TRIESTE S+F FILM FESTIVAL 2014. Oltre ogni genere.

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Quest’anno il S+F Festival di Trieste va ben oltre il genere con un’edizione ricca di appuntamenti e di pellicole d’essai. La più importante è senza dubbio la proiezione di “La Danza de la Realidad” di Alejandro Jodorowsky e, soprattutto, la presentazione del film da parte del regista stesso. Jodo torna dietro la macchina da presa dopo 23 anni di pausa quando chiunque aveva perso la speranza di vedere un suo nuovo film. Troppi i compromessi cinematografici per un artista completo e unico come lui.

"La danza de la realidad" Jodorowsky

“La danza de la realidad” Jodorowsky

La Danza de la Realidad” è la sua autobiografia in chiave psicomagica: i protagonisti sono il figlio (nel ruolo del temuto e amato padre) e il nipote (nel ruolo del giovane Alejandro). La prima parte del film mostra la difficile vita del bambino a Tocopilia, un minuscolo paese cileno oppresso dal dominio di una multinazionale mineraria e da una dittatura che affama il popolo. La seconda parte segue le avventure del padre deciso a uccidere il dittatore cileno per liberare il Cile dal governo militare fascista. Prostitute, mutilati, torturatori, santi, lebbrosi popolano le strade dei ricordi di Jodorowsky. Ricordi mitizzati in cui i personaggi si confondono con le persone. Un film poetico che è anche un percorso di redenzione e purificazione famigliare, lontano dagli eccessi di “El Topo” e di “La Montagna Sacra”. Jodo spiega il suo film, la sua storia e la sua visione collettiva della vita saltando, ridendo e coinvolgendo il pubblico con rara maestria. Incontrarlo dal vivo è decisamente un’esperienza gioiosa.

 

dune jodorowsky moebius giger o'bannon

Jodorowsky’ DUNE

Nella stessa giornata è stato presentato anche il documentario “Jodorowsky’s Dune” che completa egregiamente la figura dell’artista cileno. Il documentario di Frank Pavich ripercorre le tappe che portarono alla creazione, ma non alla realizzazione di “Dune”. Un film che aveva l’ambizione di alterare la percezione della realtà degli spettatori attraverso l’arte. Jodorowsky creò uno staff unico formato da Moebius (che disegnò l’intero storyboard del film oltre ai costumi di scena), Dan O’Bannon (preferito a Douglas Trumbull per gli effetti speciali), H. R. Gigrer (per caratterizzare l’atmosfera malvagia della famiglia Arkonnen), Chris Foss (che disegnò le astronavi), Salvador Dalì e Amanda Lear (per interpretare rispettivamente l’imperatore e sua moglie). Il dettagliatissimo storyboard è un volume enorme che racchiude tutte le inquadrature pensate per il film, sfogliarlo è come assistere a questa opera irrealizzata. Questo libro girò a lungo per gli studi cinematografici tanto da essere tutt’ora una fonte di ispirazione (vedi “Alien”,Star Wars”, “Prometheus”).

I personaggi di Dune disegnati da Moebius

I personaggi di Dune disegnati da Moebius

Jodorwsky's DUNE

Jodorwsky’s DUNE

"Is the man tall happy?" Michel Gondry

“Is the man tall happy?” Michel Gondry

Ma il festival 2014 non si limita a questo esaustivo evento. Oltre all’usuale concorso di film di fantascienza ricco di titoli più o meno interessanti, viene proiettato “Hard to be a God”. Film difficile e sublime tratto da un racconto dei fratelli Strugatsky ambientato durante un fognoso medioevo in un lontano pianeta simile alla Terra. Film testamento del recentemente scomparso Aleksei German. Ne parlammo qui.

Is the Man who is tall Happy?” è un’altra particolarissima pellicola presentata quest’anno a Trieste. Il film è un’intervista di Michel Gondry a Noam Chomsky. Il regista francese dirige questo surreale documentario animato in cui il grande e controverso intellettuale statunitense parla di sé e della vita, della scienza e del linguaggio, della storia e della società in cui viviamo. I disegni naif di Gondry esemplificano e visualizzano le teorie di Chomsky in modo giocoso, ma preciso.

"Reality" Quentin Dupieux Mr. Oizo

“Reality” Quentin Dupieux (Mr. Oizo)

Reality” di Quentin Dupieux è l’altra pellicola fuori da ogni classificazione. Non potrebbe essere altrimenti per l’ex musicista Mr.Oizo. Lo stile esasperante e ironico è lo stesso dei suoi precedenti film “Rubber”, “Wrong” e “Wrong Cops”: lo sia ama o lo si odia. “Reality” segue le disavventure di un aspirante regista che vuole dirigere un film horror di serie B, ma per farselo produrre deve inventare l’urlo più terrificante della storia del cinema. Peccato che il film sia già stato fatto, chi l’ha diretto ha il suo stesso nome ed è identico a lui e la realtà in cui vive, forse, non è altro che un documentario di un altro regista. Come sempre Dupieux si prende gioco dello spettatore e del cinema stesso.

"Witching and bitching" Alex de la Iglesia

“Witching and bitching” Alex de la Iglesia

Piccola delusione l’ultimo e attesissimo film di Alex de la Iglesia: “Witching and Bitching”. Un film molto divertente sull’eterna incomprensione fra i due sessi, ma, qui il sesso femminile è rappresentato da un’orda di streghe pronte a dare in pasto al loro sabba un gruppetto di ladri scalcinati.

Interessante la sezione “Spazio Web” con le web serie più curiose del momento. Un modo diverso di pensare il cinema.

Qui il link al festival del Web di Roma.

TRIESTE SF FESTIVAL film 2014

TRIESTE SF FESTIVAL film 2014

 

 

1 commento

  1. […] il tema del bel thriller di James Ward Byrkit “Coherence” (2013) recentemente presentato al Science + Fiction Festival di Trieste e del meno riuscito, ma divertente, “Plus One” del greco Dennis […]

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