Perchè ci occupiamo di Justin Bieber

Justin Bieber

Justin Bieber

Perchè ci occupiamo di Justin Bieber?

Perché è l’ennesima pedotruffa mediatica.

Qualche cenno su di lui. Nasce il primo marzo 1994 in Ontario (Canada). Il 17 novembre 2009 è stato pubblicato il suo primo EP, My World i cui 4 singoli dai titoli positivi e allegri “One Time”, “One Less Lonely Girl”, “Love Me” e “Favorite Girl” sono entrati tra le prime quindici posizioni della classifica canadese e tra le prime quaranta di quella statunitense. Il sedicenne, come vuole la leggenda, viene scoperto da un manager che, per caso, guardano youtube si imbatte in questo ragazzino bravissimo che canta cover di Justin Timberlake, Chris Brown, Stevie Wonder. Corre subito da sua mamma per far firmare al ragazzo prodigio un contratto con una casa discografica.

I soliti miti del farsi da sé e della fortuna cieca che incentivano chiunque non abbia il benché minimo talento a fare il cantante o il pittore, regista, attore, ecc…

In Justin non esiste cenno di bravura e si rivela un’altra trovata pubblicitaria per piacere a un target di consumatori su cui troppi squali puntano le loro attenzioni economiche: gli adolescenti. Anzi, la novità che porta Justin B. è l’età! Il mercato ora si fa più audace e punta su ragazzini e ragazzine ancora più giovani. Un segmento che va dai 10 ai 16 anni. Oltre i 16, Justin diventa già ridicolo.

Il “baby-cantante” sembra non abbia ancora passato la pubertà e non abbia ancora cambiato voce. È insulso sotto ogni aspetto e per questo dovrebbe piacere a un ampio target di bambini che giocano a diventare adolescenti (non più adolescenti che giocano a essere adulti).

In lui si riversano le fantasie malate di genitori che vogliono vedere diventare il figlio una star e manager alla ricerca di fasce di consumatori su cui investire senza preoccuparsi delle eventuali conseguenze.

Ecco allora babystar che sculettano come qualunque sexy ballerina di MTV.

I poveracci studiano inconsapevoli mosse e atteggiamenti che non appartengono né alla loro generazione né alla loro età per compiacere leggi di profitto e genitori pseudopedofili. Sí perché anche questa è una sorta di pedofilia, più sottile, ma altrettanto dannosa. Manipolare menti e corpi così giovani per compiacere adulti per soldi.

Noi di B-SIDES siamo i primi a smascherare le falsità catto-giustizialiste di chi si lancia in insensate cacce alle streghe. Proprio per questo puntiamo l’indice su questo tipo di esperimenti che, invece, vengono approvati e consumati quotidianamente.

Che si tratti di un nuovo finto baby-talento o di trasmissioni televisive come “Ti lascio una canzone”, “Bravo Bravissimo”, “Sei più bravo di un ragazzino di quinta?” la confusione è l’unica eredità che lasceremo a queste generazioni.

Forse una risposta è nelle parole di Agosti in questa intervista.

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