Le divinità cosmiche di JACK KIRBY

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Gli Eterni n. 7: “La quarta schiera” (“The Fourth Host”)

Jack Kirby, il re del fumetto, è un autore per adulti. Da bambino evitavo i suoi fumetti perché mi disturbavano (sensazione condivisa perfino da Grant Morrison nella sua bella introduzione al “Quarto Mondo di Jack Kirby volume I). I suoi disegni stilizzati enfatizzano la rabbia, la disperazione, la follia nei suoi personaggi. Le visioni di pianeti fiammeggianti, l’epica devastazione di guerre cosmiche, la mostruosità di bestie modificate geneticamente andavano oltre agli abituali combattimenti supereroistici dell’epoca.

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L’inquietante “bomba della follia” un ordigno che trasforma le persone in macchine omicide nella mini saga di Capitan America (1976).

I suoi eroi, spesso, sono ambigui, feroci, dal linguaggio crudo. Quello che più mi spaventava era, però, la capacità di mischiare la sua vulcanica fantasia con elementi di banale realtà. Spesso le sue storie sono piene di comparse umane, apparentemente irrilevanti, a cui tocca recitare le parti più drammatiche della storia. Sono le comparse che muoiono, impazziscono, vengono schiavizzate, …

La vignetta che chiude il numero 11 degli “Eterni” mostra un gruppo di soldati morti con gli occhi rivoltati all’indietro e le bocche spalancate, mentre nel numero 13 uno scienziato pazzo viene ucciso da una delle sue creature. Quando viene ritrovato la vignetta inquadra solo una gamba avvinghiata ad una corda in una stanza a soqquadro. E’ evidente che è stato appeso a testa in giù ed è stato ucciso, ma non disintegrato da un raggio cosmico, bensì ammazzato di botte. Una fine lunga e dolorosa.

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Gli Eterni: “I sicari del tempo” (“Three against the time killers”)

I suoi lavori più personali in cui, con alti e bassi, provò a riversare tutte le sue ossessioni sono: “Il Quarto Mondo” e “Gli Eterni”. Entrambi i capolavori sono chiaramente influenzati dalla passione di Kirby per la mitologia e dalla lettura di saggi pseudoscientifici di Erich von Däniken o Carl Sagan.

Con la creazione dell’universo supereroistico Marvel, Kirby, agli inizi degli anni ’60, aveva già reinventato antiche leggende (Thor), disegnato maestosi e terrificanti divinità tecnologiche (l’acerrimo nemico dei Fantastici Quattro: Galactus), definito intere genealogie di razze mutanti (Gli Inumani) e aliene (Kree e Skrull). Ma è negli anni ’70, con il passaggio alla DC Comics che avrà carta bianca per creare un progetto proprio di ampio respiro: la saga del “Quarto Mondo” recentemente raccolta in quattro splendidi volumi da collezione da RW Edizioni. Un’edizione di grande pregio al contrario della ignobile ristampa di Kamandi (Planeta DeAgostini).

Il Quarto Mondo” è una saga che coinvolgeva quattro testate di cui Kirby era disegnatore e scrittore: tre inedite (The Forever People, Mister Miracle, New Gods) e una completamente rivoluzionata (Superman’s Pal the new Jimmy Olsen). Un’impresa titanica e all’avanguardia per quegli anni. Le quattro serie condividevano personaggi, ambientazioni o idee in modo frammentario e spesso confuso, ma creavano una continuità imprevedibile e mai noiosa.

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Superman’s Pal the new Jimmy Olsen n. 135

Le spiegazioni della complessa trama che unisce le vicende delle quattro testate sono sparse senza grande logica nei i vari episodi della saga. Le puntate che più chiariscono le dinamiche della grande guerra fra i Nuovi Dei e la stretta relazione che intercorre fra loro sono “Himon” (Mr. Miracle n.9), ma sopratutto “Il Patto” (New Gods n.7). Kirby era, giustamente, molto orgoglioso di quest’ultima storia, ma, come lui stesso ammise, avrebbe dovuto scriverla molto prima. “Il patto” è l’episodio 7 dei Nuovi Dei su 11 numeri. Seguiranno, ma a distanza di 10 anni, due graphic novel che daranno una conclusione alla serie: “Anche gli dei devono morire” e “Cani Arrabbiati“.

