(n)INFOmaniac: il PORNO MARKETING. Intervista a Umberto Baccolo

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B-SIDES:  Ciao Umberto. Vuoi introdurti brevemente prima di parlare di (n)INFOmaniac.

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Recentemente parlavo con una mia cara amica e collaboratrice e questa mi ha detto che la cosa che preferisce di me è che trova impossibile inquadrarmi o definirmi o etichettarmi, e che ogni volta che si illude di esser riuscita a farlo succede qualcosa che le fa di nuovo mettere tutto in discussione e capire che si è era sbagliata. Questa è una cosa vera e di cui sono molto orgoglioso, anche perché odio le etichette. Sempre un po’ di tempo fa, uno dei miei principali punti di riferimento a livello intellettuale, una delle persone da cui più ho imparato e che più mi ha stimolato a migliorarmi ed evolvermi, parlando della nostra amicizia e di se stesso mi ha scritto una cosa che ho imparato a memoria e che amo e in cui mi riconosco appieno. La riporto. “il mio vissuto è particolare e forte e riesco ad entrare in empatia profonda solo con altri radicali liberi che hanno una forte individualità che non si conformano a nulla e sono in grado di attraversare tutto e fanno dell’attraversamento il loro molteplice io. il divenire è l’essere. se non mostri la capacità di essere te stesso uscendone non mi interessi”. Queste frasi sono molto importanti per me e dicono moltissimo su chi sono e quale è stato per ora il mio percorso. Se vogliamo però raccontarla in modo breve e più istituzionale, sono nato a Voghera nel 1987, ho fatto il classico, da ragazzino ho avuto come guru Fernanda Pivano a cui ho promesso di non fare il servizio militare e di essere anarchico e pacifista, mentre mi laureavo in Comunicazione a Pavia con laurea in Storia e critica del cinema su rapporti tra cinema e fumetto ho cominciato a girare cortometraggi e organizzare party free o in centri sociali creando nel 2009 il mio marchio The Alkemist Project, quindi mi son trasferito a Roma dove ho studiato videomaking alla scuola Sentieri Selvaggi dove ho avuto insegnanti magnifici come Toni Trupia e, finito il mio percorso di studi, mi sono trasferito a Berlino che già da tempo frequentavo abitualmente per lavorare. Nel frattempo ho come si diceva attraversato senza mai omologarmi e sempre proponendo la mia visione molte correnti e onde, specialmente in ambito underground ma non solo, facendone di tutti i colori e vivendo un bel po’ di avventure che mi hanno portato dalla Valle della Luna alla Colombia, dalla strada alle pagine di Artribune e di Il Mitte.

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La campagna pubblicitaria di (n)INFOmaniac di Umberto Baccolo: Saretta Rosa

B-SIDES:  (n)INFOmaniac è un tuo geniale progetto ispirato dalla campagna pubblicitaria del film Nymphomaniac, che usa e prende in giro i meccanismi della popolarità mediatica, creando l’aspettativa di un evento memorabile solo perchè promette porno.

