UNSANE – degrado metropolitano

È il 1991 quando un uomo decapitato sui binari della metro di New York sanguina nelle copertine dell’album d’esordio degli Unsane. Un biglietto da visita perfetto per una delle band che più incarna lo spirito paranoico, aggressivo e degradato delle metropoli.
Il trio nasce nell’88 dall’incontro fra Chris Spencer (voce e chitarra), Pete Shore (basso) e Charlie Ondras (batteria). Sono anni fertili per la rinascita di un rock rumoroso senza compromessi desideroso di spazzare via un decennio vuoto e frivolo come gli anni 80. Bolle il grunge a Seattle, mentre a New York esplodono rabbiosi i Cop shoot Cop e i ritmi sincopati dei Jesus Lizard.
Gli Unsane restano i meno ricordati della scena dei primi anni 90, ma anche i più significativi e fra i pochi ancora in attività. Il loro sound pesante e grezzo fa arrovellare il cervello agli inventori di etichette musicali: noise rock – post hardcore – metal punk. La loro formula è invariata negli anni: suoni densi e opprimenti, ritmi incalzanti e solenni, urla gutturali di Spencer e immaginario spaltter. Una gioia per i loro fans (vecchi e nuovi), ma anche un punto debole per chi vede oggi, in questa costante, una mancanza di ispirazione e incapacità di innovazione.
Poco prolifici, anche per colpa di una cattiva sorte che aleggia sui membri del gruppo, coprono un ventennio abbondante con soli 6 album.

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Unsane (1991)
Total Destruction (1994)
Scattered, smothered & Covered (1994)
Occupational Hazard (1998).
Blood run ( 2005)
Visqueen (2007)

La morte di Ondras per overdose nel 1992 porta a una serie di assestamenti nel gruppo fino alla definizione del trio con Chris Spencer, Vinny Signorelli alla batteria e Dave Curran al basso.

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Nel 1998, al termine di un concerto a Vienna, Chris finisce in ospedale a causa di una lite. Le gravi lesioni riportate lo costringono a una lunga pausa.

Il devastante esordio rimane l’episodio più felice della loro carriera. Organ donor è il violento apripista con i suoi ritmi veloci e chitarre distorte. Poco più di due minuti di martellante rabbia senza compromessi. Bath e Maggot sono un’apocalisse di percussioni. In fine la meravigliosa White hand si dipinge di nero e la voce di Spencer è una tetra didascalia a una funerea cavalcata heavy metal.

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Total Destruction è un degno seguito. Portabandiera di questo album è la claustrofobia Body Bomb sembra un mix fra i primi Metallica e i Whitehouse.

Scattered, smothered &Covered è un album controverso. Prodotto dall’etichetta Amphetamine Reptile Records che pubblicò i migliori album noise anni 90, non trova una sua vera dimensione personale come nei precedenti due lavori. Così anche Occupational Hazard sembra niente più che un album dedicato ai propri fans.
Blood run e Visqueen dimostrano che c’è più bisogno degli Unsane ora che alla fine degli anni 90. La rabbia è accompagnata dall’esperienza. Il trio torna a credere in sé anche grazie a Mike Patton che produce l’ultimo album.

Hit come Killing time (da Blood run 2005) e Against the Grain (da Visqueen 2007) non hanno tempo. La rabbia è tornata più accecante di prima e lo dimostra il recente tour Bologna.

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