FANTASOVIET – Soyuzmultfilm: la Walt Disney sovietica

Ivan Vano

Ivan Ivanov Vano

La Soyuzmultfilm è stata la Walt Disney sovietica. Fondata nel 1937 si affermò in breve tempo come la più grande casa di produzione sovietica di film d’animazione. Nel suo periodo d’oro venivano prodotti più di 20 lungometraggi animati all’anno oltre le serie televisive. Il numero di lavoratori della Soyuzmultfilm era impressionante e gli artisti coinvolti godevano di una libertà creativa invidiabile. Le tecniche spaziavano dall’animazione classica, al mix fra animazione e live action, alla stop motion (l’animazione di pupazzi), al cutout (l’animazione di silhouette di carta). I tratti dei disegni animati erano minuziosi e complessi come nei primi lungometraggi della Disney, oppure stilizzati, giocosi e fintamente infantili. Lo stile è spesso fortemente influenzato dalle correnti pittoriche delle avanguardie russe come il Suprematismo di Kazimir Malevič, l’astrattismo di Kandinskij, il cubofuturismo di Lubov Popova e ai dipinti di Marc Chagall.


Le pellicole della casa di produzione sovietica erano ispirate a storie folkloristiche russe o erano adattamenti cinematografici della letteratura internazionale per ragazzi come, per esempio, “I Musicanti di Brema” dei fratelli Grimm, “La Regina delle Nevi” di Hans Andersen,Karlsson sul Tetto” di Astrid Lindgren,”Winnie-the-Pooh” di A. A. Milne… Anche novelle e fiabe di grandi scrittori russi furono trasformate in cartoni animati come “La Favola del Pescatore e del Pesciolino” di Aleksander Pushkin realizzato da Mikhail Tsekhanovskiy e “Il Cavallino Gobbo” di Peter Yershov realizzto da Ivan Ivanov-Vano.


Film meravigliosi furono prodotti fino al crollo dell’impero sovietico.
Hedgehog in the Fog (1941) diYuriy Norshteyn e “La Regina delle Nevi” (1957) di Lev Atamanov sono due esempi, molto diversi, dei gioielli dimenticati della Soyuzmultfilm. Entrambi i film furono fonte di grande ispirazione per il maestro Hayao Miyazaki, che, per sua stessa ammissione, senza di essi avrebbe abbandonato il cinema. Il primo rispecchia la delicatezza e la poesia delle sue opere, il secondo è stato, probabilmente, un esempio di tecnica.

Accanto a queste perle non può mancare la vasta produzione di filmati di propaganda. Brevi animazioni in genere di 10 minuti contro il nazismo e il capitalismo. Se alcune possono sembrare scontate e simili ai catoni animati anticomunisti statunistensi , molte altre sono piuttosto spiazzanti specie se riviste oggi. E’ il caso di “Ave Maria” (1972)  e “Black and White” (1933) firmati da uno dei maestri dell’animazione russa: Ivan Ivanov-Vano (1900-1987). Il primo contro la guerra in Vietnam, il secondo, ispirato a un poema di Vladimir Majakovskij, mostra la schiavitù dei neri nelle piantagioni di zucchero.


Lo psichedelico “Shooting Range” (1979) di Vladimir Tarasov è una satira contro la cultura consumistica. Ricco di icone tipicamente statunitensi come l’atmosfera Pop, la musica Jazz, l’onnipresenza dei messaggi pubblicitari, racconta la storia di una giovane coppia che, immigrata in un paese sconosciuto, alla fine trova lavoro come bersaglio umano per un ricco mercante d’armi.

 

 

Prima della Soyuzmultfilm i film d’animazione in Russia erano meno numerosi, ma altrettanto curiosi e geniali. Fra i primi sperimentatori di quest’arte vanno ricordati Aleksander Shiryayev e Ladislao Starevich.
Il primo fu un coreografo e un ballerino presso il Balletto imperiale russo che produsse una piccola serie di animazioni d’avanguardia fra il 1906 e il 1909. I brevi clip erano delle danze di marionette.
Il secondo era un noto biologo che iniziò a fare dei film di animazione con gli insetti imbalsamati. Questo lo consacrerà come uno dei primi maestri della stop motion. “La Bellissima Ljukanida“,La Cicala e la Formica sono i suoi stupefacenti esordi, ma i suoi lavori più noti sono “La Vendetta del Cameraman” del 1912 (un cupo e kafkiano cortometraggio in cui gli scarafaggi mettono in scena la meschinità umana) e “La Notte Prima di Natale” tratto da una novella di Gogol. “Una Volpe a Corte“, tratto da un racconto di Goethe, è il suo unico lungometraggio. Negli ultimi lavori di Ladislao gli insetti sono sostituiti con dei pupazzi e le atmosfere sono più allegre.

 

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