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Esattamente! Grazie per il geniale e direi che hai spiegato bene il concetto base. (n)INFOmaniac è stato un esperimento in cui ho voluto vedere se riuscivo a dimostrare l’esattezza delle mie teorie sull’uso del sesso e degli scandali nella promozione del cinema d’autore, o in generale nel tentativo di portare all’attenzione del grande pubblico argomenti difficili, sull’uso quindi che ha fatto von Trier come altri prima di lui del sesso come specchietto per le allodole. E non solo quello. Pure sul concetto di ripetizione, visto che la campagna di von Trier copia quella del precedente Beautiful Agony” (video esperimento del 2003 in cui il volto dei protagonisti viene ripreso nell’atto dell’orgasmo) protagonicome io ho copiato la sua (e altri pure dopo di me). Ho quindi creato questa campagna di marketing con poster affissi per strada, apparizioni dimostrative in eventi importanti, massiccio battage virale via facebook e internet e passaparola, convincendo chiunque che stavo girando una versione del lavoro di von Trier ambientata nella scena techno underground italo-berlinese e interpretata da djs, party promoter, artisti locali. La cosa ha funzionato davvero oltre le aspettative. Nei giorni precedenti alla presunta uscita online del film io e la protagonista Saretta Rosa ricevevamo fino a quasi cento messaggi e mail al giorno da curiosi, maniaci, amici, sconosciuti, giornalisti, tutti che volevano informazioni, anteprime, dicendosi pure disposti a pagare, gente che ci lodava e altri che ci disprezzavano e via dicendo. Quindi dopo Natale ho messo online il film, cioè un audiomessaggio di 7 minuti in cui, castrando l’immagine cioè ciò che la gente voleva, spiego il senso del lavoro e parlo degli argomenti su cui volevo portare l’attenzione, quindi i già citati uso del sesso nella promozione e furberia emulativa, e poi la gentrificazione di Berlino, vista come città finto underground popolata da artistoidi che basano la loro popolarità sull’apparire e farsi vedere sulla scena di eventi e feste e che criticano cose come la gentrificazione che loro stessi creano, e la creazione e fruizione di immagine e informazione tramite social network. E la cosa è esplosa come una bomba, con circa mille visualizzazioni in 24 ore (e continuano a crescere costantemente, ora siamo a quasi tremila in due mesi) e piogge di complimenti, insulti, mail, condivisioni, telefonate, richieste per interviste e articoli e collaborazioni, tanto che posso dire che la cosa ha funzionato al livello di cambiarmi quasi la vita e dare al mio lavoro che tratta temi complessi ed è poco commerciale e a me, che vengo dal nulla, una visibilità che non avrei mai potuto ottenere se, appunto come Lars von Trier, non avessi promesso un porno. E la cosa non è finita con l’uscita dell’audiomessaggio. Visto l’interesse delle persone nel progetto e l’alto gradimento, ho pensato di continuare fino all’estremo la mia creazione di marketing per un prodotto inesistente commissionando ad artisti che stimavo una serie di quadri ispirati alle foto di Aghia Sophie e DI SCORTA (NT) (che si sono occupati della campagna fotografica) e una colonna sonora che uscirà per l’etichetta Joprec, organizzando pure una serie di presentazioni-vernissage-feste collegate (la prima il 30 gennaio al CSA Magazzino47 di Brescia, la seconda il 5 marzo al Gottlieb-Dunkel Festival a Berlino, e varie altre seguiranno) e ideando una web series spin-off di interviste sulle devianze sessuali e un diario della vicenda che racconti come è nato il progetto e soprattutto l’effetto che ha avuto sui partecipanti e le reazioni della gente.

B-SIDES:  Pensi che l’eccessiva sessualizzazione dei messaggi contribuisca ad un impoverimento del ventaglio emotivo di una persona riducendolo solo a stati di ipereccitazione o depressione?
999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Penso che la società moderna riduca le persone solo a stati di ipereccitazione o depressione. L’eccessiva sessualizzazione dei messaggi è una conseguenza del fatto che la gente è sempre più difficile da colpire, attrarre, scandalizzare o eccitare o quel che sia, se una volta bastava una minigonna per colpire le fantasie maschili e far parlare ora ci vogliono orgasmi e felllatio e stupri di nove minuti come in “Irreversible” e non basta neppure. Si carica sempre di più perché il limite è stato spostato sempre più in là e di conseguenza nella miriade di messaggi sessualizzati che riceviamo gli unici che ci colpiscono sono quelli sempre più estremi, come nel film “Videodrome” di Cronenberg, che fu profetico. Questa proliferazione di immagini e contenuti sessuali anestetizza sempre di più le persone sull’argomento, e sono curioso di vedere di questo passo come sarà la situazione tra qualche anno, cosa si proverà a fare per eccitare o scandalizzare la gente. Cose come in “Snuff 2000” di Miguel Angel Martin magari.
Nymphomaniac di von Trier parla di sex addiction, cioè del sesso come una droga. E lo è. E’ una droga molto potente. Per cui è normale che la dipendenza dal sesso o dalla pornografia porti a questo dividersi tra ipereccitazione e depressione eliminando l’intermedio, che è una delle principali conseguenze dell’abuso di ogni droga legale o illegale, e parlo anche di cose come il gioco e via dicendo. Io stesso ho sulla mia pelle vissuto questa cosa, ho passato periodi di quasi bipolarismo in cui ero o super esaltato e carico (il che non vuol dire sentirsi bene occhio) o sottoterra, quindi so cosa vuol dire, e quanto sia una cosa scombussolante e logorante. Come perdere la capacità di gustarsi le piccole cose belle della vita, i momenti tranquilli, la bellezza di quattro parole con un amico vero o di un abbraccio sincero: come dicevo, il nostro stile di vita ci porta a rincorrere le grandi emozioni, le esagerazioni, le cose estreme, così che finiamo per ritrovarci incapaci di apprezzare le cose più ordinarie, e questo è un male. Siamo come il tossico che abituato al benessere dell’eroina o dell’ecstasy non trova a confronto più nulla che lo faccia star bene. Siamo così abituati a vedere culi nudi che rischiamo di non eccitarci più per una minigonna. O può accadere al contrario, che tutta questa esibizione ci faccia l’effetto opposto: io mi rendo conto, ad esempio, che difficilmente riesco ad eccitarmi davvero guardando un porno, ma riesco ancora a farlo con un film erotico ben fatto in cui vedi molto meno ma c’è più spazio per la fantasia e capacità di eccitarla. A volte immaginare è più intrigante che vedere (o addirittura fare, ma questo è un altro discorso).

