V>L>F – intervista a Marco Malattia

VLF videomalattieMarco Malattia si presenta talvolta con maschera da maiale, altre con un cappuccio bianco dagli occhi bui, altre ancora con la maschera carnevalesca dei dottori della peste. Sembra una nuova figura da film slasher accanto Michael Myers e JasonVoorhees.

V>L>F videomalattie è il suo progetto.

B-Sides
V>L>F la prima volta che l’ho letto pensavo significasse “very low frequency” frequenze molto basse usate per le comunicazioni fra sommergibili in realtà significa Vans la Furka giusto?
Marco Malattia
Esatto, è una deviazione di un intercalare in emiliano. Il suo significato letterale è “Vai Alla Forca”, un modo come un altro per dimostrare astio e inimicizia verso qualcosa o qualcuno. Nel nostro caso il senso è ampliato a tutto ciò che viene definito estremo ma che in realtà è banalità camuffata con retoriche pseudo punk. Io uso la carne e le interazioni di cui si rende partecipe per esprime noia e malcontento.
B-Sides
Parlami un po’ di questo progetto . Inizialmente nasce come un’etichetta musicale noise…
Marco Malattia
L’idea e la voglia di occuparsi di video nasce nel 1998, appunto nel contesto di un’etichetta noise che gestivo all’epoca. Naturale che raffinando la mia capacità passai nel giro di qualche anno dai videoclip ai cortometraggi sperimentali. Da lí, le sequenze concerenti i corpi, il sesso, la malattia di concetto divennero sempre più frequenti. Nel 2003 nacque l’attuale marchio del progetto con l’intento di perfezionare un linguaggio che può essere considerato pornografia solo a livello apparente in quanto non sono le attività masturbatorie del fruitore a giustificare le realizzazioni.
B-Sides
Infatti i tuoi video, nonostante mostrino senza indugio scene di sesso, mancano completamente di una componente erotica. Mostrano, anzi, un totale nichilismo lontano da ogni logica di mercato pornografico.
Marco Malattia
L’erotismo è finzione e a me non interessa la finzione fine a se stessa.
Ciò che viene considerato commercialmente pornografico ha perso completamente il suo impatto trasgressivo, canoni triti e ritriti ed estetiche ormai digerite e metabolizzate da decenni. Nel mio lavoro c’è un completo disinteresse verso regole di mercato è una summa dei miei gusti e delle mie tendenze realizzo ciò che mi piacrebbe vedere.
B-Sides
Per questo motivo hai scelto “Noia” come titolo della tua prima raccolta di video, riferendoti all’attuale panorama pornografico?
Marco Malattia
la genesi di quel prodotto è un’epopea che dura anni e solo recentemente, con la pubblicazione della versione definitiva ha avuto termine
“noia” comtiene i primi esperimenti pornografici realizzati da me e M’Oskatresc in un periodo che va dal 2000 al 2007, dalla prima edizione sotto forma di 17 cortometraggi all’ultima versione il materiale ha subito infinite manipolazioni. Il titolo è dovuto al motore primo che mi portò a realizzare il prodotto: in un pomeriggio noioso mi missi a lavorare su queste riprese all’apoca inedite, la noia è il motore di tutto.
Adesso, per fortuna, la saga di Noia è finita dopo 5 anni sono finalmente soddisfatto della forma che ha preso il materiale.
B-Sides
Nell’intervista su “Delta di Venere” mi ha stupito il tuo tentativo di entrare nel mercato del porno.
Forse sbagliando, ma ho guardato i tuoi video pensando più a violente performance di body art depurate da qualsiasi intellettualismo. Trovi dei punti di contatto con queste realtà o le ripudi completamente?
Marco Malattia
Il tentativo di entrare in un mercato istituzionalizzato come quello del porno era una cosa che volevo provare giusto per spirito di
sovversione sarebbe stato interessante sdoganare un prodotto ingiustificabile dal punto di vista commerciale come il mio in un ambiente regolato da squallide leggi di mercato.
B-Sides
Ma che riscontri hai avuto?
Marco Malattia
In linea di massima, non essendo mai stato presentato da qualcuno già attivo nel giro
sono stato snobbato e considerato giusto uno che realizzava film amatoriali, senza prendere in considerazione il fatto che nei miei lavori c’è più lavoro che nella maggior parte dei prodotti porno messi insieme.
Il discorso della body art vera e propria, discorso al quale sono stato sempre un pò refrattario,
verrà approfondito nelle sue sfumature più estreme nei prossimi lavori grazie alla collaborazione di una performer di tutto rispetto come Nausicaa Roi che presterà le sue carni alle mie elaborazioni video.
B-Sides
Non c’è solo sesso nei tuoi video, anzi, come dici tu c’è un importante impegno nell’elaborare una scenografia, nella scelta di ambientazioni talvolta blasfeme o sataniche.
Spesso abbini sesso, morte, religione è solo una scelta estetica di trasgressione?
Marco Malattia
Sesso morte e religione sono, volenti o nolenti, i motori che muovono gran parte della percezione che abbiamo della realtà. Non c’è da parte mia una vera intenzione esoterica o mistica, almeno a livello “pubblico”.
