ATMOSFERA LETALE: i cacciatori di tempeste secondo Bruce Sterling

Heavy Weather Bruce SterlingIl cyberpunk è morto solo per chi lo conosce attraverso troppi mediocri film. Nel mondo del cinema la fantascienza è sempre indietro di circa trent’anni rispetto alla letteratura e negli ultimi decenni, è nata una gran confusione fra tematiche care a P. K. Dick (finalmente attuali e adatte perfino al grande pubblico, ma appartenenti agli anni 60-70) e il cyberpunk (da cui si è attinto solo l’immaginario tecnologico).
Perle di questo genere letterario restano sepolte dallo scorrere degli anni in attesa di essere (ri)scoperte.
“Heavy Weather” di Bruce Sterling è una di queste opere. Sterling è un’icona talmente famosa del panorama cyberpunk che, chissà perché, è poco letto. “Heavy Weather” del 1994 è il suo riconosciuto capolavoro, ristampato in Italia da pochi anni con il titolo “Atmosfera Letale” nell’edizione economica Oscar Mondadori.

La società umana è allo sbando e l’ecosistema della Terra è gravemente compromesso. In particolare la zona delle Grandi Pianure negli Stati Uniti è battuta da fenomeni atmosferici di una violenza inaudita. I tornado, fenomeni comuni di quell’area, si mutano in flagelli biblici della durata di poche ore. Un gruppo di storm chaser (cacciatori di tempeste), guidati dal geniale matematico Jerry Mulcahey, documenta in maniera maniacale questi fenomeni a rischio della loro vita. I tornado sono classificati da 0 a 5 in base ai danni che producono. Secondo le imperscrutabili statistiche di Jerry dovrebbe scatenarsi un tornado di forza  6 fra il Texas e l’Oklahoma. Le proporzioni devastanti di questo fenomeno mai visto prima dall’uomo devono essere documentate da Jerry e dal suo staff votato al suicidio. I membri del Progetto sono mossi da diverse motivazioni inconfessate, ma tutti sono dipendenti dalle emozioni forti. Juanita era una ricca ereditiera, ma ora è una di loro e coinvolge in questa follia, per ragioni economiche, l’odiato e debole fratello Alex. Lui è l’opposto della sorella, malato cronico, viziato, ipocondriaco. I suoi unici contatti umani sono narcotrafficanti e dottori di esclusive cliniche private.
Questi fanatici storm chaser inseguono i tornado lungo la grande pianura in attesa religiosa del cataclisma, incontrando sul loro cammino contrabbandieri di capre geneticamente modificate, ranger spietati dal grilletto facile, fenomeni atmosferici inconsueti, bunker di informazioni bancarie criptate, cittadine desolate e l’ambiguo fratello di Jerry interessato al tornado F6 per un losco piano segreto.

Profeticamente Sterling nel 1994 descrive gli effetti del cambiamento climatico, l’inasprirsi della violenza di tornado e uragani nell’area degli Stati Uniti e del Golfo del Messico (il più grave l’uragano Katrina del 2005), ma anche il fanatismo dei cacciatori di tempeste (nel 2007 Discovery Channel trasmise una serie tv intitolata “Storm Chasers i cui protagonisti ricordano paurosamente quelli del romanzo), i metodi repressivi dell’esercito durante lo stato di emergenza (i profughi del tempo) e il dilagare dello squallido fenomeno del turismo da catastrofe. Se non bastasse la natura Sterling prevede anche il fallimento del concetto di Nazione e il crack monetario nazionale sostituito da un’arbitraria “moneta privata” generalmente dettata dai cartelli del narcotraffico. Beh direi che siamo vicini.

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2 commenti

  1. L’ha ribloggato su Le news di PONTEROSSO.

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