B-SIDES:  Berlino (la città in cui vivi e lavori al momento) come ha reagito alla vostra provocazione?

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: E’ stato interessante vedere che ogni tanto la gente ci fermava per strada riconoscendoci, ma voi siete quelli del porno? E leggere sulle bacheche facebook di vaghi conoscenti cose come “ma tu l’hai già visto? Pensa che storia, vedere in un porno gente che incontriamo sempre alle feste, sono lì a ballare vicino a te e la sera prima li hai visti che scopavano” e via dicendo. Sicuro da (n)INFOmaniac in poi l’atteggiamento di gran parte delle persone verso noi artefici e protagonisti del lavoro è parzialmente cambiato, sia in meglio che in peggio. Anche se devo ammettere che per ora la cosa è rimasta abbastanza legata alla pur ricca e vasta comunità italiana berlinese, pure le pubblicazioni che abbiamo avuto sono state principalmente su riviste italiane o riviste tedesche ma in italiano. Del resto il progetto parlava proprio di e si rivolgeva a quella che io chiamo scherzosamente Little Italy Berlin quindi la cosa ha un senso diciamo, anche se spero che ora, con l’arrivo tardivo dei sottotitoli nei video e con gli eventi e le serate che sto per lanciare in città, si riesca ad arrivare anche ai tedeschi o ai non italiani (abbiamo avuto un po’ di seguito e feedback pure da loro a dire il vero – compresa una pubblicazione sulla rivista online colombiana nopopmagazine in spagnolo -, ma sicuro a livello minore).

B-SIDES:  “Hysterical Literature” è un progetto del fotografo americano Clayton Cubitt composto da una serie di video che mostrano delle donne a cui viene indotto un orgasmo mentre leggono il loro libro preferito. I video, per qualche mese, hanno avuto una diffusione virale in rete. Il progetto (n)INFOmaniac comprende la tua versione di Hysterical Literature“.

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Interessante questo che dici. Quando ho lanciato il primo teaser di (n)INFOmaniac, un video di un paio di minuti in cui, facendo la parodia di molti intellettuali e artisti boriosi e arroganti che lavorano e si spingono con modalità mafiose, mi masturbo parlando di gentrificazione – leggendo parte del testo di una conferenza sull’argomento che avevo tenuto mesi prima all’occupazione Communia a Roma – e poi mangio dal vivo il mio sperma e chiedo di baciarmi l’anello (autocitazione del mio “Chiesa e Stato“, come von Trier ho voluto giocare con l’autoreferenzialità), molte persone mi hanno rigirato questo progetto di Cubitt che devo ammettere non conoscevo e che ho trovato pregevole e con alcuni punti di contatto col mio lavoro. Le possibili somiglianze, quindi, sono in questo caso una coincidenza, ma ciò avvalora ancora di più il mio discorso sulla ripetizione, come il fatto che le foto orgasmiche siano state rifatte anche dai critici danesi, dai Muppet o da un recente film italiano.

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Saretta Rosa / Charlotte vista dall’artista AKAB

B-SIDES: Per questo finto film hai raccolto artisti, fotografi e musicisti per creare immagini e colonne sonore. Chi sono, come li hai contattati.

