GIAPPONE ISOLA SADICA. Il mondo di EDOGAWA RANPO

"Il Bruco" disegnato da Suehiro Maruo

“Il Bruco” disegnato da Suehiro Maruo

Edogawa Ranpo è uno scrittore giapponese piuttosto popolare  e molto amato in patria, morto nel 1965 all’età di 71 anni. Anche se all’estero il suo nome è associato a poco o niente la sua opera ha ispirato numerosi film, fumetti e cartoni animati, tanto da poter affermare che la maggior parte della cultura moderna giapponese si basa sui suoi racconti.
Ranpo fu un grande ammiratore di scrittori occidentali come Edgar Allan Poe (Edogawa Ranpo è uno pseudonimo che se pronunciato in fretta ricorda il nome del poeta americano) e  Sir Arthur Conan Doyle. La sua scrittura risente chiaramente del fascino che questi maestri del mistero esercitarono su di lui. Il detective Kogorō Akechi, che ricorre spesso nei suoi romanzi gialli, è una sorta di Sherlock Holmes del Sol Levante impegnato a risolvere impossibili enigmi o a dare la caccia a fantomatici criminali. Kogoro, in alcune storie, ricopre il ruolo di capo di un’organizzazione di giovani investigatori che ispirerà numerosi serial televisivi, manga e cartoni animati.  Il recente manga Detective Conan è chiaramente debitore delle influenze di Edogawa Rampo. Il protagonista stesso, per nascondere la sua  identità, sceglie il nome di Conan Edogawa.

Rampo books

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“Watcher in the Attic” 1976

Oltre alla sua produzione seriale, rivolta a un pubblico giovane, Ranpo scrive Mistery grotteschi, spesso intrisi di perversione e or

rore considerati, ormai, dei classici del XX secolo. Scabrose relazioni extraconiugali sadomasochiste, specchi assassini, voyeurismo  rappresentano elementi costanti di questi racconti. “La Sedia Umana” e “Watcher  in the Attic” ne sono un perfetto esempio. Il primo racconta di un uomo che si nasconde in un divano perché prova piacere sentendo i corpi sopra  di lui e finisce per innamorarsi di una giovane donna a cui piace leggere seduta, inconsapevolmente, proprio su di lui.  Il secondo (da cui fu tratto l’omonimo film diretto nel 1976 da Noboru Tanaka e considerato una chicca per gli estimatori del genere “Roman Porn“)  è ambientato tutto all’interno di un una squallida pensione che ospita bizzarri personaggi. Uno di questi passa la maggior parte del tempo nel sottotetto a spiare gli altri inquilini attraverso le vecchie assi di legno. Le sue ossessioni lo porteranno ad avvelenare un vicino di stanza facendo gocciolare del veleno dal soffitto.

"E johnny-prese-il-fucile" "Caterpillar"

“E Johnny prese il Fucile” 1971 – “Caterpillar” 2010

Il racconto più brutale dello scrittore giapponese è “Il Bruco” (1925). Un soldato torna dalla prima guerra mondiale ridotto a un moncherino autistico: senza più gambe né braccia, muto e completamente sordo. L’obbediente moglie, oltre ad assicurargli le normali funzioni vitali, dovrà occuparsi anche dei suoi appetiti sessuali.
Impossibile non notare le similitudini con il film di culto “E Johhny prese il Fucile” di Dalton Trumbo girato nel 1971 e tratto da un suo romanzo del 1939. Trumbo (famoso sceneggiatore allontanato da Hollywood a causa del maccartismo) si ispirò ad un articolo di giornale relativo a un ufficiale britannico orrendamente mutilato durante la Prima Guerra Mondiale. Strane coincidenze.

EDOGAWA RANPO - “Il Bruco” "La Strana Storia dell'Isola Panorama" disegnati da SUEHIRO MARUO

I fumetti di SUEHIRO MARUO tratti dalle storie di EDOGAWA RANPO

Nel 2010 il grande regista giapponese Koji Wakamatsu (morto investito da un’auto nel 2012) trasse un film dal racconto di Ranpo  “Caterpillar“, presentato al 60° Festival di Berlino, mentre nel 2009 il disegnatore Suehiro Maruo ne fece un manga erotico. Entrambe le trasposizioni sono dei capolavori anche se molto diverse fra loro. Nel film il regista punta molto sull’aspetto antimilitarista e sull’ossessione della propaganda governativa. Il rapporto fra marito e moglie è una disperata ricerca del proprio ruolo nella piccola comunità in cui vivono. Il soldato ha servito eroicamente la patria; ora è un patetico freak, ma la sua reputazione di “Dio della Guerra” lo rende un orgoglio per la Nazione, risvegliando nella moglie sentimenti patriottici mai provati prima. Il fumetto, invece, punta solo sull’aspetto perverso della relazione, costruendo un incubo in quattro capitoli che lasciano ben poco all’immaginazione. Una lettura solo per stomaci forti e menti allenate al delirio. Suehiro Maruo nel 2008 si era già cimentato con l’opera di Ranpo, illustrando con successo “La Strana Storia dell’Isola Panorama” dando vita a un fumetto gotico e onirico che ricorda una messa in scena di Peter Greenaway.

