Festival, talenti (pochi) e gelosie.

AGGIORNAMENTO di MAGGIO 2011

Raphael Gualazzi Eurovision Song Contest 2011

Raphael Gualazzi Eurovision Song Contest 2011

Come avevamo pronosticato un anno fa l’Italia è tornata a interessarsi di questo festival. Ieri la pensionabile Carrà insieme a uno spaesato Bob Sinclair hanno presentato in diretta su Rai 2 le finali dell’Eurovision Song Contest 2011. Edizione scarsa di novità interessanti, quasi tutti brani mainstream dance adatti a un pubblico giovane. Stupisce il vincitore dell’edizione: un duo proveniente dall’Azerbaigiàn, nazione confinante con Iran, Armenia e Turchia affacciata sul mar Caspio. L’anno prossimo il festival si terrà proprio in questo stato (!!!). Preparate la valigia. Seconda proprio l’Italia con Raphael Gualazzi, già vincitore di Sanremo giovani, ma ovviamente nessuno se lo è filato fino ad oggi. Il palco internazionale ha dato più visibilità a un compositore interessante che mischia jazz, soul e Rag-time. Comunque bentronato Eruovision Song Contest.

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2 AGOSTO 2010

Lena Meyer Landrut winner EUROVISION SONG CONTEST

Lena Meyer Landrut vincitrice EUROFESTIVAL 2010

Finalmente l’estate è arrivata: vestiti leggeri, cibo leggero e così ci dedichiamo anche alla musica leggera…Da Giugno si sente, nelle radio italiane, il brano “Satellite” di una ragazza tedesca: Lena Meyer-Landrut. Questa canzoncina ha portato la Germania alla vittoria  al Eurovision Song Contest 2010 (chiamato in Italia Eurofestival).

La canzone in Germania ha fatto un successo incredibile. Dopo il festival “Satellite” è al primo posto su tutti portali download e il singolo si è catapultato subito al primo posto delle charts tedesche. Ma il successo non si ferma al proprio paese. Dopo due giorni la canzone si trovava al primo posto nelle charts norvegesi e, in seguito, Svedesi, Finlandesi, Svizzere e Danesi. In poche settimane la canzone riusciva a piazzarsi anche nelle classifiche di altri paesi Europei e addirittura in Australia.

Qual è il segreto del successo di questa diciannovenne tedesca che non ha mai ricevuto lezioni di canto e non suona nessun strumento? Lei è come sembra: autentica. E anche se magari non azzecca sempre le note o non sa trattenere le emozioni, piace molto…e non solo ai tedeschi. In Italia “Satellite” è arrivata con ritardo anche perché non partecipiamo più all’Eruovision Song Contest da diversi anni. Magari qualcuno direbbe “meglio” visto le tante scadenti canzoni in concorso, ma il Festival rimane una possibilità per gli artisti (anche sconosciuti) di essere lanciati immediatamente a livello internazionale.

L’Eurofestival, nato nel 1956, inizialmente si ispirò al Festival di Sanremo (1951), che rimane il festival musicale più vecchio d’Europa. L’Italia faceva parte dei paesi fondatori del Eurovision Song Contest. In passato molti musicisti italiani vi parteciparono.

Nel 1964 l’Italia vinse con Gigliola Cinquetti “Non ho l’età” e recentemente nel 1990 con Toto Cutugno “Insieme”.

Alice e Franco Battiato al EUROFESTIVAL 1984

Ma anche altri anni, i cantanti italiani ebbero successo e ottimi riscontri. Nel 1962 si presentò Claudio Villa “Addio, addio”, Mia Martini cantò “Libera” nell’edizione del 1977 e Battiato/Alice portarono nel 1984 la bellissima “I treni di Tozeur”. Altro calibro ma vanno citati anche Enrico Ruggeri, Umberto Tozzi, Luca Barbarossa, Anna Oxa, Jalisse (gli ultimi ad aver partecipato).

Fino al 1980 l’Italia partecipò tutti gli anni. I due anni successivi seguì una pausa, causa qualche discussione con l’Unione Europea di Radiodiffusione (UER). Dal 1994 la partecipazione di cantanti nostrani è saltuaria e le dirette del festival sono ormai estinte per evitare la competizione con il festival di San Remo.

La differenza è che San Remo viene seguito solo in Italia. L’Eurofestival viene seguito in tutta Europa – e non solo.

Nel 1958 una canzoncina non entrò nei finalisti dell’Eurofestival, ma fece un tale successo da essere oggi cantata a livello mondiale tanto da divenire un’icona italiana. La canzone era “Nel blu dipinto di blu (Volare)” di Modugno che si posizionò, comunque, al primo posto nelle classifiche europee e statunitensi.

A causa della lunga assenza dal concorso, In Italia l’Eurofestival è, ormai, pressoché sconosciuto. Ma nel resto d’Europa è un vero e proprio evento e la sua diretta televisiva ha degli indici di ascolto altissimi. Quest’anno in Germania gli spettatori che guardavano il contest in diretta raggiungevano quasi 50%: il festival aveva lo stesso livello di partecipazione dei mondiali di calcio. C’è anche un fattore economico: il festival viene ospitato dal paese che ha vinto l’anno precedente e questo porta  turismo. Un’altra prova che smonta le assurde teorie tutte italiane secondo cui l’Eurofestival non avrebbe nessun rientro, nè per la discografia nè per il paese.

Sebastien Tellier EUROVISION SONG CONTEST

Sebastien Tellier EUROVISION SONG CONTEST

Allora perché non tornare a partecipare a questo festival unendosi all’Europa? San Remo ha così paura di diventare obsoleto?

Personaggio curioso e amatissimo da noi di B-Sides Magazine è Sebastien Tellier che, insieme a una decina di coriste barbute, presentò la sua ormai arcinota “Divine” (utilizzata per uno spot televisivo). Da non perdere!

4 commenti

  1. E’ da quando vinsero gli Abba con “Waterloo” che non me ne perdo una edizione, in tv o via web

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  2. beh considerare “un altro calibro” Umberto Tozzi e Raf con Gente di mare non mi sembra proprio il caso! Credo che a livello europeo sia una delle canzoni più apprezzate e ricordate tra tutte quelle citate.

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    • Tozzi/Raf parteciparono all’Eurovision Song Contest del 1987.
      Quell’anno si svolse a Bruxelles e fu una delle edizioni con il maggior numero di paesi partecipanti.
      La canzone “Gente di mare” di Tozzi/Raf si classificò terza e sicuramente fu una delle migliori in gara (assolutamente migliore della canzone vincitrice “Hold me now” dell’irlandese Johnny Logan) e ottenne un invidiabile successo in tutta Europa.

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