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Ecco, questo è un punto interessante. Per me (n)INFOmaniac ha anche una valenza particolare, cioè quella di racchiudere nel suo essere un progetto multimediale (e io adoro la multimedialità e lavorarci) che comprende video, pittura, musica, fotografia, marketing e event management il meglio del mio network collaborativo e di amicizie in tutti i campi artistici, permettendo tra l’altro ad artisti diversi che apprezzo di conoscersi a vicenda e di spingersi a vicenda, funzionando in modo che ognuno possa sia dare maggiore visibilità alla cosa, che acquistarne maggiore visibilità. Ho selezionato i partecipanti basandomi su criteri di stima per il loro lavoro e non di popolarità e solo in parte di amicizia, così che ci si trovi dentro sia una star del fumetto indipendente come Akab, che mi ha davvero onorato partecipando col suo meraviglioso ritratto di Saretta e che con la sua presenza nobilita il progetto, sia altri del tutto sconosciuti se non magari a livello locale nelle loro città, sia persone che sono tra i miei migliori amici e collaboratori più assidui, come Saretta appunto o Darkam o Konik Polny o Omone, sia persone che conosco solo via chat ma stimo molto come Dario Panzeri o No Art o Losing Key. Volendo approfondire e cominciare dall’inizio, la prima persona che ho contattato per collaborare, quando ancora non avevo idea della piega che la cosa avrebbe preso e del successo che avremmo avuto, è stata Aghia Sophie, la fotografa di Gegen, il mio party preferito a Berlino, e parte del collettivo artistico dell’X Lab Corrosive Art Farm (che ora ha chiuso i battenti e per cui l’anno scorso organizzai l’evento Corrosive Container al Teatre de Verre di Parigi che fu visitato persino dal Ministro della Giustizia francese) da cui provengono vari dei collaboratori del progetto. Sofia ha fatto le foto orgasmiche che replicano quelle originali e alla cui bellezza devo parte dell’appeal pubblicitario di (n)INFOmaniac: penso che lei sia una fotografa davvero straordinaria e una persona magnifica con cui lavorare e le sono molto riconoscente. Tra i modelli che hanno prestato il loro volto orgasmico, oltre a Sara che è la truccatrice-attrice del mio videoclip “Transmutation” per Analogue Sensations Modelling e la mia più stretta amica e collaboratrice e senza i cui consigli e il cui supporto (n)INFOmaniac forse non esisterebbe o avrebbe funzionato molto meno, e che mi sta accompagnando nel tour promozionale, vale la pena citare il dj Qu Er, il mitico Kola, membro dei Kernel Panik e dei Freak Bloody Tricks e personaggio di spicco della scena dei free party italiana, e Narciso, gestore della Froceria, con cui organizza eventi queer nel cui mondo è molto popolare. Quando il progetto si è ampliato, uscendo dal discorso di quello che poteva anche essere uno scherzo creato da un gruppo di amici, e sono arrivate le prime pubblicazioni importanti, ho proposto con una mail collettiva di collaborare appunto a una serie di disegnatori e musicisti per cui avevo stima, alcuni dei quali ne hanno a loro volta proposti altri, fino a formare l’attuale lineup che conta una quarantina di persone circa, tutte di talento e con una storia interessante alle spalle. Vedendo man mano i ritratti e ascoltando le tracce che mi arrivavano, e che aspettavo con grande curiosità, ho provato davvero un senso di soddisfazione mista ad ammirazione per loro per ciò che avevano fatto e di orgoglio per averli coinvolti e stimolati. Penso che alcuni dei contributi arrivati, tutti così diversi tra loro e pieni di personalità e vita e stile, siano davvero dei piccoli capolavori, e ho avuto grande piacere sia a tornare a lavorare con gente con cui l’avevo già fatto o per cui avevo organizzato mostre o serate musicali, sia a lanciarmi in affascinanti nuove relazioni, sia ad avere la consapevolezza di essermi riuscito a creare negli anni un network collaborativo tanto vasto e brillante e sempre in espansione. Per finire, ricordo che tutti i contributi (alcuni ancora da pubblicare) sono visibili gratuitamente sulla pagina ufficiale del progetto http://www.umbertobaccolo.com/ninfomaniac.

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La vera campagna pubblicitaria di del film di Lars von Trier NYNPHOMANIAC

  B-SIDES: Hai visto il film di Lars von Trier.
Cosa ne pensi?

