La CHIESA della PAURA – L’arte di Christoph Schlingensief

Das-deutsche-Kettensaegenmassaker- Christoph SchlingesiefIl premio nazionale della Biennale d’Arte di Venezia 2011 è stato assegnato al Padiglione Tedesco dedicato a un personaggio molto discusso e controverso: Christoph Schlingensief (1960-2010)

Per alcuni l’enfant terribile dell’arte tedesca contemporanea, per altri soltanto un provocatore.

Christoph Maria Schlingensief era un regista di film e di teatro, un autore e un artista d’azione. Parlava di ciò che è sbagliato e corrotto, metteva il dito nel posto dove fa più male, insultava il suo pubblico per coinvolgerlo e svegliarlo. Gridava al mondo il suo disaccordo con la politica e con la società. Nelle sue opere teatrali faceva recitare persone handicappate o neonazisti pentiti (Hamlet). A Vienna mise in scena un “grande fratello” per immigrati: costruì un container pieno di richiedenti asilo. Il pubblico poteva votare chi doveva lasciare il container ed essere spedito nel paese d’origine e chi poteva restare e vincere la cittadinanza austriaca. Per l’elezioni del 1998 organizzò un partito politico per persone che non votano, handicappati e altre minoranze.

Già nel 2003 quest’artista aveva partecipato alla Biennale di Venezia con il progetto: Church of Fear (CoF) – la Chiesa della Paura. Il progetto itinerante consisteva nella creazione di un’associazione internazionale contro la paura e per la divulgazione della speranza. Nella piccola chiesa di legno che fu allestita, si invitava a riflettere sulle proprie paure per poterle vincere. Era possibile guadagnarsi lo stato di “santo” tramite delle gare di resistenza a chi rimaneva seduto più a lungo su un alto palo come gli antichi asceti. Uno dei “frati” della Chiesa della Paura invitò anche Berlusconi a partecipare per vincere le sue paure dei comunisti, dei giudici e degli stranieri.

Per il Padiglione Tedesco della Biennale 2011 è stato scelto nuovamente Schlingensief. Purtroppo morì di cancro ai polmoni nel 2010. L’artista puntava sempre molto sull’improvvisazione per cui non c’erano dei piani concreti. Era chiaro che i contenuti di questo allestimento sarebbero stati politici e sociali. L’idea originale era basata su un centro benessere africano con un’ampia vasca. Chiunque si immergeva nel liquido sarebbe riemerso nero. Si doveva sperimentare il sentimento del colonialismo sul proprio corpo con una prospettiva inversa.

La curatrice, insieme alla vedova, cambiò il progetto trasformandolo in un tributo all’artista.

Nel padiglione principale viene riproposta la sua opera più personale ed intima “La Chiesa della Paura – sulla Cosa Estranea Dentro di Me”: un diario pubblico senza censure sulla sua lotta contro la malattia. Si tratta di un funerale per una persona ancora viva. Nella vera e propria chiesa, ricreata nel padiglione, si ascoltano le registrazioni del flusso di pensieri dell’artista durante il progredire del cancro, mescolate a filmati di lui da bambino, alle radiografie dei suoi polmoni, a  riproduzioni dei suoi pensieri…

La scritta del padiglione è stata modificata da “Germania” in “Egomania”. Egomania è un suo film eccessivamente intellettuale del 1986. Su un’isola regna il barone “zia diavolo”, creatura simile ad un vampiro. Odio e rassegnazione regnano sull’isola. Nel momento che l’amore si introduce sull’isola, il barone lotterà senza scrupoli.

Migliori i precedenti film tipicamente Trash trasmessi nella sala dietro la “Chiesa della Paura”, B-Movie splatter che citano Herschell Gordon Lewis, Tobe Hopper. I film sono spesso ironici, ma sempre critici contro la sua nazione e la sua politica. Tra i film più famosi la trilogia tedesca: 100 anni Adolf Hitler – l’Ultima Ora nel Bunker del Führer (1989), una parodia su Hitler, “Il Massacro delle Motoseghe Tedesche” (1990) un film horror satirico sull’unione delle due Germania. Una famiglia di macellai dell’ovest massacra i tedeschi dell’est facendoli diventare dei wurstel. E l’ultimo della trilogia “Terror 2000 (1992), un film macabro sul razzismo della Germania dell’est dopo la riunificazione. Particolarmente attuale visti gli scandali scoperti recentemente in Germania.

Il suo sogno irrealizzato: la crazione di un intero paese Burkina Faso dedicato all’opera.

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