Mockumentary 4: BEHIND The MASK Vita Di Un Serial Killer

behind-the-mask Mockumentary

Behind The Mask – Vita Di Un Serial Killer” è un geniale film del 2007.
Il film, attraverso lo stile mockumentary, descrive i meccanismi, gli stilemi e i luoghi comuni delle sceneggiature dei film slasher, come se un mago svelasse i trucchi prima di mostrare i suoi giochi di prestigio. Estremamente autoironico “Behind The Mask” è quello che “Scream” di Wes Craven avrebbe voluto essere. Citazionista, ma non banale, cambia spesso registro divertendo e spiazzando lo spettatore.
Vari livelli narrativi sono mescolati con perizia senza mai perdere il controllo.

La solita troupe televisiva prepara un documentario su un aspirante serial killer: Leslie Vernon.
Il film apre con la classica presentatrice televisiva che fa una panoramica dei più celebri assassini degli ultimi 30 anni vissuti negli Stati Uniti. Presenta le biografie e le nefandezze di Michael Myers (“Halloween“), Jason Voorhees (“Venerdì13“), Freddy Krueger (“Nightmare“) come se fossero realmente esistiti. In più la giovane conduttrice attraversa il quartiere di Haddonfield, fa sopralluoghi a Crystal Lake e attraversa Elm Street cercando di intervistare un residente (Kane Hodder l’attore di vari “Venerdì13“).

Behind the Mask - Mockumentary

Leslie Vernon e il suo mentrore

Dopo questo folgorante inizio ci viene introdotto Leslie Vernon e tutto cambia. Eh sì, perché Lesile sembra un vero coglione, non quel terribile mostro che vorrebbe diventare. Sembra uno in cerca di fama che è stato scartato al Grande Fratello. Però ragiona bene e spiega gli ingredienti necessari per creare un serial killer che diventi un mito. La scelta delle vittime e relativo metodo di stalking, la necessità della “Final Girl” (la predestinata a sopravvivere all’assassino che deve essere rigorosamente vergine), la scelta dell’arma da parte dell’eroina (sempre uno strumento lungo e duro – come un’ascia – che rappresenta il fallo del serial killer), le metafore dell’armadio come utero (ultimo rifugio a cui scappare dal mostro), la necessità di un passato terrificante. E’ preferibile che il serial killer usi una maschera o un indumento riconoscibile e appropriato. Altra figura basilare per la genesi di un mostro di successo è la sua nemesi: lo psicologo che lo conosce meglio di chiunque altro pronto a fermarlo a ogni costo (in questo film interpretato da Robert Englund)
Il novello assassino ha un mentore a cui chiede consigli: un anziano assassino in pensione e ora felicemente sposato con una sua ex final girl. Alla domanda della presentatrice “Come si fa a sopravvivere a un incontro con uno di voi?” risponde “Non provare a nasconderti ti troveremo, non provare a combatterci ti uccideremo, solo corri più veloce che puoi senza voltarti indietro perché potresti vedere qualcosa che non ti piacerebbe per niente
Titoli di coda sulle note di PsychoKiller dei Talking Heads con lo scontato doppio finale. I clichè sono stati tutti rispettati, Leslie Vernon può entrare nel mito insieme a Michael Myers, Jason Voorhees e Freddy Krueger.

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