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Appena ho cominciato a lavorare su (n)INFOmaniac è saltata fuori gente che mi chiedeva se almeno avessi visto il film originale. Qui colgo l’occasione per dire che francamente, ai fini del mio progetto, e visto ciò di cui parla, che io lo abbia visto o no è del tutto indifferente, io non ho parodiato o rifatto il film, ma la sua campagna di lancio, e non mi interessava parlare delle tematiche di cui parla von Trier e nemmeno conoscerle da quel punto di vista, ma riflettere sul fatto che abbia usato il sesso per attirare l’attenzione delle persone sul suo lavoro. Però ovviamente sono molto interessato a von Trier e al film a livello personale, e ne ho molta stima per quanto non sia mai stato tra i miei registi preferiti, trovo che in lui vadano di pari passo il genio e la furberia, il talento enorme e il sadismo. Ma sicuro è un gigante del cinema, nulla da dire, e trovo il suo lavoro veramente interessante e stimolante, tanto che da quando ho visto “Nymphomaniac”, parte uno e due di seguito, non faccio altro che pensarci e scrivere riflessioni su riflessioni, destinate a me solo o ad amici, e questo per un film è un gran risultato. Mi ha divertito, a tratti fatto identificare, e fatto male. E ha legittimato il mio lavoro, perché von Trier ha fatto esattamente ciò che sostenevo e che ho replicato, cioè usare il sesso e gli orgasmi come specchietto per le allodole per parlare di altro, il suo interesse non era fare un porno o sdoganare il porno, ma fare una riflessione molto più profonda sui rapporti degli uomini con se stessi, gli altri e la loro sessualità e solitudine e mancanza di amore. Sento però una certa differenza a livello ideologico tra me e von Trier, nel senso che pur amando il suo “Nymphomaniac” e trovandolo un lavoro geniale e di classe, e che soprattutto fa pensare come dicevo, non ne condivido almeno in questa fase della mia vita il radicale pessimismo. Von Trier spinge le persone a mettersi davanti ai loro sensi di colpa e odio per se stessi, ma non vede mi pare vie d’uscita, mentre io sto provando a liberarmi dal concetto cattolico di colpa e ad amarmi e perdonarmi. Sono più ottimista di lui pure sulle relazioni umane, ho più fiducia nel bene che c’è nelle persone e nelle loro possibilità di arrivare a stare bene con se stessi e con gli altri. Non per nulla sono un fan di Jodorowksy di cui ho frequentato un seminario di psicomagia che è stato importante nella mia crescita, mi sento ecco molto più Jodorowskyiano che von Trieriano a livello ideologico.

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La campagna pubblicitaria di (n)INFOmaniac di Umberto Baccolo.

B-SIDES: Al di là del loro utilizzo mediatico sesso e sessualità sono temi centrali nei tuo lavori. Penso al cortometraggio “Chiesa e Stato“.

