NUOVI RITI COLLETTIVI – BURNING MAN vs. BOOM

Cosa spinge milioni di fedeli a viaggiare verso un luogo sacro?
La stessa motivazione che porta milioni di persone a partecipare a un rave-party.
Nuove droghe empatiche hanno il medesimo valore della comunione. Perfino i riti sono simili: “Si mostra un po’ la lingua al prete che dà l’Ostia”
La necessità di sciogliere la propria individualità in una collettività con un apparente scopo comune è ciò che si cerca durante l’estenuante ballo ed è anche la base di ogni religione.
Spirito di appartenenza e di comunitá sono tipiche della tribù dei raver come dei gruppi di credenti.

Due fra i più bizzarri raduni di questo nuovo tipo di fedeli sono il “BURNING MAN FESTIVAL” ambientato nel deserto del Nevada e il “BOOM FESTIVAL” in Portogallo.

“The Burning man festival” e il “Boom Festival” sono dei mega rave che durano una settimana, sono quasi contemporanei e lo stimolante principale non è la droga, ma la fantasia.
Entrambi sono pervasi da una forte impronta new age: molto mistico/hippy il primo, spirituale /ecocompatibile il secondo. Spesso creatività va a braccetto con demenzialità smussando ogni aspetto pretenzioso dei festival. Gli ospiti (paganti) si lasciano andare a qualunque tipo di divertimento: chi balla tutta notte, chi gira nudo, chi si esibisce in performance teatrali, chi curiosa qua e là senza una vera meta,…libertà è la chiave comune di accesso.

the burning man festival

the burning man festival

Entrambi gli eventi, nonostante siano delle sfrenate feste collettive in cui affluiscono migliaia di visitatori, sono scrupolosamente organizzati e sostenuti da numerosi volontari.

Lo spazio occupato è suddiviso in zone dedicate a specifiche funzioni.

La dance floor principale e main stage è dedicato, generalmente, alle interminabili danze tecno-tribali scatenate dalle note dei numerosi DJ. Goa e trance music risuonano fino all’alba. Palchi minori sono dedicati a spettacoli teatrali, ogni genere di esibizioni o musica dai ritmi più soft o più sofisticati. Concerti e spettacoli sono alternati da corsi di yoga e “conferenze” su svariati argomenti, mentre pittori, scultori e artisti allestiscono spazi espositivi ovunque nel deserto o all’ombra degli alberi in riva al lago.

Queste zone sono separate da vere e proprie strade che delimitano l’area camping.
Chiunque all’interno si arrangia a fare qualcosa per sé e per gli altri. Ad ogni angolo è possibile incontrare “villeggianti” che preparano da mangiare e che condividono il cibo con altri campeggiatori. La moneta, all’interno, è proibita.

the wicker man

Locandina del film “the wicker man”

Gli ospiti sono tutti bizzarri, chi per scelta di vita chi solo per pochi giorni. Ognuno sembra impegnato a fare o costruire qualcosa. Chi biciclette a pannelli solari, chi pirotecniche macchine sputa fuoco

, chi radar per comunicare con gli ufo,… Specialmente durante il Burning Man è possibile divertirsi, per esempio, con le gare di plumecake-cycles, o altre invenzioni deliranti e senza senso, tanto da smbrare il set di Mad Max. Il momento clou di quest’ultimo evento è l’atteso e scenografico “Burning man” che sancisce la chiusura della festa (o del rito). Durante la settimana viene allestito un gigantesco pupazzo di legno a cui viene dato fuoco nell’ultima notte, proprio come nel film “The Wicker Man“, ma senza sacrificio umano.

Per partecipare è consigliato prenotare con largo anticipo.

http://www.boomfestival.org/boom2010/2010/07/boom-in-motion

http://www.burningman.com/

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