CHANNEL 309 (I-III) – Marco Malattia (2014)

cover channel 309Marco Malattia rappresenta una delle realtà italiane più controverse ed estreme nell’ambito di un genere impossibile da catalogare e che rende quindi il suo lavoro unico ed originale, anche al di fuori dai nostri confini. Attivo ormai da svariati anni, non solo nel campo della videoarte sperimentale ma anche della fotografia e della musica, il factotum nostrano attraverso il progetto V>L>F porta in scena con coraggio e genuina dedizione la sua personale percezione della realtà, attraverso un linguaggio “propagandistico” non convenzionale, che prende le distanze da quel finto estremismo influenzato da una mediocrità artistica di fondo ed intercettato da un pubblico spesso facilmente appagabile dalle solite banalità trite e ritrite.

Channel 309 – Acausal Broadcast” è la quarta opera dell’artista italiano, coadiuvato per la prima volta da una casa di distribuzione: l’austriaca Black Lava Entertainment, specializzata nella produzione e promozione di prodotti horror underground ma anche di opere a loro modo shockanti ed incatalogabili (tra queste anche i lavori di Lucifer Valentine). A differenza delle precedenti produzioni, concepite con il preciso intento di trasmettere un messaggio – di natuta estetica o concettuale – “Channel 309” si spoglia da ogni volontà comunicativa per dare spazio ad uno scenario immaginifico “acausale”, come suggerisce il titolo stesso, e privo di continuità. La scelta di suddividere l’opera in tre episodi è giustificata per l’appunto dall’obiettivo di realizzare una sorta di contenitore che raccoglie situazioni disfunzionali e non consequenziali, quasi come fossero estrapolate a random da differenti canali. Il comune denominatore è rappresentato dall’elemento porno hardcore, inteso non come manifestazione erotica nella sua accezione positiva, bensì come mezzo interpretativo di una visione materialista e radicale, che trova la sua massima espressione in una carnalità morbosa e scevra di orpelli. Fondamentale a tal proposito la depersonalizzazione dei protagonisti attraverso maschere che coprono il volto, a sottolineare l’assenza di una componente introspettiva. I tre shorts mostrano diverse performer coinvolte in atti sessuali estremi e perversi, dove sperma, urina e vomito la fanno – come sempre – da padroni. Sebbene nella sostanza questo nuovo capitolo non si discosti particolarmente da quanto fatto in passato, la violenza visiva appare meno disturbante attestandosi su livelli più sostenibili. Probabilmente ciò è dovuto alla mancanza (voluta) di un contesto ben definito e alla quasi totale assenza di quella connotazione ritualistica ben evidente nei lavori precedenti e che contribuiva a creare un’atmosfera vagamente misticheggiante e di forte impatto. Inoltre la frammentarietà e la disomogeneità della pellicola nel suo complesso spezza il flusso emozionale provocando qualche piccolo calo di tono. Ancora una volta Marco Malattia si dimostra abile nel curare con estrema perizia tecnica montaggio, fotografia e regia nonostante si avvalga in questa occasione di supporti prevalentemente analogici, rimanendo comunque fedele ad uno stile moderno, personale ed elegante, in netta contrapposizione alla natura selvaggia dei contenuti.

<attenzione: link a sito per soli adulti>

http://www.xvideos.com/video10498143/_channel_309_i_-_iii_-complete_dvd_trailer_

Ottimo lo score musicale firmato Zero Gravity Toilet – progetto musicale curato dallo stesso Malattia – di matrice noise/industrial, che incornicia alla perfezione un disagio quasi palpabile ed esasperante. Particolarmente ricercata anche la confezione del prodotto, edito sia in versione slipcase che in formato hartbox con custodia in pelle limitato a 99 copie (già sold-out).

Una visione che potremmo definire più esattamente come un’esperienza viscerale, grazie all’autenticità e alla potenza delle immagini, le quali esulano dal concetto di finzione filmica, aspetto imprescindibile e determinante di ogni singolo lavoro firmato V>L>F.

Channel 309” oltrepassa (con risultati altalenanti) i limiti del sexploitation più spinto per adagiarsi su un livello interpretativo distorto ed improbabile. Al di là dell’opinabile giudizio estetico, va riconosciuto a Marco Malattia il merito di aver dato origine ad un progetto innovativo che attinge da generi e stili già esistenti rivisitandoli in una chiave del tutto personale e funzionale alla propria concezione idealistica, ben lungi dall’essere in qualche modo definito o etichettato. E scusate se è poco.

Articolo di Cristina Schramm

 

 

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ID M THEFT ABLE – Dislessie musicali

644415_1068956436464229_1431448412754571006_n ID M THEFT ABLE (o “i’d m thfft able”, “i dmth efta ble”, ecc..) proviene da Portland, Maine. Artista incatalogabile, rappresenta il suo mondo apparentemente schizofrenico con grafiche, video e vanta una lunghissima discografia (circa 40 album, e qualcosa è uscito anche per la nostrana 8mm records). Improvvisatore d’eccezione, utilizza principalmente la voce, storpiata, piegata, estesa, modificata con l’uso di oggetti e congegni elettrici anche autocostruiti. Il tutto risuona in un collage estremamente libero e variabile, un perfetto mix tra sound-poetry, rumorismo e sperimentazione elettronica. Suonerà a Torino (12 aprile), a Brescia (13 Aprile) presso la AplusB gallery e Treviso (14 aprile). 11150400_10206490662484466_6607906133909674469_n B-SIDES: Dicci qualcosa del tuo strano nome.