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Hai colto il punto. Tutto il mio lavoro ruota attorno ad alcune tematiche per me importantissime a livello personale e tra queste le principali sono la sessualità e il potere, e la sessualità come indicatore del modo di posizionarsi all’interno di rapporti di potere, o come forma di potere. Seppure in modi diversi, e sotto diversi punti di vista, quasi tutti i miei lavori parlano di sessualità e di potere. E di identità, altro mio tema chiave. Io faccio il regista, lo scrittore etc etc per esprimere concetti a cui tengo e lanciare messaggi per me importanti, per parlare di argomenti che sono profondamente radicati nella mia vita e nel mio pensiero dando una mia visione delle cose. Motivo per cui seleziono molto le collaborazioni di recente e lavoro raramente su commissione, proprio perché non ho interesse a lanciarmi in lavori e progetti che non trattino tematiche che sento profondamente mie. Ed è pure il motivo per cui sono molto ferreo sul fatto che se mi lancio in un lavoro devo averne il completo controllo tematico ed ideologico, proprio perché per me il messaggio è la base di tutto, e il messaggio che esce da ciò che faccio deve essere esattamente quello che io volevo lanciare e su cui volevo lavorare, e questa mia radicalità mi ha fatto a volte rinunciare a occasioni commercialmente buone per me, ma che mi avrebbero portato a tradire me stesso. Non credo molto nell’arte per l’arte e neppure nelle feste per le feste, credo che arte e feste debbano lanciare un messaggio, che sia politico, sociale o intellettuale o emotivo, ma il messaggio è la base. E il motivo della breccia che certi miei lavori come “Chiesa e Stato” hanno fatto negli animi degli spettatori, e per cui ricevo quasi ogni giorno lettere di sconosciuti che mi dicono che sono diventati importanti per loro e li hanno molto segnati o colpiti, è che gli argomenti che tratto come appunto sesso, potere, religione, droga, rapporto con sé stessi e l’idea di sé stessi che ci si costruisce o che la società ci impone, sono davvero importanti nella vita di tutte le persone, e non di me soltanto. “Chiesa e Stato vol.1 – Potere spirituale”, che tu citi ed è visibile su youtube, in particolare è il mio lavoro che preferisco e a cui sono più legato, quello in cui più mi riconosco, insieme al racconto breve “La naissance de l’amour” che performo ogni tanto dal vivo con accompagnamento musicale elettronico live di Event99 (Banned Rec).
Chiesa e Stato” parla di un giovane che riesce a vivere solo da succube, ed è dominato dalla sua religiosità da bigotto e dal potere del parroco, che scopre la sua omosessualità attraverso un’esperienza sadomaso, e va in crisi perché non sa come servire contemporaneamente due padroni che sembrano contrapporsi tra loro. Si confessa, e il prete si rifiuta di assolverlo perché non lo trova pentito. Il giovane riesce però a liberarsi quando scopre che il suo master sessuale misterioso è proprio il prete, quindi che può pure lui continuare a vivere una doppia vita all’insegna della sudditanza attraverso l’ipocrisia e la finzione. E’ un lavoro che si basa su storie che davvero ho ascoltato e raccolto nella mia vita, su esperienze pure reali, e in cui molti si son riconosciuti, che ha suscitato molti dibattiti e entusiasmi e incazzature ma che non ha lasciato mai nessuno indifferente.
La naissance de l’amour“, velatamente autobiografico, è invece una storia di rinascita e speranza, che racconta di una persona che dopo aver toccato il fondo, perso la capacità di amare se stesso e gli altri diventando quasi un villain, attraverso una serie di esperienze ed incontri la ritrova e comincia una nuova vita. Il successo che ha avuto alla sua prima alla rassegna Malinteso Felice a Roma, davanti ad un pubblico diverso dal mio solito e pure più anziano e intellettuale, mi ha reso felice in quanto il messaggio positivo che ho voluto lanciare è arrivato a destinazione, e queste persone così diverse da me per età, background e cultura son riuscite però ad identificarsi con me e ad avere empatia per la storia della mia caduta e rinascita. Il massimo sarebbe se questo racconto riuscisse a far capire a persone che sono nella stessa situazione in cui mi trovavo io e non vedono come non la vedevo io allora via d’uscita, che invece si può sempre cambiare, si può ricominciare ad amare se stessi, e di conseguenza gli altri, che meritiamo l’amore che spesso crediamo di non meritare e possiamo lottare per esso e perdonarci per i nostri errori e le nostre magari malefatte ed esprimere potenza abbandonando il desiderio di potere. E proprio questa contrapposizione tra la brama di potere che io vedo come nemica della possibilità di esprimere amore e che spesso lavora attraverso la manipolazione e la potenza che si acquisisce quando si diventa capaci di amare e che dà molta più soddisfazione sarà il tema di una serata teatrale itinerante di performances e musica elettronica che sto preparando con artisti di talento come Rossella Iorio, Marta Lodola, Lilith Primavera, Darkam e Event99 e che penso presenterò a Roma e Bologna verso giugno.
Per chiudere il discorso sulla sessualità, pure il videoclip che ho realizzato da poco per Analogue Sensations Modelling, progetto musicale di Konik Polny e Francesco Zappalà, “Transmutation“, che manderò al Berlin Music Video Award, è la storia della liberazione psicomagica di una persona che sente la propria identità sessuale come una prigione, e che riesce a fuggirne e a rinascere come androgino o essere intersessuale.

B-SIDES: Ti consideri affine a Rosario Gallardo e al loro ironico “manifesto” di pornoguerrillia?

