LITTLE DEATHS – horror a episodi di Sean Hogan, Andrew Parkinson, ma soprattutto Simon Rumley

Little Deaths” è un film dell’orrore a episodi. Il primo (di Sean Hogan conosciuto con il buon “The Devil’s Business“) narra di una coppia benestante che, per soddisfare le proprie perversioni, va a caccia di giovani sbandate per stuprarle e umiliarle. Peccato finiscano per imbattersi proprio in un branco di “mangiauomini”. Nel secondo (Andrew Parkinson) una potente droga mette in contatto telepatico chi l’assume con una uomo/cavia in stato catatonico dal cazzo enorme. Il terzo è di Simon Rumley.

Se i primi due sono una perdita di tempo, o, per i più indulgenti, uno scontato divertissement, l’ultimo episodio “Bitch” è sconvolgente. Ormai sappiamo che Rumley non è da prendere sottogamba. Il suo esordio “The Living and the Dead” è un film sulla malattia fisica e mentale difficile da digerire, mentre il successivo  “Red, White and Blue” nasconde una tensione e una violenza che si insinua lentamente nello spettatore per non abbandonarlo più. Come in “Red, White and Blue”, Rumley ci ricorda che l’orrore del nuovo millennio non sono creature mostruose o serial killer, ma sono le nostre relazioni.

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Lei fa un lavoro noioso ed è proprio una stronza con il terrore dei cani, lui è un tipo calmo, piuttosto succube di lei e un po’ incapace a letto, ma stanno insieme, come tante altre coppie. Condividono una perversione sado/maso basata sul rapporto schiavo/padrona. Hanno qualche amico e insieme a loro trascorrono le serate a un club, ascoltando buona musica. Lei è piuttosto ammiccante con gli altri uomini e una sera tradisce il suo compagno con un amico comune. Un po’di orgoglio riaffiora nel “cornuto” e decide di lasciarla ?,di traslocare in un altro appartamento?, di essere più duro con lei ? Niente di tutto questo. Decide di darla in pasto a un branco di cani che ha allevato in segreto per qualche giorno.

Lo stile è distaccato sottolineato da una fotografia  desaturata dai colori freddi. La macchina da presa è un occhio imparziale che si limita a registrare gli eventi.

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