JAMIE HEWLETT: l’uomo psichedelico e le scimmie vrtuali

Shade Peter Milligan e Jamie Hewlett

Jamie Hewlett è un personaggio geniale il cui nome a troppi italiani dice poco. Chi lo conosce è solo per la band Gorillaz. Questa band virtuale non è nata solo dal genio musicale di Damon Albarn (leader dei Blur), ma anche dalla fantasia grafica di Hewlett.
I personaggi sono stati inventati e disegnati da lui così come le cover dei loro album e i videoclip. Il successo di “Clint Eastwood” deve ringraziare 2D, Murdoc, Russ e Noodle (i ragazzacci membri della band), ognuno di loro con la sua dettagliata e assurda biografia.
Gorillaz - Jamie Hewlett Damon Albarn2D cantante e tastierista, il cui soprannome non significa due dimensioni, ma è la contrazione inglese di Two Dents visto che gliene rimangono solo due nell’arcata superiore a causa dei suoi continui incidenti (la metà causati da Murdoc). Melanconico e sfigato, quasi autistico.
Murdoc l’autoproclamatosi leader del gruppo. Bassista teppista dal temperamento simile al Roger Waters degli ultimi Pink Floyd (anche lui bassista). Tatuato per le sue frequentazioni di bordelli e di carceri messicane, dalla pelle tatuata con i sette vizi capitali, e dai gusti musicali rock e heavy metal.
Russel Hobbes l’obeso batterista mancino. La sua vita è segnata da numerose possessioni diaboliche (una delle quali esorcizzata da nientemeno che padre Merrin), che segnano duramente la psiche di Russ, ormai dipendente da psicofarmaci.
Noodle la chitarrista giapponese dal passato sconosciuto, ricevuta per posta nei Kong Studios (lo studio di registrazione dei Gorillaz). Sembra vivesse su un mulino a vento volante stile Miyazaky prima che fosse distrutto da un chitarrista rivale durante il complotto di El Manana.

TankGirl - Jamie Hewlett

TankGirl – Jamie Hewlett

Ma Hewlett nei prima anni 90 aveva già creato un’icona di successo: Tank Girl.
Un’antieroina femminista politicamente scorretta che scorrazza in un’Australia post apocalittica a bordo di un carro armato insieme al suo “ragazzo” un canguro mutante.
Nel 1995 viene tratto un pessimo film con Naomi Watts e Malcolm McDowell che pretendeva di cavalcare il finire della moda Grunge e di MTVizzare lo spirito anarchico del personaggio. Il fumetto, al contrario, resta tutt’ora un concentrato di immaginario punk e psichedelica che straborda dalle tavole. Sexy, violenta e demenziale ha influenzato la moda di una generazione. Il suo stile è stato talmente copiato e assimilato da far dimenticare troppo in fretta questo bel comic.
Va ricordata in particolare la saga scritta da quel genio di Peter Milligan.

Shade Peter Milligan e Jamie Hewlett

Shade Peter Milligan e Jamie Hewlett

E non è un caso che le più belle copertine del fumetto più psichedelico di Milligan siano state disegnate proprio dall’amico Jamie. Sto parlando Di Shade the changing man.
Un fumetto spiazzante che prende le origini da un personaggio minore della DC comics degli anni 70. Stravolto e reinventato da capo Shade è una sorta di detective di un altro pianeta che prende il corpo di un detenuto mentre viene folgorato sulla sedia elettrica. Il suo compito è di rintracciare e neutralizzare il “Sogno americano” che si è materializzato improvvisamente sulla terra creando psichedelici svarioni iconici. Se non bastasse il nemico soprannaturale, Shade deve combattere anche la personalità del serial killer rimasta latenti nel corpo preso a prestito.
Hewlett e Brendan McCarthy (altro folle e geniale disegnatore) si alternarono a dipingere le copertine di questo folle fumetto.

Get The Freebies” è una serie mai tradotta in Italia precedente al connubio con Albarn, che racchiude i modelli dei futuri Gorillaz.

1 commento

  1. […] Changing Man” è l’opera che più l’ha reso noto. Ne parlammo in passato per le bellissime copertine di Jamie Hewlett , altro amico/collaboratore d’eccezione con cui sceneggerà anche “Tank Girl“. […]

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