“L’Orrore degli Uomini Deformi” - “Blind Beast vs. Killer Dwarf” - “Blind Beast”

“L’Orrore degli Uomini Deformi” 1969 – “Blind Beast vs. Killer Dwarf” 2001 – “Blind Beast” 1969

Lo stesso racconto ispirò un altro personaggio di culto: il regista Teruo Ishii  che centrifugò questa e altre storie nel folle film “L’Orrore degli Uomini Deformi“.
Nel 2005 Teruo Ishii dirige il suo ultimo film ispirandosi nuovamente a un romanzo di Rampo, ma con risultati ben peggiori: “Blind Beast vs. Killer Dwarf“. Un film veramente povero che, nonostante annoveri fra gli attori due registi di culto come Shinya Tsukamoto e Sion Sono, gira intorno a se stesso senza andare da nessuna parte. Ulteriore motivo di fallimento di quest’ultima opera di Ishii è il confronto con la precedente trasposizione cinematografica del 1969 di Yasuzo Masumura: Blind Beast“. Quest’ultima è un capolavoro di inquietudine e ambiguità in cui vittima e carnefice, imprigionati in una splendida scenografia surrealista, si scambiano i ruoli finendo vittime consapevoli della loro relazione sadomasochista.

"Rampo Noir"

“Rampo Noir” 2005

Ancora oggi le opere di Ranpo fanno da canovaccio a numerosi film, ma ben pochi mantengono le aspettative. Nonostante “The Mystery of Ranpo” del 1994 di Kazuyoshi OKUYAMA e “Inju: The Beast in the Shadow” di Barbet Schroeder del  1998 siano film confusi e senza ritmo, restano pellicole dalle atmosfere bizzarre e inquietanti, nel primo grazie anche alla commistione di media utilizzati (animazione, computer graphic, filmati d’epoca,..), nel secondo per le raffinate scene di bondage.
Anche il film a episodi “Rampo Noir” non si può considerare riuscito, anzi, la versione di “Caterpillar” del terzo episodio è priva della poesia e della perversione del racconto e di tutte le sue precedenti trasposizioni. La visione lascia solo un vago senso di disgusto spesso vicino al ridicolo. Solo l’ultimo episodio si riscatta un po’ restituendo quelle atmosfere oniriche e malate dei migliori racconti di Edogawa Ranpo, abbinandole a tipiche ossessioni cronenberghiane. Piuttosto scontato il patinato secondo episodio diretto da Akio Jissoji autore del pessimo “Ultraman” e della saga fantasy “Tokyo: The Last Megalopolis“.

GEMINI SHINYA TSUKAMOTO 1989

“Gemini” SHINYA TSUKAMOTO 1989

Il film “Gemini”del  1999 è, invece, il personale omaggio di Shinya Tsukamoto al mitico scrittore. Gemini” nonostante l’inusuale ambientazione temporale in un imprecisato inizio ‘900, è un tipico film di Tsukamoto, lo spunto letterario serve solo a sviluppare una storia più lineare e classica rispetto a molte altre opere del regista. Il gemello ripudiato di un nobile medico abbandonato torna per vendicarsi, uccidendo i genitori e sostituendosi al fratello. Tema quanto mai abusato, ma utile per mettere in scena le ossessioni del regista: la malattia mentale, il decadimento del corpo e la violenza necessaria, in questa pellicola, per diventare  una persona migliore.

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Un’altra immagine da incubo tratta da “Il Bruco” di Suehiro Maruo

Toshio Saeki

Un quadro del maestro dell’orrore e del perverso Toshio Saeki ispirato a “La Sedia Umana”

1 commento

  1. […] e “La Strana Storia dell’Isola Panorama“, tratti entrambi da due racconti di Edogawa Ranpo, sono i suoi capolavori. Ma è con “Il Vampiro che Ride“, la raccolta di racconti brevi […]

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