RAZIKA – På vei hjem

På vei hjem - RazikaSulla Via di Casa” Questo significa l’impronunciabile titolo dell’album, ma è colpa mia, chiedo venia se ignoro il norvegese. Ebbene sì, sono una band norvegese, ma non fanno black metal e nemmeno hardcore trash: le nostre quattro ragazze (cosa? Una band norvegese di sole donne? E non è tutto: sono anche coetanee e sono proprio quelle della copertina, carino vero?). Ho sempre storto un po’ il naso con le band di sole donne, è vero.
Com’è vero che il pop nordeuropeo non mi ha mai entusiasmato più di tanto: vuoi per il carattere poco espansivo dei “nordici”; oppure per il loro pragmatismo, insomma, si prendono maledettamante sul serio (loro). Fino ad ora la Norvegia non mi ha mai regalato molto, poi arrivano queste quattro ragazze di Bergen che portano un pop fresco e orecchiabile, quasi dispiace non capirci nulla perché i testi sono in norvegese (e già per questo sono degne di nota). Ascolti e ascolti e cominci a canticchire parole senza senso come un ragazzino che si inventa le parole convinto di parlare inglese sotto la doccia mentre tiene in mano lo shampoo. Ho bisogno di ottenere più informazioni su queste Razika, questo lavoro pop è veramente accattivante: leggero e tranquillo.


Lo ascolti ovunque e dici “oh, finalmente qualcosa di lineare in questo avulso e sconvolto mondo musicale” (o qualcosa di simile), quando all’improvviso i ritmi diventano ska. Cosa? Un gruppo di ragazze ventenni che fanno ska in Norvegia?
Poi mi accorgo che è solo un fuoco di paglia, l’atmosfera torna allegramente pop, ma ormai il vaso di pandora è stato scoperchiato: sono un gruppo ska che ha fatto un album poppegginate?
O forse il contrario? Eppure c’è qualcosa che non torna, ricordano vagamente una “boy band” anni ’90. Non lo so, Però all’improvviso la Norvegia appare meno fredda e triste con un bus di quattro ventenni che gira per le strade tortuose in tour, voglio immaginarle così: con un vecchio e scassato van tappezzato di adesivi regalati da amici e fan snowboarder (perché sicuramente spaccheranno nell’ambiente), con questo fare da brave ragazze, ma inserite negli ambienti giusti, sembra un teen‐movie californiano.


Torniamo alla musica; come detto è accattivante, naturalmente ci sono pezzi che trainano tutto il resto come “Oslo” (per ovvi motivi è l’unico titolo che non mi ha fatto dannare per la traduzione) che si presenta molto allegra e anche il video è simpatico, non a caso è il singolo.
Anche i pezzi ska sono allegri (forse per natura del genere): “På Tide” letteralmente “Il Tempo” presenta tutte le caratteristiche di un brano ska, la struttura è classica, nulla di eccezionale. Ma è proprio quel norvegese che non va giù, non sembra troppo musicale. Non riesco bene ad inquadrare il disco, quando ad un tratto arriva la classica ballata: “Bli Her”: essere qui…
Ora tutto sembra più chiaro: quattro ragazze poco più che ventenni norvegesi pubblicano un album (il secondo, preceduto da “Program 91” del 2011) che non ha particolarità di genere troppo accese, insomma un lavoro non troppo schierato che balla tra ska, pop, indie e soft rock. Uniamo all’impasto il fatto che queste giovani ragazze godano di un ottimo aspetto fisico (che nello show biz non guasta mai); infine scopriamo che la loro etichetta è la Warner, ed allora è tutto più chiaro.
Usciamo decisamente dal panorama indie e ci lasciamo catturare nella gabbia dorata delle majors, come una bellissima torta commissionata, chissà quante persone sono dietro il “progetto” Razika
Prevedo un grande futuro per loro,  non potrebbe essere altrimenti.

Razika - Programme 91

Razika – Program 91

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