GOLTZIUS AND THE PELICAN COMPANY – Peter Greenaway (2012)

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Con il film “Goltzius and the Pelican Company” (2012 distribuito in Italia nel 2014) Peter Greenaway torna a esplorare la pittura fiamminga attraverso l’occhio cinematografico.
Lo aveva già fatto con “Nightwatching” (2007), dove esplorava e reinventava il celebre dipinto di Rembrandt La Ronda di Notte“, un quadro maledetto che segnò, in maniera inspiegabile, il declino economico e sociale del più rinomato autore fiammingo dell’epoca.
Nell’arco dei secoli, l’opera ha subito numerosi sfregi: nel ‘700 due ampie porzioni della tela furono tagliate per adattarla ai locali del municipio in cui andava esposta, nel ‘900 fu sfregiata due volte a coltellate e una terza con dell’acido solforico.

Nightwatching” è una serie di impressionanti tableaux vivants caratterizzati dalla forte contrapposizione di luci e ombre, tipica dei dipinti di Rembrandt.
Nel film di Greenaway, il pittore olandese dissemina il quadro di messaggi criptati che denunciano la corruzione del XVII secolo, l’abuso di potere sulle caste più povere e, addirittura, un losco traffico di pedofilia.

Henrick Goltzius (1558-1617) fu un pittore e incisore olandese tutt’ora ricordato per il suo virtuosismo tecnico. Poiché le sue opere abbondano di dettagli, è stato spesso paragonato a uno dei suoi maestri: Albrecht Dürer (1471–1528).

Henrick Goltzius: Caduta di Icaro

Henrick Goltzius: Caduta di Icaro

In “Goltzius and the Pelican Company” il giovane pittore si presenta a un plausibile finanziatore (F. Murray Abraham) per realizzare un suo sogno: stampare e pubblicare una libro di illustrazioni a sfondo erotico ispirato alle più ambigue vicende del Vecchio Testamento. Il nobile è disposto a finanziare il progetto solo se Henrick e la sua compagnia teatrale riusciranno a convincerlo rappresentandole dal vivo in fronte a tutta la sua corte.
Così avviene. E alla fine di ogni rappresentazione la corte dibatte e giudica la performance con esiti inaspettati. La compagnia teatrale, con le sue idee libertine, genera molto più scompiglio di quanto si potesse immaginare nell’entourage del mecenate, fino a degenerare nel classico sanguinoso finale.
Ogni storia del Vecchio Testamento è abbinata a un vizio:

Pelican Company" Peter Greenaway - Adamo ed Eva

“Goltzius and the Pelican Company” Peter Greenaway – Adamo ed Eva

"Goltzius and the Pelican Company" Peter Greenaway - Adamo ed Eva

“Goltzius and the Pelican Company” Peter Greenaway – Adamo ed Eva

"Goltzius and the Pelican Company" Peter Greenaway - Adamo ed Eva

“Goltzius and the Pelican Company” Peter Greenaway – Adamo ed Eva

Voyerismo: Adamo ed Eva.
La scoperta del linguaggio e della sessualità per il gusto di un dio guardone.

Incesto: le figlie di Lot.
Lot, scappato da Sodoma con le figlie, si rifugia in una grotta lontano dall’umanità. Le figlie decidono di dover proseguire la progenie e, addormentato il padre con troppo vino, fanno sesso con lui. Entrambe avranno dei figli.

Adulterio: Davide e Betsabea.
Re Davide dopo aver sedotto e messo incinta Betsabea, moglie del soldato Uria, manda Uria a combattere in una battaglia senza scampo.

"Goltzius and the Pelican Company" Peter Greenaway - Davide e Betsabea

“Goltzius and the Pelican Company” Peter Greenaway – Davide e Betsabea

Pedofilia: la moglie di Putifarre e Giuseppe.
La moglie di Putifarre cerca di avere con la forza il giovane Giuseppe. Lui si rifiuta e lei lo calunnia condannandolo alla prigione.

Prostituzione: Sansone e Dalila.
Dalila vende il segreto della forza di Sansone ai filistei dopo averlo sedotto.

Necrofilia: Salomè e Giovanni Battista.

Greenaway stupisce come ai tempi de “L’Ultima Tempesta“.
I personaggi dagli sfarzosi abiti d’epoca si muovono all’interno di una fabbrica dismessa, rendendo la messa in scena ancora più teatralmente arty. Sovrapposizioni di immagini, scritte e disegni aumentano la meraviglia barocca della pellicola.
Greenaway abusa di ogni tecnica (computer graphic, animazioni, split-screen, fisheye…) senza alcun imbarazzo, come se stesse giocando, tanto che alcune sue scelte sembrano a volte fuori luogo.
Le scenografie sono stilizzate e perfettamente inglobate nelle massicce e decadenti geometrie della fabbrica dismessa tanto da ricordare i migliori film di Ken Russel (per esempio “I Diavoli“). Bellissime le gabbie sospese sopra la piscina in cui viene rinchiuso un membro della compagnia teatrale.

Goltzius and the Pelican Company" Peter Greenaway

Goltzius and the Pelican Company” Peter Greenaway

Il regista gallese è interessato ormai da anni a esplorare e sperimentare l’immagine nel suo significato più ampio, ma a scapito di ritmi cinematografici e sceneggiature brillanti. Come film Goltzius and the Pelican Company” è lento e scontato, potrebbe scivolare nell’esercizio di stile se visivamente non stupisse in continuazione e se non divertisse tramite la voce narrante di Goltzius adulto che commenta i fatti accaduti alla corte del mecenate. Questo, come “Nightwatching“, è un ibrido di cinema e videoarte che concilia la carriera di regista di Greenaway con quella di artista.


Greenaway dimostra di essere un artista colto, talentuoso e moderno, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi.
Già nel 2008 aveva esplorato con un’installazione multimediale (presentata al Salone del Mobile di Milano) i misteri di un altro grande dipinto: “L’Ultima Cena“. Tramite mapping 3D e sovraimpressioni il capolavoro di Leonardo si animava e i caratteri dei personaggi venivano messi in risalto illuminando di volta in volta i loro gesti. Questo creava l’illusione dello scorrere del tempo.
La colonna sonora contribuiva ad aumentare il pathos.

La mano deforme di Goltzius

La mano deforme di Goltzius

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