SBRANANDO DIO un libro di GIUSEPPE RICCI

Sbranando Dio di Giuseppe Ricci B-Sides Cover Marco Malattia

Immagine di copertina di Marco Malattia

“SBRANANDO DIO” è uno scritto di GIUSEPPE RICCI promosso da B-SIDES.
“SBRANANDO DIO” è un romanzo gonzo, un torture porn non per tutti, una metafora di un’ italietta annoiata in cerca di esperienze estreme.

Verrà presentato venerdì 13 luglio alle ore 21.00 a Rimini, presso ACQUA SALATA . Letture e djset di Giusva.

Qui sotto potete leggere l’intervista con l’autore.

B-SIDES
Prima di “Sbranando Dio” hai già pubblicato due romanzi “Amarkord” e “Caos Amore Caos”. I tuoi libri sembrano una fotografia della realtà in cui vivi. Escludendo gli eccessi del tuo ultimo romanzo, è veramente così la Riviera Romagnola? O usi solo un’icona geografica conosciuta dalla maggior parte degli italiani?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
La Romagna credo viva di una realtà in continuo divenire, qui si sedimentano da mezzo secolo usi e costumi degli italiani (e non) presi nel loro momento di “fuga” dalla routine e alienazione, quindi credo rappresenti la cresta dell’onda dell’evoluzione culturale e sottoculturale del paese. Grazie a questo diventa forse un’icona conosciuta dalla maggior parte degli italiani, ma anche un luogo “d’avanguardia”, quindi la “uso” come fonte d’ispirazione per descrivere anche un’interritorialità.

B-SIDES
Sbranando Dio” ricorda molto la sceneggiatura di un torture porn vicino a “A Serbian Film, ma il punto di vista è quello del carnefice. Non temi che questo libro si compiaccia troppo delle sevizie alla minorenne?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
No, non credo. Già il titolo “Sbranando Dio” sottende qualcosa ( per credenti o meno) di “negativo”.  I carnefici appaiono da subito “malati di valori moderni”. Le sevizie alla minorenne e gli stessi personaggi, sono una metafora, rappresentano più di loro stessi. L’idea fondante che ha ispirato “la storia” è socio-politica. I due personaggi rappresentano le “fazioni” politiche che si contendono il potere sul paese, sul territorio, sulla popolazione, su noi. La ragazzina è il paese, siamo noi. In modo sottile ho tentato di caratterizzare i carnefici del romanzo con la stessa “indole” che muove i poteri solo superficialmente “diversi” e “alternativi” l’uno all’altro, ma che di fatto collaborano (probabilmente anche in modo incosciente) alla distruzione.

B-SIDES
Nei film c’è sempre un barlume di redenzione o di giusta punizione dei colpevoli. Qui no. La ragazzina non viene considerata neppure come una persona. Rischi di apparire misogino e sadico tanto quanto i tuoi personaggi.

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Qui la redenzione o punizione non ci sono, perché non ci sono nella nostra realtà. Nel senso che il Potere non “paga” né i suoi errori né la sua crudeltà. Se dovessi apparire misogino e sadico a “qualcuno”, questo “qualcuno” dovrebbe chiedersi il perché un individuo possa immaginarsi una “storia” simile, e riflettere sul perché del suo stupore.

B-SIDES
Nei tuoi romanzi racconti storie di trentenni vuoti, ossessionati dall’apparenza, dai soldi facili e dallo “sballo”. E’ la tua generazione?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Non credo si tratti di generazione, oramai si parla di adultescenti, 14-40 anni, e volendo generalizzare credo di sì, lo dicono i fatti di cronaca, e da sociologo non posso non tentare di capire il fenomeno. Ovviamente nei racconti, i protagonisti sono il coacervo di tutte le forme di devianza o disagio che possono esistere e che forse in realtà vanno frazionate su migliaia di individui…ognuno la sua microparte. Ciò che conta è che il fenomeno esiste da tempo e la collettività se ne accorge solo quando determinati fatti arrivano all’attenzione pubblica perché sono estremi. In sostanza stiamo parlando della decadenza dei valori innescata dalla mostruosità della modernità.

