“WHAT IF…?” L’irresistibile fascino dell’ucronia.

Superman Red Son - Mark Millar

Superman Red Son – Mark Millar

Cosa sarebbe accaduto se…?
Agli inizi degli anni ‘70 la Marvel introdusse un nuovo personaggio “L’Osservatore“, un alieno al di sopra delle parti e dalla conoscenza illimitata, che racconta come sarebbe potuta cambiare la storia se i supereroi avessero fatto scelte diverse da quelle che noi conosciamo. Anche la DC Comics ha inventato mondi paralleli (Elseworlds), dove accadono eventi alternativi che ribaltano l’immagine dei supereroi come noi siamo abituati a vederli. Un esempio: Superman, cresciuto in Russia, che diventa il supereroe dell’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda nella graphic novel di Mark MillarSuperman Red Son“.
L’ucronia gioca sulle svolte epocali che hanno cambiato l’esito degli eventi. Come sarebbe stato il futuro se nei momenti chiave della storia fossero state prese decisioni diverse da quelle che noi conosciamo?

La serie della Marvel "What If..."

La serie della Marvel “What If…”

La fantascienza ci ha regalato spesso scenari alternativi.
L’esempio più famoso è il romanzo di Philip K. DickL’uomo nell’alto castello” (1962 – tradotto anche come “La svastica sul sole”), da cui recentemente è stata tratto l’episodio pilota per una serie televisiva prodotta dagli Amazon Studios e Ridely Scott, che descrive un presente alternativo dove la Germania ha vinto la Seconda guerra mondiale e si è spartita con il Giappone gli USA e il resto del mondo.
L’opera che esemplifica meglio il concetto di “ucronia” è il racconto breve di Fritz LeiberPrendete quello Zeppelin” (1975 – tradotto come “L’ingegner Dolf”), dove il protagonista viene sbalzato in un passato alternativo, in cui la Seconda guerra mondiale non è mai scoppiata. Però il mondo ricco e felice in cui vive ha fondamenta molto fragili, come gli spiega il figlio, docente di storia sociale all’università. “Se certi avvenimenti chiave, in apparenza spesso di secondaria importanza, accaduti nel corso dell’ultimo secolo si fossero svolti in modo diverso, se gli eventi avessero seguito un altro corso, oggi tutto il mondo sarebbe forse in preda a guerre e orrori inimmaginabili”.
0762438428.02.LZZZZZZZSe T. S. Edison non avesse inventato la sua batteria, Henry Ford avrebbe costruito rumorose automobili con motore a scoppio, il cui combustibile, probabilmente la benzina, avrebbe prodotto nocivi gas di scarico.
Se i rapporti commerciali fra Germania e Stati Uniti si fossero incrinati, il Texas non avrebbe permesso l’esportazione in Germania dell’elio naturale, così i dirigibili, per volare, avrebbero dovuto rifornirsi di idrogeno, infiammabile al punto da rendere gli Zeppelin pericolosissime “bombe volanti”.
E cosa sarebbe successo se, nel 1918, gli Alleati non si fossero spinti fino a Berlino? Se avessero offerto prima un armistizio alla Germania e questa lo avesse accettato? I soldati tedeschi avrebbero pensato di non essere stati realmente sconfitti, “ma solo traditi dai capi e dai sovversivi rossi”.
Le ferite non si sarebbero mai rimarginate, perché paradossalmente non erano state abbastanza profonde” e un nutrito gruppo di ufficiali avrebbe cominciato a “cospirare in modo da poter riprendere la guerra in circostanze più favorevoli”.
Tutto questo, se fosse realmente accaduto, avrebbe spinto “un mondo pieno di odio” verso il “baratro di una seconda guerra mondiale”.

Gli scrittori Michael Chabon, Jorge Luis Borges, Philip Roth, lo scienziato Max Planck ideatore delle teorie quantistiche e il giornalista Robert Harris.

Gli scrittori Michael Chabon, Jorge Luis Borges, Philip Roth, lo scienziato Max Planck ideatore delle teorie quantistiche e il giornalista Robert Harris.

Anche Norman Spinrad, nel romanzo “The Iron Dream” (1972 – tradotto come “Il signore della svastica”), ipotizza una storia alternativa in cui un giovanissimo Hitler si trasferisce negli Stati Uniti e diventa uno scrittore di fantascienza. Ovviamente nei suoi romanzi, severamente stroncati dalla critica, vaneggia l’avvento di una società ideale fondata sul mito della razza pura. L’idea di Spinrad viene ripresa e aggiornata (con meno ironia) da Lavie Tidhar, che ambienta “Osama” (2011 – tradotto come “Wanted”) in una realtà contigua alla nostra, dove non esiste il terrorismo e Osama Bin Laden è solo uno scrittore di romanzi pulp intrisi di violenza.