Nell’episodio si narra come iniziò la guerra fra i Nuovi Dei e il passato dei protagonisti: l’ascesa al potere di un furbo e viscido Darkseid, l’illuminazione quasi biblica dell’altopadre Izaya e, sopratutto, le origini di Mr. Miracle e il terribile segreto di Orion.

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La comunità dei bikers in Jimmy Olsen n.133

Ma già le prime puntate Superman’s Pal the new Jimmy Olsen bastano a consacrare Il Quarto Mondo a saga pop psichedelica madre.

Jimmy Olsen, l’inutile amico nerd di Superman, sparisce. Supeman lo cerca e si ritroverà in una zona selvaggia popolata da strani personaggi. Hippy che vivono su un palo (come in un film di Bunuel), l’esercito statunitense, un gruppo di mutanti e una comunità di biker un po’ Hells Angel un po’ Mad Max II (non è difficile immaginare George Miller leggere il Quarto Mondo). La comunità di biker, apparentemente aggressiva, è invece terrorizzata da strani fenomeni inspiegabili. Lo sfigato, il palloso eroe e un gruppo di impavidi bikers decidono di svelare questi misteri e con le loro moto imboccano a tutta velocità la zoomway, una pista che porta nel cuore della zona selvaggia. Superati i numerosi trabocchetti e allucinazioni messi sulla zoomway scoprono un intricato sistema di gallerie sotterranee usato da un gigantesco veicolo ipertecnologico chiamato la Montagna del Giudizio. A bordo vivono gli Hairies una nuova società illuminata che sviluppa tecnologie genetiche e psichiche lontana dall’arroganza e dalla meschinità umana. La loro attività è protetta dall’esercito e le loro scoperte sono raccontate nella saga in alcuni episodi autoconclusivi di due pagine (Tales of DNA Project).

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Tales of DNA Project

In soli tre numeri Kirby mise talmente tanta carne al fuoco da spiazzare tutti i lettori di fumetti dell’epoca. Superman diventa solo uno spettatore degli incredibili fatti narrati nella saga del Quarto Mondo, anzi Kirby lo demolisce mostrando la sua solitudine (Forever People n.1) quando è costretto a scegliere fra proteggere gli umani dalla minaccia di Darkseid sulla Terra o attraversare il boomdotto per incontrare dei suoi simili. Solo nella puntata “A Superman in Supertown” (Jimmy Olsen n. 147) il famoso supereroe riuscirà a raggiungere la città dove vivono i Nuovi Dei commettendo una serie di divertenti gaffe trovandosi per la prima volta circondato da esseri dai poteri straordinari tanto quanto i suoi.

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Alcune copertine delle testate “Nuovi dei”, “Mister Miracle” e “Forever people”.

Ma le testate più personali e più geniali erano indubbiamente le altre tre. Come ben scrive Walter Simonson nell’introduzione al volume 2 del Quarto Mondo, “New Gods” è narrato dal punto di vista dei grandi guerrieri consapevoli che la guerra è solo il freddo gioco al massacro e la sua epica è paragonabile al “Crepuscolo degli Dei“. “The Forever People” segue le imprese della nuova generazione per cui la guerra è ancora un’avventura e significa rivoluzione culturale, “Mr. Miracle”, invece, è l’obiettore di coscienza che considera la guerra un fallimento esistenziale da cui cerca di scappare in continuazione.

La guerra vera Kirby l’aveva vissuta negli anni ’40. Ne conosceva gli orrori che spesso esorcizzava nelle sue storie. Nel già menzionato “Il patto” la corsa agli armamenti sempre più micidiali ricorda il progresso bellico della Seconda Guerra Mondiale. L’equazione dell’antivita cercata dal crudele Darkseid è la metafora del fascismo pronto ad assoggettare tutti gli essere umani. Così come le scritte sul cancello dell’orfanatrofio di Apokolips ricordano quelle di Auschwitz.