B-SIDES
Non tutti, però, sono persone banali. Riccardo Spadavecchia il protagonista di “Amarkord” e Maicol quello di “Sbranando Dio” si direbbero di un’intelligenza superiore alla media, che capiscano fin troppo bene come gira il mondo attorno a loro. Ma non si capisce se lo detestino o ne vogliano fare parte.

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Lo detestano da lucidi, lo amano da fatti. Ma non possono trovare la forza e il rimedio a quel mondo ed al loro dolore, soffrono come chi, per contrastarlo, trova altre forme magari di lotta culturale, ma loro per non “sentire” la propria impotenza si stordiscono…con gli stessi prodotti che il mondo gli offre e la loro esistenza diventa un vortice di decadenza. Il fatto che i protagonisti siano “intelligenti” e capaci di analisi…vuole significare che il male non è stupido nè banale, che le generazioni più sofferenti possono avere la percezione di ciò che succede nel mondo.

B-SIDES
E’ una scelta vigliacca?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Credo non sia una scelta, credo sia un lasciarsi andare piuttosto che combattere qualcosa di sovrastante. Un lasciarsi andare, però, che comprende anche un istinto di sopravvivenza nei confronti di un mondo in grado di devastare giovani “se” psichici oramai ultra-bombardati da finti modelli e doveri alienanti.

Libri di GIUSEPPE RICCI

La teledittatura (2003) – Amarkord (2005) – Caos Amore Caos (2007)

B-SIDES
Siamo i figli di mezzo della storia. Non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo né la Grande Guerra né la Grande Depressione. .. La nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock star… ma non è così e lentamente lo stiamo imparando.” È una citazione dal film “Fight Club” che trovo possa essere un denominatore comune ai tuoi lavori, ma al contrario del film, i tuoi personaggi continuano a vivere consapevolmente nella menzogna e non cercano modi di reagire.

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Cercano ma non trovano… credo che l’uso di droghe e altre forme di autodistruzione, possano essere anche una forma espressiva del disagio, penso sia una sorta di ultimo estremo grido e richiesta di aiutoin fondo se i giovani…ossia l’ipotetico futuro si autodistrugge, toglie anche il senso a ciò che i padri hanno costruito.Penso ci sia una doppia volontà, un barcollare comune a tutti, quella di chiedere aiuto per essere salvati e quella di vendicarsi nei confronti di chi non ci salva, una schizofrenia dovuta alla disperazione che domina il presente, comunque una reazione, da eroi…come mi piace pensare siano tutti i giovani.

B-SIDES
Nei tuoi romanzi tutti usano o abusano di droga, ma ne fanno un uso quasi farmaceutico. In cerca di una determinata sensazione si prende la corrispettiva sostanza. Ogni emozione può essere comprata ormai?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Farmaceutico perché hanno già superato la banale fase del piacere. D’altronde che motivi dà la società, all’individuo (per lo più giovane) di salvaguardare se stesso? Non siamo più in una società che nemmeno promette “benessere”, se non attraverso il consumo.
Ogni surrogato di emozione, può essere comprato. Fa parte della modernità, fatta di benessere superficiale, magari all’insaputa di vere emozioni che è possibile trovare in natura, dalla semplice soddisfazione per qualcosa di piccolissimo, alla trance estatica di una sessualità veramente libera, passando per le forme di bellezza classiche come le arti.

B-SIDES
Anche perversioni e promiscuità sembrano solo una scappatoia dalla noia, niente che, tutto sommato, porti veramente piacere. Li consideri (i tuoi personaggi li considerano) solo degli “status”?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Ai miei personaggi piace godere come a tutti, è che ne sono saturi perché moderni e viziati. Vivono la trasgressione come uno status, un qualcosa che si deve fare…libertà nevrotizzata, un andare a tentoni alla ricerca di emozioni vere. Una ricerca che, però, sbatte su un intorno difficilmente capace di darle, poi l’assuefazione agli stessi piaceri superficiali che di fatto alienano ed hanno sempre bisogno di essere reiterati e portati all’estremo.

B-SIDES
Nel tuo saggio “La Teledittatura” sembra che la televisione berlusconiana sia la causa di gran parte di questa apatia generalizzata. Apatia necessaria per creare nuove dinamiche di potere economico.