La storia alternativa ha affascinato anche scrittori lontani dal genere fantascientifico. Fra questi spiccano Robert Harris, famoso giornalista della BBC; Philip Roth, più volte candidato al premio Nobel; Michael Chabon, vincitore del premio Pulitzer 2001.
Nel best seller di Robert Harris, “Fatherland” (1992), la Germania nazista non solo ha vinto la Seconda guerra mondiale, ma ha preso anche il posto della Russia nello scenario politico: ora la Guerra Fredda si disputa fra USA e Terzo Reich.
Nel “Complotto contro l’America” (2004) Philip Roth immagina che Charles Lindberg, grande aviatore e grande antisemita, diventi nel 1940 presidente degli USA e spinga l’America ad appoggiare il Nazismo.
Il sindacato dei poliziotti yiddish” (2007) di Michael Chabon descrive una vivace metropoli fondata in Alaska negli anni Quaranta dai profughi ebrei che abbandonavano l’Europa per sfuggire alle persecuzioni razziali.

Libri ucronia

Nell’ucronia non vengono indagate solo le possibili varianti del presente e del futuro, ma anche il passato può essere rivisitato. Come avrebbero vissuto i nostri avi se nell’Ottocento fosse stato inventato l’equivalente del computer? William Gibson e Bruce Sterling rispondono alla domanda con “La macchina della realtà”, romanzo del 1990 che ha reso famoso il filone narrativo conosciuto come steampunk (una sorta di cyberpunk ambientato nell’età vittoriana).
Ottimo esempio di steampunk è, anche, il racconto di Ted ChiangSettantadue lettere” (2000), che descrive una società ottocentesca, in cui la scienza unita allo studio della Cabala riesce ad animare i golem.
Nel 1995 è stato istituito negli Stati Uniti anche un premio letterario per la miglior storia alternativa: il Sidewise Awards.

Tutte le realtà alternative possono coesistere contemporaneamente in mondi paralleli, in un “multiverso“. Una brillante metafora di questo “multiverso” è descritta nel racconto “La biblioteca di Babele” (1941) di Jorge Luis Borges. Nella Biblioteca infinita sono presenti tutti i libri possibili, cioè quelli che sono stati scritti, quelli che potranno essere scritti e quelli avrebbero potuto essere scritti, con tutte le varianti casuali che il calcolo combinatorio consente (“solo l’impossibile è escluso”). Alcuni di questi libri differiscono dagli altri solo per una frase o, addirittura, per una lettera. Se le realtà parallele fossero infinite, forse differirebbero fra loro per un’inezia e non ci accorgeremmo neanche della loro differenza.
Il tempo si biforca perpetuamente verso innumerevoli futuri”, dice Borges in una altro racconto del 1941 (“Il giardino dei sentieri che si biforcano”). Può darsi che la biforcazione non porti a niente di significativo. Può darsi invece che dia origine a una storia alternativa completamente diversa.
Il Campione Eterno di Michael Moorcock (saga iniziata nel 1970) è un personaggio leggendario che attraversa questi mondi paralleli, indipendentemente dalla sua volontà, intervenendo in vari momenti della Storia e delle storie alternative che costellano il Multiverso.

I film "Plus 1", "Blind Chance" e "Coherence"

I film “Plus 1”, “Blind Chance” e “Coherence”

Dimensioni parallele e realtà alternative non sono concetti frivoli con cui gingillarsi. Fisica moderna e cosmologia li studiano da decenni nelle discipline di meccanica quantistica. Solo la difficoltà a dimostrare scientificamente queste teorie ne impedisce la loro piena accettazione, ma, almeno a livello teorico, si tende ad affermare che i mondi paralleli possano esistere e interagire fra loro.

Il cinema ha esemplificato questo concetto nel film “Sliding Doors” (1998), in cui la vita della protagonista prende una piega opposta a seconda che, in un preciso momento di un giorno ben definito, le porte della metropolitana si aprano oppure no. Questa idea era già alla base del film di Krzysztof Kieślowski che ha ispirato “Sliding Doors”: “Destino cieco” (1981 – tradotto anche come “Il caso”). Qui il destino del protagonista si ramifica a seconda che riesca a prendere un treno oppure no, e, se perde il treno, a seconda di come si comporterà nell’attesa di quello successivo.
Le realtà alternative che si sfiorano, o addirittura si intrecciano fra loro con conseguenze inquietanti, è anche il tema del bel thriller di James Ward ByrkitCoherence” (2013) recentemente presentato al Science + Fiction Festival di Trieste e del meno riuscito, ma divertente, “Plus One” del greco Dennis Iliadis.

In campo cinematografico mockumentary e found footage sono stili che si prestano alla perfezione a rappresentare l’ucronia. “The Great Martian War” (2013) è un finto documentario che celebra il centesimo anniversario della guerra mondiale contro i marziani avvenuta nel 1913.

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