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Conosco e apprezzo il lavoro della coppia di coniugi che ha dato vita a questo progetto, come il mondo del postporno in generale (mi è pure capitato a Roma di frequentare parte di un workshop sulla postpornografia tenuto dalla regista Slavina che ha fatto alcuni lavori piuttosto pregevoli) e sono in linea di massima d’accordo sui punti del loro manifesto. Apprezzo poi il fatto che, come me, credano nell’amore e nella sua forza, che il loro amore come coppia e la sua potenza sia la base del loro lavoro, del loro esibizionismo e delle loro provocazioni.
Come da sempre amo provocare, fin da quando ero ragazzino e avevo un gruppo musicale-performativo chiamato FuckTotum, e (n)INFOmaniac stesso è una grossa provocazione un po’ esibizionista, in particolare il video che dicevo della masturbazione (reale) con ingerimento del mio sperma. E rispetto la pornografia, in cui vedo un potere sovversivo se usata in un certo modo e in cui non trovo nulla di male. Mi piace studiare la pornografia e lavorare con essa e su di essa. Con questo, penso che le analogie finiscano veramente qui. Ho spiegato nelle risposte precedenti basi e senso del mio lavoro, e penso che io e Rosario Gallardo e il mondo del post porno abbiamo intenti, finalità e interessi differenti, anche se mezzi a volte forse simili. Non mi sento per concludere e ricollegarmi a ciò che dicevo nella prima domanda inseribile in nessuna corrente o genere o movimento e non mi vedo troppo simile a nessun altro che conosco, provo a seguire una via molto personale per quanto come ovvio abbia le mie influenze pure importanti e i miei maestri e lavori su argomenti che moltissimi altri trattano o con materiali che non son certo l’unico a usare.

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B-SIDES: Quali sono le tue fonti di ispirazione?

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Fin da piccolo ho divorato film, libri e fumetti e mostre e musica (cosa a cui per fortuna la mia famiglia mi ha sempre spinto e di questo la ringrazio molto), magari a scuola non studiavo ma mi formavo una mia cultura personale basata sui miei interessi per fortuna piuttosto variegati. Da che mi ricordo ho scritto raccontini e giocato col video, e le cose che scrivevo o ideavo da adolescente erano fortemente influenzate dalla Beat Generation specialmente Burroughs e dalla mia passione per Andy Warhol, Lou Reed, i Doors, David Lynch, Alberto Grifi, Alan Moore, i CCCP e via dicendo. All’inizio come capita spesso la maggior parte delle mie creazioni erano del tutto emulative, poi crescendo ho cominciato a trovare una mia via personale, e la ho trovata vivendo, e facendo un percorso di vita abbastanza atipico e forte e a tratti folle o avventuroso, segnato da esperienze a volte estreme o da incontri con persone con storie di vita e personalità al limite, o oltre i limiti, nel bene e nel male. Molte mie ispirazioni vengono in realtà dagli errori e dalle cazzate che ho fatto, dalle disavventure che ho avuto, dalla gente pure pessima e pazza con cui ho avuto a che fare. C’erano momenti in cui dicevo: ma che cazzo sto facendo? Cosa ci faccio qui e con queste persone a fare certe cose? Poi, quando son cambiato, e ho superato la mia fase distruttiva e cupa, ho capito. Ho raccolto materiale per i miei futuri lavori, ho fatto esperienze umane e di vita che mi sarebbero servite in seguito ad avere una marcia in più rispetto ad altri. Penso che l’unione, che si trova non così facilmente, tra una vasta e variegata cultura e una vita avventurosa e a volte ai limiti della follia o del baratro, con conseguente network di conoscenze, possa davvero diventare un’arma e darti molti assi nella manica. Una consapevolezza che ho acquisito e che mi rende forte è che sono uno di quelli che per quanto possano essere assurde e pesanti le cose che gli capitano, e per quanto possa soffrire e sbatter la testa contro il muro, alla fine riesce sempre a cavarsela e a sorriderci sopra. Non sono un loser. Riguardo alle mie influenze nei tempi recenti, ho avuto un po’ di persone che mi hanno insegnato molto e da cui molto ho preso. Dal già citato Jodorowsky, al mio insegnante di regia Toni Trupia che ha giocato un ruolo fondamentale nella mia crescita artistica per quanto sia una persona diversissima da me anche a livello autoriale, al mio amico Francesco Warbear Macarone Palmieri, scrittore e organizzatore di eventi come Gegen, che nelle nostre chiacchierate mi dà ogni volta una miriade di stimoli e spunti e occasioni di riflessioni e che lavora più o meno sulle tematiche che pure a me interessa trattare. Sicuro senza le sue critiche e consigli la mia evoluzione personale e artistica sarebbe stata molto più lenta e faticosa. Ma, in generale, provo a imparare qualcosa e a trarre qualcosa da ogni incontro che faccio, da ogni cosa che leggo o vedo, provo a vivere in uno stato di perenne curiosità e voglia di crescere e di migliorare e di mettermi in discussione, e penso che ciò mi sia davvero molto utile, come il viaggiare e il provare a immergermi in realtà e culture e mentalità diverse (cosa che ho fatto anche di recente passando un mese a girare un documentario in Colombia, o che feci un paio di anni fa ad esempio vivendo un mese e mezzo nelle grotte della Valle della Luna).

