HIDE – Foetus alias J. G. Thirlwell

Foetus HIDE G J ThirlwellHide è il nuovo lavoro di J G Thirlwell firmato come Foetus.
In effetti era necessaria una pausa dal suo sincopato progetto orchestrale Manorexia.
In questo nuovo album J G T torna a cantare con la sua voce stridula e lagnosa e i brani sono, nel limite del possibile, più classici rispetto alle sovrapposizioni di suoni, tempi e rumori. L’album alterna melodie rock, epica elettronica, parti orchestrali e spaghetti western. Thirlwell si diverte a definire Hide un “neo-symphonic avant-psychedelic concept album”.
Certo affrontare “Cosmetic” (il primo brano) non è semplice. 1 minuto di opera alla Ligeti introduce 10 minuti di delirio orchestrale nel più puro stile Manorexia , ma depurato da ogni ironia. Sembra una dichiarazione d’intenti Cosmetic: “Solo chi mi conosce continui l’ascolto”.
Ma i brani successivi girano su tutt’altre corde: più vicino all’album “Love” che agli esordi sadomaso punk o ai recenti progetti musicali.
JGThirlwell FOETUSPaper Slippers” sembra sia stata scritta dal quinto elemento dei Beatles, sbattuto fuori dalla band perché troppo depravato. Una canzone lenta e sognante che sfocia in un cupo crescendo, dai testi nichilistici (come sempre).
Le splendide “Stood Up” e “Here comes the Rain” mostrano l’ecletticità di Thirlwell: alienanti loop di violini e brani orchestrali sono sommersi da sintetizzatori impazziti. Non c’è imbarazzo a lavorare su sovrapposizioni ed eccessi, lo dimostra “The Ballad of Sisyphus”: un collage di ballate western, colonne sonore anni 50, rock-prog, punk.
Dopo una breve ripresa lirica, “You’re Trying to Break Me” è una potente aggressione sonora in cui Foetus urla lento e implacabile come in “Nails” o “Gash”.
Chiude “O Putrid Sun” brano meraviglioso dalle atmosfere musicali sognanti e oniriche, ma dai testi rancidi di morte. Il fallout radioattivo cade lento e fuligginoso sul mondo mentre vengono cantati gli ultimi istanti di vita umani.

“Hide” è, forse, l’album più equilibrato e completo di Thirlwell. Un ottimo inizio per chi non conosce questo eccezionale terrorista musicale che da più di 30 anni esplora, rinnova e shakera ogni genere di musica.

Recente il bel video di “Here comes the rain” che sottolinea bene le atmosfere fantacripitche di JGT.

Thirlwell aveva raccolto nel precedente album le musiche scritte per il cartone animato “The Venture Bros” firmato solo con il suo nome. Un miscuglio di Morricone, colonne sonore alla 007, echi hitchcockiani e sapori da space opera.
In questa raccolta emergono brani come “Bolly” che evoca una fuga notturna di fiati e ottoni
Gawker” un binomio orchestra e suoni elettro sincopati e“In a space Mood” una breve passeggiata spaziale sospesa nel vuoto.
Un’altra chicca per gli appassionati.

non ha paura di usare l’umorismo a commentare l’azione. La sua musica è piena di scherzi e parodie di film classici. I riferimenti sono Ennio Morricone, Schifrin, Carpenter, Mancini, Quincy JonesJohn Zorn

Il cartone animato è inedito in Italia anche se l’unico elemento degno di interesse resta la colonna sonora.

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