coraggioso.
Ottimo utilizzo delle nuove tecnologie digitali.
Premiato a Venezia

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