a questo proposito sono in procinto di realizzare con un’altra performer, Helga Sedmokraska, una rilettura del Compendium Maleficarum
di Frate Guaccio.
Chi vede solo sesso nei miei lavori non ha un background sufficentemente evoluto per una lettura obiettiva del lavoro V>L>F
B-Sides
Puoi anticiparmi di più sul Compendium Maleficarum. Opera che non conosco.
Marco Malattia
il Compendium Maleficarum è uno dei tanti testi scritti da e per inquisitori, una sorta di malleus maleficarum sui generis dell’italianissimo frate Guaccio. Quest’opera mostrava, oltre al delirio che ci si può aspettare, una serie di xilografie che mostravano vari episodi di adorazione del demonio che palesano una devianza psicosessuale del realizzatore da lasciare basiti. Il progetto prevede di ricreare alcune di queste scene tramite fotografie il più fedelmente possibile.
Il risultato verrà pubblicato sui uno dei prossimi numeri di GovNoed Revue
B-Sides
Hai appena parlato di GovNoed Revue.
Puoi spiegare cos’è esattamente, è una rivista fotografica?
Marco Malattia
GovNoed Revue è il mio sfogo dove sperimento con la fotografia. Una forma di espressione che mi ha sempre affascinato al pari dei video.
La possibilità di creare un’atmosfera senza la componente del movimento è stimolantissima per me che nasco come videomaker.
Non sapendo come contestualizzare il mio lavoro fotografico mi sono creato una fotozine che mi permette di pubblicare ciò che voglio.
I format prendono un po’ dalla mailart di 2o anni fa, giocando con impaginazioni stravaganti e concept inusuali. Quello che era iniziato come semplice divertissement ora occupa una bella fetta di impegno all’interno del mio personale circo.
B-Sides
Tornando ai video, fra “noia” e “an experiment in shit” c’è una notevole differenza di qualità.
Noia appare un po’amatoriale.
Era voluta questa differenza di stile o è una tua “maturazione stilistica”
Marco Malattia
la differenza principale è il source material. Mentre “Noia” nasce da riprese non pensate in funzione di un montaggio “An experiment in shit” deve il suo aspetto a precise intenzioni di realizzarlo così com’è venuto. La mia maturazione sia tecnica che estetica c’è stata, ovviamente, dato che i 2 lavori si distanziano di quasi un decennio.
B-Sides
Sei anche autore delle musiche dei tuoi video?
Marco Malattia
Certo V>L>F è pura autarchia le musiche sono realizzate dai miei progetti musicali, I.M.d.P. e Decretum Kteis XI. Essendo tutto realizzato con le stesse intenzioni di rottura, suoni e immagini si sposano a meraviglia.
B-Sides
V>L>F è composto unicamente da te o coinvolge altre persone oltre alle attrici?
Marco Malattia
V>L>F nasce cpome progetto personale, progetto che ovviamente si è sempre avvalso di attrici e performer senza le quali non sarebbe stato possibile realizzare nulla dei miei lavori è sempre stato gestito da me, anche se ultimamente persone che hanno capito e compreso i tipi di estetica che voglio realizzare si sono avvicinate se non alla direzione del progetto, almeno alla sua soppravivenza.
Alcune ragazze continuano a lavorare con me in maniera esemplare e competente, altre entrano ed escono dal circo in quanto non
hanno le qualità necessarie.
B-Sides
Chi sono le protagoniste di An Experiment in shit? In un episodio una delle 2 donne mostra apertamente il viso. Sono professioniste del cinema hard?
Marco Malattia
Le attrici non sono in nessun modo professioniste, tranne qualche rarissimo caso sono alla prima esperienza in video. I motivi che spingono queste donne a partecipare sono semplicissimi: le piace ciò che faccio e ne vogliono far parte. Non credo mi piacerebbe lavorare con professioniste, cosa che ho sempre evitato.
B-Sides
Buoni propositi per domani?
Marco Malattia
Ovviamente continuerò la saga di govnoed nel migliore dei modi possibili e a realizzare video sempre esplorando nuovi linguaggi e metodi realizzativi, ogni contatto esterno che entra nel mio mondo lascia un segno, quindi, dovendo nel prossimo futuro lavorare con nuove ragazze, mi è impossibile precederne i risultati.
B-Sides
In bocca al lupo allora e grazie per l’incontro.
Marco Malattia
grazie a te per l’intervista e il supporto.

1 commento

  1. […] Marco Malattia rappresenta una delle realtà italiane più controverse ed estreme nell’ambito di un genere impossibile da catalogare e che rende quindi il suo lavoro unico ed originale, anche al di fuori dai nostri confini. Attivo ormai da svariati anni, non solo nel campo della videoarte sperimentale ma anche della fotografia e della musica, il factotum nostrano attraverso il progetto V>L>F porta in scena con coraggio e genuina dedizione la sua personale percezione della realtà, attraverso un linguaggio “propagandistico” non convenzionale, che prende le distanze da quel finto estremismo influenzato da una mediocrità artistica di fondo ed intercettato da un pubblico spesso facilmente appagabile dalle solite banalità trite e ritrite. […]

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