idmtheftableID M THEFT ABLE: Questo nome è il risultato di un lungo processo di lavorazione sul mio primo nome d’arte, “Dick The Table“, che era a sua volta il soprannome del tavolo di cucina di mia nonna.
B-SIDES: Usi principalmentela voce: possiamo parlare di “riscoperta/riappropriazione del linguaggio”?
idmtheftableID M THEFT ABLE: Certo possiamo definirla così, ma solo in modo parziale. La maggiorparte del lavoro vocale è improntato solamente alla ricerca sul suono, sull’espressione. Alcune parti sono in effetti di tipo “linguistico” ma l’intenzione con cui sono utilizzate varia di volta in volta.
B-SIDES: Mescoli le cose in maniera fortemente schizofrenica, ma con risultati teatrali/poetici; cerchi volontariamente questi effetti o vengono fuori spontaneamente?
idmtheftableID M THEFT ABLE: Cerco effettivamente di costruire cose che abbiano per me un qualche senso strutturale. mi sento uno scultore di cose che incontro, ma non ho il completo controllo della riuscita o meno dell’evento. la schizofrenia è benvenuta, così come la poesia o il teatro, nei processi dove appaiono, ma non li cerco intenzionalmente.
B-SIDES: Dacci un suggerimento #1: due tuoi album da cui cominciare.
idmtheftableID M THEFT ABLE: Mi sa che il mio album preferito è ancora “Babb’s Bridge“; un altro potrebbe essere “Popsicles, Icicles, Baseball and Fancy Clothes” ma cambio idea ogni volta. continua a piacermi anche il peggiore dei miei album in un modo o nell’altro.
B-SIDES: Dacci un suggerimento #2: raccontaci qual’è l’ultimo disco che ti è piaciuto un sacco.
idmtheftableID M THEFT ABLE: Un paio di settimane fa un tipo mi toccò la spalla e mi diede una pila di dischi. tra quelli c’era una raccolta di canzoni registrate negli anni ’40 in Lapponia. ho ascoltato quel disco continuamente da allora.

Articolo e intervista a cura di Misengarde Recordings.

B-SIDES: Tell us something about your strange name.
idmtheftableID M THEFT ABLE: The stage name is the result of a lot of sculpting, adding and subtracting from my original performing name, which was “Dick The Table“, this was the nickname of the table in my grandmother’s kitchen. There were a handful of changes before arriving at “id m theft able“.
B-SIDES: You primarily use voice: could we call it “language rediscovery/reappropriation”?
idmtheftableID M THEFT ABLE: You could call it that, sure, but I would say that only some of the vocalizations are intended to be linguistic in nature. Many of the vocalizations are purely just sort of sound for the sake of sound, or for the sake of expression. Some of it is definitely linguistic, though, and, sure, it could be said to be about rediscovery or reappropriation sometimes, but the intention is always different.
B-SIDES: you mix things in a very schizophrenic way, but with dramatic/poetic results; are you somehow in search for this end or it comes out spontaneously?
idmtheftableID M THEFT ABLE: I’m definitely trying to do things in a way that makes a sort of structural sense to me. I feel like I’m just sort of sculpting time as it’s coming at me. Whether this succeeds or fails from performance to performance I really never fully know. I certainly welcome schizophrenia, poetry, and drama into the proceedings if they should seem to want to appear, though I never consciously intend any of those things.
B-SIDES: give us some advice #1: two id m albums to begin with.
idmtheftableID M THEFT ABLE: I guess my personal favorite album of mine is still “Babb’s Bridge” the other, hmm, maybe “Popsicles, Icicles, Baseball and Fancy Clothes“, but, really, it changes all of the time. I still love even the worst of the albums in one way or another.
B-SIDES: give us some advice #1: tell us the last record you liked a lot.
idmtheftableID M THEFT ABLE: I couple of weeks ago a man came up to me at the dump and handed me a stack of records. Among them was a compilation of songs recorded in Lapland in the 40’s. I’ve been listening to that over and over again this week.

B-SIDES V – Raccolta 2014

Immagine di copertina “BLACK LAGOON SEBASTIANE” di Giacomo Podestà

Immagine di copertina “BLACK LAGOON SEBASTIANE” di Giacomo Podestà

E’ disponibile B-SIDES Magazine V raccolta 2014.
Immagine di copertina “BLACK LAGOON SEBASTIANE” di Giacomo Podestà.

A Black Lagoon Sebastiane - VUOTO

Giacomo Podestà – disegno originale fronte

A Black Lagoon Sebastiane - submarine

Giacomo Podestà – disegno originale retro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui sotto le copertine alternative di B-SIDES Magazine V selezionate al contestCrea la copertina

BSides Cover Paolicchi2

Copertina alternativa di Francesco Paolicchi

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Originale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Paolicchi: “Seven

 

 

Otto Gronzi

Copertina alternativa di Otto Grozni

Otto Grozni

Originale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Otto Grozni: “Le invenzioni di Imo

 

 

 

Immagine di copertina Vittorio Crosara: "Pianeta Marte"

Copertina alternativa di Vittorio Crosara.

Vittorio Crosara: "Pianeta Marte"

Originale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vittorio Crosara: “Pianeta Marte

 

 

BSides Cover Sergio

Copertina alternativa di Sergio Beccaria

Sergio Beccaria

Originale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sergio Beccaria: “I pensieri del mostro incendiano la luna