WESTERN ATIPICI: Dust vs. The Proposition

Dust Vs Proposition film poster

In questi mesi di rivalutazioni tarantiniane del Western ho rispolverato due film atipici di questo immortale genere. Due pellicole troppo recenti per guadagnarsi podi da film “cult” , ma sufficientemente vecchie per rischiare di essere dimenticate: “The Proposition” (del 2005) ambientato in Australia e “Dust” (del  2001) in Macedonia.

Il primo è il capolavoro di John Hillcoat, interessante regista australiano che si avvale delle sceneggiature di Nick Cave. Hillcoat è famoso per aver portato sul grande schermo, con ottimi risultati, l’apocalittico romanzo di Cormac McCarthyLa Strada” (2009) e per aver diretto recentemente il bel film “Lawless” (2012), sempre in collaborazione con Nick Cave, una sorta di western ambientato negli anni ’20 in pieno proibizionismo.

john-hillcoat-movie poster: Ghosts... of the Civil Dead (1988) - To Have and to Hold (1996) - The Proposition (2005) - The Road (2009) - Lawless

Ghosts… of the Civil Dead (1988) – To Have and to Hold (1996) – The Proposition (2005) – The Road (2009) – Lawless (2012)

Nonostante siano due ottimi film nulla hanno a che fare con il precedente “The Proposition“.
Nick Cave è a suo agio a raccontare tutta la violenza e l’arbitrarietà che si annida nei concetti di “bene” e “male” nei desolati deserti australiani.  Il “male” è rappresentato dalla famiglia “Burns”:  quattro fratelli che saccheggiano, uccidono, violentano, con noncuranza tutti quelli che attraversano, anche solo casualmente, la loro strada. Il “bene” è l’ufficiale inglese Stanley (Ray Winstone), seriamente intenzionato a civilizzare queste terre così selvagge e depravate. Per farlo occorre sterminare i fratelli “Burns” in particolar modo il carismatico Arthur (uno splendido Danny Huston). Il capitano Stanley ha un’idea molto furba per ottenere il risultato sperato: dividere la famiglia con una “proposta”, o meglio un ricatto. Catturati i due fratelli più mansueti Charlie (Guy Pearce) e Mike, propone al primo di trovare e uccidere Arthur. In cambio loro due potranno considerarsi liberi. Il capitano terrà in ostaggio Mike fino a quando non vedrà il cadavere “dell’abominio”: Arthur.


Charlie si mette alla ricerca del fratello maggiore ancora indeciso su cosa fare, mentre in prigione Mike viene torturato fino a essere, all’insaputa del capitano, frustato a morte; una scena raccapricciante degna del “Passion” di Mel Gibson. E’ il punto di non ritorno per tutti. Stanley si barrica nella sua inglesissima fattoria con l’impeccabile mogliettina timorata di Dio (Emily Watson), attendendo con fatalismo la vendetta del sadico e psicopatico Arthur che piomberà come una nuova piaga biblica sulle note di una galoppante ballata di Nick Cave.
The Propositionè un film violentissimo, sporco, ma poetico al tempo stesso. Non ci sono eroi e i pochi momenti epici vengono subito dopo raggelati dalla brutalità ingiustificabile delle azioni dei personaggi.
Attori, comprimari compresi (vedi la comparsa di John Hurt), eccellenti. Una sceneggiatura inattaccabile e colonna sonora struggente (Nick Cave e Warren Ellis).
In Italia si è giustamente pensato di non distribuirlo nelle sale cinematografiche, ma direttamente in DVD, preferendo quella stucchevole banalità di “L’assassinio di Jesse James per Mano del Codardo Robert Ford” uscito due anni dopo (con una splendida colonna sonora curiosamente firmata ancora da Nick Cave e Warren Ellis).

Dust 2011

Altro discorso per “Dust” un film malriuscito e pretenzioso.
Milcho Manchevski, dopo il meritato successo di “Prima della Pioggia“, si monta la testa e racconta una storia complessa, bella e originale, ma perde il filo del discorso e si ingarbuglia in polpettone sconclusionato di due ore. Troppi tempi morti e tanta violenza puramente autoreferenziale. Non per questo va dimenticato.

Il film si svolge su due piani temporali: il presente, ambientato in una New York tesa e corrotta, e il passato, ambientato all’inizio dello scorso secolo nel selvaggio West.

Presente: un incasinato delinquentello, alla ricerca di soldi per pagare due strozzini, entra in casa di una vecchietta per derubarla. Lei, accortasi dello scassinatore, lo minaccia con una vecchia colt perfettamente funzionante. Inizia lo strano rapporto fra i due: lei promette al ragazzo un tesoro nascosto nell’appartamento solo se ascolterà fino in fondo la sua storia. …La storia cominciò.

Passato: due fratelli, Elijah e Luke, si innamorano della stessa donna. Lei sceglierà il più giovane e Luke, deluso, scapperà in Macedonia dove diventerà uno spietato mercenario. Luke cerca di non rimanere coinvolto nelle motivazioni dei rivoluzionari, o dalle lusinghe della milizia turche. E’ disinteressato a chi uccide e perché fino a quando, per amore di una giovane donna, scatenerà una carneficina da far impallidire Sam Peckinpah.

La narrazione è un continuo avanti e indietro di piani temporali con godibilissime trovate metanarrative: una canzone rap che irrompe in una epica scena western è solo l’autoradio a tutto volume che nel presente disturba il racconto di Angela (la vecchietta). Ricostruendo gli avvenimenti di uno scontro a fuoco Angela e Edge (il ragazzo) sono solo voci fuori campo che discutono animatamente sulla plausibilità della storia, facendo sparire o apparire i soldati nel mezzo dell’azione con loro estremo sbigottimento.

Il vero pregio di “Dust“, oltre alle inusuali panoramiche dei sobborghi di New York, è questa narrazione dentro la narrazione che traccia un filo rosso di violenza, di amore e di eroismo attraverso i secoli e i continenti. Uno stile non certo originale, ma applicato con intelligenza che, probabilmente, ispirerà a distanza di 5 anni un capolavoro: “The Fall” di Tarsem Singh.

The Fall movie poster

The Fall movie poster

Nel film “The Fall”, ambientato all’inizio del 900, uno stuntman del cinema rimasto paralizzato inventa, insieme a un bambina ricoverata nello stesso ospedale, una fantasiosa storia che mescola con gli stessi trucchi metanarrativi i generi western, fantasy, action. Il visonario regista indiano, al contrario di Milcho Manchevski, crea un film geniale e coerente. Un film talmente bello e spettacolare che, anche in questo caso, non passò dalle sale cinematografiche, ma uscì solo in DVD nel 2010 (riscuotendo, peraltro, grande successo!).

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