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Certamente. Apatia necessaria a qualsiasi forma di potere, l’economico (di massa) passa per l’esistenziale (del soggetto).
Quando prima, parlavamo di status, mi è tornato in mente un concetto che esprimevo anni addietro. Il dramma delle tv commerciali, nate con quelle berlusconiane, è il fatto che hanno sdoganato modelli comportamentali, estetici e culturali, in realtà finti e costruiti a tavolino, questo ha comportato per più di venti anni, un egemonia culturale in cui gli individui tendono ad inseguire quei modelli, che essendo “teatrali” non possono essere realizzati e che nascondono effetti collaterali inerenti disagi esistenziali e frustrazione. Credo che da questi disagi e frustrazioni scaturisca un “non sentirsi mai apposto … in linea… o come tv comanda”. Tale fenomeno porta a percepire la propria esistenza come esistenza di serie B o C, (messa in relazione a quella finta di seria A delle starlette televisive) quindi distruggibile o priva di valore. Mostrare il “divertimento” come obbligo, da parte del sistema televisivo (potere) crea inevitabilmente un esercito di annoiati pronti a consumare e consumarsi per sentirsi vivi, suddita nell’arricchire il sistema che a priori ha preparato un tavolo imbandito di nulla.

Sbranando Dio - Giuseppe Ricci

B-SIDES
Quindi la televisione è stata negli anni 80 un’arma consapevole?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Forse non erano consapevoli gli “attori”…ma gli autori o i finanziatori temo di sì. Oggi lo è ancora di più, ciò che abbiamo visto negli anno 80′ in Italia, esisteva già nei 50 negli Stati Uniti. “I Persuasori Occulti” di Vance Packard lo spiega bene.

B-SIDES
Pensi di appartenere, come stile, agli autori definiti “cannibali” che fecero scalpore a metà degli anni ‘90 per le tematiche esplicite, un modo di scrivere debitore al cinema più che alla letteratura e il linguaggio da strada. Una tua famosa “compaesana” ne fece parte.

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
No, non credo, per me scrivere narrativa è un modo di fare sociologia, ma la forma saggistica non mi diverte e credo sia meno attraente per chi vuol “vedere” qualcosa anche dietro un romanzo.

B-SIDES
Il tuo sito inizia con una citazione fra le più pessimiste che conosca di Caraco. Concordi con la sua visione della vita?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Non del tutto, però visto come vanno le cose forse ci aveva preso, quindi non si può dire che quella di Caraco sia una cosa brutta, mi piace pensare l’abbia scritta per “avvertire“.

B-SIDES
La musica è molto importante nei tuoi romanzi.

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
La musica è tanto per me, non potrebbe essere altrimenti in ciò che scrivo. Non riesco a immaginare la vita senza la musica.
Nei miei scritti inserisco l’elemento musicale sia come gioco narrativo per creare atmosfere contrastanti, che per caratterizzare gli stati d’animo del personaggio o quello cui si sta preparando a vivere.

B-SIDES
Vuoi indicare qualche tuo riferimento letterario e non?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Ellis, Pasolini, Houellebecq, Balestrini, Sanguineti…ma prediligo la saggistica.

B-SIDES
Consigli?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Lettere Luterane”, “Il Progresso come falso progresso” di Pasolini. “Estensione del dominio della lotta” di Houellebecq. “Glamorama” di Ellis, “Teoria del corpo amoroso” di Onfray.

B-SIDES
…e nel campo musicale e cinematografico?

Giuseppe Ricci Sbranando Dio B Sides MagazineGIUSEPPE RICCI
Management del dolore post-operatorio“, “Mokadelic“, “Mogwai“, “Arcade Fire”, “Soap&Skin”, “Leonard Cohen”, “Baustelle“, “Sigur Ros“, “Nine Inch Nails”, classici “Pink Floyd”, “Doors”, “Serge Gainsbourg”.
Film che mi sono piaciuti ultimamente sono “Hesher è stato qui”,”Drive“, “Shame“, “Melancholia”, “Lasciami Entrare”, classici “The Addiction” e “Blackout” di Abel Ferrara.

Sbranando Dio - Giuseppe Ricci

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