B-SIDES: Progetti futuri?

999914_10202754777895097_477365472_nUmberto Baccolo: Ecco, se c’è una cosa che non mi mancano, sono i progetti. Forse ne ho pure fin troppi, tanto da avere l’impressione di non riuscire a stare dietro a tutti, cosa che mi porta ogni tanto a doverli sfoltire per non finire per non farne bene nessuno per farli tutti. Di alcuni ho già accennato: come il proseguo di (n)INFOmaniac con relative feste e diari e serie web etc, l’evento teatrale su potere e potenza e il documentario sul mio viaggio da Berlino alla Colombia al seguito del dj e producer Konik Polny che era li in tournee, in cui confronto diverse realtà e culture specialmente parlando della scena techno e artistica underground di Bogotà e Medellin per andare poi a finire in Amazzonia a parlare con gli sciamani dei rituali dello Jahe o Ayahuasca e con i nativi che vivono ancora come cento anni fa senza elettricità in capanne di legno nella foresta. Questo lavoro è attualmente in fase di montaggio, lo ho affidato a una validissima professionista d’esperienza, Aurelia Longo, che ha lavorato in passato pure col grande Pietro Marcello e che penso ne tirerà fuori qualcosa di molto interessante. Sto poi programmando di lanciare le mie feste multimediali Alkemist che facevo in Italia (e che uniscono musica a mostre di pittura e live painting a performances teatrali a proiezioni di cortometraggi indipendenti e altro ancora, seguendo sempre dei fili tematici e concept da me scritti) pure qui a Berlino, ho pure bookato per suonare qui uno dei miei gruppi italiani preferiti, i Killanation, che con il loro technopunk hanno di recente vinto una sezione dell’Arezzo Wave, per il 23 maggio, e sono intenzionato a regalargli un videoclip che girerò in quei giorni, per via della mia amicizia e collaborazione da anni con i loro cantanti. Sto collaborando alla realizzazione di un videoclip per il producer breakcore Grr (Industrial Strength), e voglio organizzare una mostra di foto di feste che mostri diversi modi di immortalare diversi tipi di party (free, club, queer) che chiamerò Fotoliberazioni. Sono poi stato assunto e ho accettato perché lo sentivo in sintonia col mio universo creativo e tematico per sceneggiare e filmare un soggetto di una mia conoscente di Roma, Paola Oliva, che rielabora al femminile e con diverso finale una parte dei Fratelli Karamazov. Una sfida per me nuova (è la prima volta che lavoro su un’idea non mia), difficile e interessante. Verso Pasqua poi è in ballo la mia regia per un video di una interessantissima body artist estrema, Cheri Roi, a cui dovrebbe partecipare pure Darkam. E sono regolarmente invitato in eventi e feste o rassegne a proiettare i miei lavori o tenere interventi o performare (accadrà anche a Roma verso fine marzo in un evento di Communia sul tema del generi sessuali). Per finire, il prossimo mese aprirò qui a Berlino un mio videomaking lab nel complesso di atelier noto come Gottlieb Dunkel Green House in cui terrò pure workshop di regia e video. Che dici per ora può bastare?

La campagna pubblicitaria di (n)INFOmaniac di Umberto Baccolo.
Saretta Rosa posa come Charlotte Gainsbourg

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