BEASTIE BOYS – The MIX-UP

beastie boys: the mix up

Che i Beastie Boys fossero più eclettici di quanto si tenda a ricordare è cosa nota. Non sono solo “tre idioti che hanno fatto un bellissimo album” (come fu recensito il loro esordio musicale “Licensed to III”) e neppure i goliardici rapper che giocano con citazioni filmiche in “Sabotage” o in “Body Movie”. “The Mix-Up” del 2007 ci ricorda che sono anche dei bravi musicisti capaci di mischiare generi alla ricerca di cocktail dai ritmi esplosivi. Ci provarono anche nel  1989 con il loro secondo  album: “Paul’s Boutique”. Un cambiamento troppo radicale per chi li amò dal principio, una cosa incomprensibile per gli altri. Rivalutato, con eccesso di entusiasmo, solo a distanza di anni.

A qualche mese della triste dipartita di Adam Yauch (maggio 2012) rispolveriamo questo penultimo lavoro interamente musicale. In genere poco apprezzato da critica e pubblico. Le limitate capacità tecniche dei Beastie Boys and friends si possono anche notare, ma il risultato sono pezzi semplici, di forte presa e mai banali.

B for my name” apre egregiamente con un groove acido e molto cool a cui seguono altri due pezzi piuttosto lounge, ma dai ritmi accattivanti: “14th St. Break” e “Suco De Tangerina”. “The Gala Event” è un eco cupo che ricorda una versione funk dei Peace Orchestra. “Electric Worm” continua a funkeggiare sommessamente, si ferma e riparte a ogni colpo di rullante. “Freaky Hijiki” si distende in un’atmosfera più scontata e noiosetta, anticipando il pezzo più riuscito dell’album: “Off The Grid” che spezza una continuità musicale a rischio sbadiglio. Una lunga intro da spiaggia hawaiana anticipa l’esplosione sonora che richiama lontani crescendo floydiani. “The Rat Cage” continua l’ottimo mood. La musica vira su atmosfere fosche in stile poliziottesco sulle ottime tastiere di Money Mark (forse il vero protagonista di “The Mix-Up”)

Seguono due brani buoni, ma che aggiungono poco di nuovo all’album tranne qualche richiamo orientaleggiante in “Dramastically Different”. Suoni stridenti ed elettrici ruotano sulla base ritmica della bellissima “The Cousin Of Death” prima di chiudere con una reprise del primo brano fra percussioni brasiliane e sfollate psichedeliche: “The Kangaroo Rat”.

Buon ascolto.

1. B for My Name
2. 14th St. Break
3. Suco de Tangerina
4. The Gala Event
5. Electric Worm
6. Freaky Hijiki
7. Off the Grid
8. The Rat Cage
9. The Melee
10. Dramastically Different
11. The Cousin of Death
12. The Kangaroo Rat

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