BUBBA HO-TEP: Elvis e JFK contro la mummia egizia

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Che ci crediate o no è la vera storia di Elvis.

Elvis Presley, stanco del successo, scambia la sua identità con uno dei suoi migliori imitatori: Sebastian Haff. Il vero Sebastian diventa l’idolo delle folle e morirà il 16 agosto 1977 obeso e  depresso. Il vero Elvis continuò a fare l’imitazione di se stesso godendosi un successo più a misura d’uomo fino a diventare vecchio e infermo. Il contratto fra i due bruciò a causa dell’esplosione di una bombola durante un barbecue, quindi questa tesi non potrà mai essere avvalorata. Il vero Elvis è vivo e vegeto semi paralizzato in un ospizio di periferia, pieno di rancori e rimpianti. Questo film racconta la vecchiaia del Re e delle sue disavventure fra infermiere che si ostinano a chiamarlo Sebastian, complotti politici e mummie egizie che succhiano l’anima dal culo dei degenti. A me sembra tutto molto plausibile.

Così Don Coscarelli (il regista culto anni 80 del film “Phantasm“), basandosi sul romanzo di Joe Lansdale, dirige nel 2002 questo assurdo film entrato, giustamente, nel cuore di tanti fan dell’ grottesc/horror.

Bubba Ho Tep” è un low-budget pieno di trovate divertenti e geniali. Poco importa se lo scarabeo zombie sia un pupazzo ridicolo che ricorda gli insetti di “Phantasm” (già brutti negli anni 80) o restare un po’ allibiti dalla mummia che veste come un cowboy (gusto del trash? no, solo una minchiata). Struggente il flusso di coscienza di Elvis, che desidera solo riconciliarsi con la sua ex moglie Priscilla prima morire. Geniale il secondo illustre degente della casa di cura interpretato da Ossie Davis: John Fitzgerald Kennedy. Dopo i fatti di Dallas, infatti, quello che rimaneva del cervello del presidente fu tempestivamente trapiantato nel corpo di un uomo di colore per proteggerlo da ulteriori attentati. Altra storia plausibile. Inutile dire che Elvis e Kennedy formeranno un ottimo team che sfiderà la mummia a suon di stampelle.

Divertente la scena dei geroglifici lasciati nel cesso dalla mummia (una barzelletta sporca): uno sberleffo a “L’Inquilino del Terzo Piano“. Bravissimo Bruce Campbell a interpretare un Elvis (o un Sebastian con l’Alzheimer?) amareggiato e annoiato dalla vita.

Un cult commuovente e demenziale.

Presto torneremo a parlare di Don per il suo ultimo film: “John Dies at the End” presentato allo scorso FS Film Festival di Trieste. Un altro cult?

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