STRADE dell’EST: il regista polacco Andrzej Żuławski part-1

Żuławski  - PossesionIl settantenne Andrzej Żuławski è il più folle dei registi polacchi che hanno trovato rifugio a Parigi. Ricordato unicamente per l’ermetico horror “Possession”, oggi, scandalosamente, viene poco menzionato e giudicato improponibile, visto che i suoi film sono quasi impossibili da etichettare. Probabilmente molti registi hanno attinto dal suo immaginario senza, però, riconoscerlo. Anche se si tratta di stili molto differenti, molte le analogie con David Lynch, a partire da dettagli inquietanti o dagli ambigui personaggi marginali (il cameriere nano di “Le Mie Notti sono Migliori dei Vostri Giorni”- 1989 – sembra uscito da “Twin Peaks” -1990). La violenta rapina in banca vestiti da Topolino, Paperino e Pippo di “Amore Balordo” è stata ripresa in “Killing Zoe”, ma forse ha ispirato anche “Point Break”, ecc.

L’approccio del regista è sempre teatrale, tanto che in quasi tutti i suoi film appare una compagnia di attori mentre allestisce qualche spettacolo: dei saltimbanchi in “Diabel”, una compagnia teatrale in “L’Importante è Amare” e in “Amore Balordo”, la riduzione cinematografica dei “Demoni” di Dostoevskij in “La Femme Publique”.

 Żuławski - La Femme Publique - Valérie Kaprisky

Żuławski – La Femme Publique – Valérie Kaprisky

Żuławski, discepolo degli insegnamenti teatrali eccessivi di  Jerzy Grotowski, ama spremere i suoi attori e strappare a loro recitazioni improbabili e iper melodrammatiche che spesso mettono a dura prova lo spettatore. La telecamera si appiccica a loro pedinandoli, ruotando freneticamente o penetrando i volti.
Gli attori si muovono in un delirio anfetaminico, si torcono gli uni sugli altri, strattonandosi, picchiandosi. Gli abbracci si trasformano improvvisamente in esplosioni di violenza. Distruggono, con non curanza, tutto quello che li circonda in preda a eccessi di furia o di gioia.

Żuławski - La Femme Publique - Valérie Kaprisky

Żuławski – La Femme Publique

Si balla sempre molto nei suoi film, ma non è un ballo di grazia o bellezza. È un atto isterico, epilettico e compulsivo (come in “La Femme Publique”) utile solo per scrollarsi di dosso rancori e disgrazie. Sembra che i gesti mostrino l’ansia fisica di liberarsi dal peso delle proprie esistenze disperate.

 Żuławski - L'importante è amare - Romi Schneider

Żuławski – L’importante è amare

La donna è l’elemento cardine che scatena un dolore infinito in chi la insegue, nell’illusione di raggiungere l’amore. Tutti i personaggi dei film sono alla ricerca disperata dell’amore, ma si risolve sempre in possesso, meschinità, violenza, sesso puramente carnale. Così Fabio Testi pur di avere la bella Romy Schneider condurrà suo marito al suicidio in “L’Importante è Amare”. In “La Sciamana” il collega di lavoro di Iwona Petri, quando la vede felice col suo amante, decide di schiantarsi in moto contro un camion, nel disinteresse dei due protagonisti. La rassegnata e triste Sophie Marceau di “Amore Balordo” porterà tutti i suoi contendenti a uccidersi per possederla in maniera esclusiva, per poi suicidarsi a propria volta. Drammatico e struggente l’inizio di “L’Importante è Amare” ambientato in un set cinematografico in cui la regista incalza furiosa fuori campo l’attrice (Romy Schneider) incapace di pronunciare “ti amo” con sentimento. Amare significa distruggere o distruggersi.

Zulawski - Il Diavolo

Zulawski – Il Diavolo

Non  è un caso che sia il fuoco un altro elemento ricorrente. Il fuoco divora le case (“Diabel”), i criminali di “Amore Balordo” bruciano vive le persone con il lanciafiamme, Iwona Petri lavora in un altoforno (“La Sciamana”).
Fiamme che cancellano senza purificare in un mondo squallido, decadente, amorale e intriso di violenza. Che si tratti della Parigi del XX secolo, di Varsavia durante il comunismo o di un paese saccheggiato nel 1700 gli scenari sembrano sempre devastati da una folle guerra.
Żuławski è il Dostoevskij del cinema.

Zulawski - La Sciamana

La Sciamana – Iwona Petri mentre mangia il cervello del suo amante

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