FANTASOVIET – ALEKSEJ GERMAN – la Russia in bianco e nero

hard to be a god

Aleksej German è un regista russo quasi invisibile nato a Leningrado 1938 e morto nel 2013, figlio di un celebre scrittore e sceneggiatore: Jurij German.
Poco prolifico e sempre osteggiato dalla censura sovietica i suoi film non hanno goduto di una facile distribuzione. Grazie a Marco Muller, nel 2013 il Festival del Cinema di Roma gli ha reso omaggio con un premio alla carriera postumo, consegnato alla moglie e al figlio (suoi  fedeli collaboratori) e con la proiezione in anteprima del suo ultimo monumentale capolavoro: “Hard to be a God” tratto da un romanzo di Arkadi e Boris Strugatzki.
I suoi film sono caratterizzati da un bianco e nero onirico e da lunghi piani sequenza ricchi di dettagli. Aleksej, con le sue fluide inquadrature in continuo movimento, indaga i volti e i paesaggi dell’amata/odiata Russia.

Aleksej German

“Controllo sulle strade” – “Il mio amico Ivan Lapšin” – “Chrustalev, la macchina!”

Controllo sulle strade” o “Operazione Anno nuovo” (“Проверка на дорогах“) del 1971, è il suo film d’esordio. Film proibito che non fu distribuito fino al 1985, basato su un racconto del padre ambientato in una zona nord-occidentale della Russia durante l’occupazione nazista. Un film che si interroga sul concetto di eroismo in guerra.

Venti giorni senza guerra” (“Dvadtsat dney bez voyny” –1977) racconta le disavventure di un corrispondente di guerra durante un periodo di licenza nel 1943.

Il mio Amico Ivan Lapšin” (“Мой друг Иван Лапшин” – 1984) anche questo film fu tratto da un racconto del padre. La storia è ambientata prima della seconda guerra mondiale in una desolata cittadina nebbiosa della Russia settentrionale dove un commissario di polizia dà la caccia a uno sfuggente criminale.

Chrustalev, la macchina!” (“Хрусталёв, машину!” – 1988) in 2 ore e 30 Aleksej ripercorre in maniera ironica, surreale e cruda un decennio di storia Russa a partire dagli inizi degli anni ’50 fra i complotti dei servizi sovietici, attentati a Stalin e traffici illegali e mafiosi. Finalmente libero da troppe restrizioni Aleksei sforna il suo primo capolavoro.

Hard to be a God” (“Трудно быть богом” – 2013) L’opera più sentita e personale del regista russo, tratta dall’omonimo romanzo dei fratelli Strugatsky.

Aleksej lascia il testimone al figlio Aleksej German Jr. che ha già firmato due pellicole molto particolari sicuramente influenzate dallo stile del padre. “Garpastum” e “Paper Soldier“. Nella prima, ambientata a San Pietroburgo prima della Rivoluzione d’ottobre, quattro amici, sognano di organizzare una squadra di calcio con la quale battere una squadra composta da inglesi che lavorano nella loro città. Nella seconda, ambientata in Kazakistan nel 1961, mostra le rudimentali sperimentazioni dei primi lanci spaziali. L’ufficiale medico Daniel Pokrovsky lavora per un gruppo di cosmonauti sovietici pronti per partire per la loro missione. Daniel non accetta completamente l’idea di dover sacrificare la vita di questi uomini per scopi scientifici e sente di voler abbandonare la spedizione. Tante le analogie con la graphic novel “Laika” di Nick Abadzis.

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1 commento

  1. […] Il trailer di “Hard to be a God” (2013) di Aleksej German […]

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