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Orion e Lightray in “La nave della gloria” – Nuovi Dei n.6

 

Fra le puntate migliori, oltre a quelle già citate, vanno menzionate “Il desiderio di morte del terribile Turpin” (New Gods n.8), il cui titolo mi avrebbe già disturbato da piccolo, e “La nave della gloria” (New Gods n.6). In entrambe le storie gli scontri fra nuovi dei incrociano i destini di uomini comuni: l’irreprensibile detective Turpin che si ostina a fermare il titanico scontro fra Orion e il suo fratellastro Kalibak a costo di morire nella prima, e,nella seconda, una famiglia in crisi composta da padre militare tutto d’un pezzo incapace di comprendere i suoi due figli. Una delle tavole maggiormente epiche del Quarto Mondo è proprio in “La nave della gloria”: lo scontro frontale fra il vascello di Orion e Light Ray contro l’enorme Moby Dick mutante creato dai Deep Six.

The Power” (Forever People n.8) è un curioso episodio dalle atmosfere horror gotiche in cui i ragazzotti di Nuova Genesi se la vedono brutta contro una setta militare-demoniaca.

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Storyboard per il film “Il signore della luce” tratto dall’omonimo romanzo di Roger Zelazny

Quarto Mondo” ed “Eterni” hanno in comune un immaginario di divinità cosmiche. Probabilmente per questo motivo Kirby fu contattato per realizzare lo storyboard del film di fantascienza “Il signore della luce” tratto dal capolavoro di Roger Zelazny. Il film non entrò mai in fase di preproduzione, ma ci restano le tavole di Kirby a testimoniare l’ambizioso progetto. L’unico utilizzo che venne fatto di questo storyboard è alquanto inconsueto. La CIA lo utilizzò come diversivo per liberare sei ostaggi americani rifugiatisi nell’ambasciata canadese in Iran nel 1979. I fatti di questa operazione segreta sono raccontati nel film “Argo” (2012) di Ben Affleck.

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Storyboard per il film “Il signore della luce” tratto dall’omonimo romanzo di Roger Zelazny

Il disegnatore incrocia, comunque, il cinema di fantascienza in più occasioni. Realizza un mediocre adattamento del film “The black hole” per la Walt Disney e, sopratutto, il capolavoro “2001 Odissea nello spazio. Kirby resta fedele alla narrazione di Kubrick e ridisegna minuziosamente i fotogrammi salienti della pellicola. Per le scene psichedeliche si affida anche a tecniche miste come il collage. Eccezionale la sequenza di vignette con il volto dell’astronauta terrorizzato e meravigliato dal viaggio spazio-temporale o le suggestive splash pages in cui la microscopica navicella spaziale viaggia sperduta in mezzo a una tempesta di colori fiammeggianti. Il re del fumetto fu talmente folgorato dalla visione del film di Kubrick che realizzò un seguito scritto e disegnato da lui ovviamente. I personaggi si muovono fra la preistoria umana e il futuro delle esplorazioni cosmiche. Nonostante la verbosità che contraddistingue Kirby anche odissea nello spazio saga è una delle sue opere più riuscite e fra le poche completamente libere dai vincoli degli universi supereroisici.

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Adattamento di Jack Kirby del film “2001: odissea nello spazio”

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Un disegno di Kirby e un fotogramma del film “2001: odissea nello spazio”

Anche il mitico albo “Kamandi” è un libero adattamento di un film di fantascienza: “Il pianeta del scimmie“. In questo caso il film è solo una fonte di ispirazione più che altro visiva. La suggestiva doppia pagina del primo numero mostra la Statua della Libertà semi sommersa dall’acqua. Un chiaro riferimento all’iconica scena finale del film “Il pianeta del scimmie“. Nel futuro di Kamandi gli uomini sono ridotti a bestie mentre gli animali, non solo le scimmie, dominano il pianeta con caratterizzazioni quasi orwelliane.

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“Kamandi” (1972) Jack Kirby

Kirby inizierà anche l’adattamento del telefilm cult “Il prigioniero“, ma finì solo il primo episodio. Il lavoro di inchiostratura e il lettering non furono mai completati.

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L’episodio 1 di Jack Kirby tratto dalla serie televisiva “Il prigioniero”

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Un’immagine spazile di “Capitan Victory”: la continuazione della saga di Orion e i Nuovi dei. Uno degli ultimi lavori di Kirby.

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Adattamento di Kirby per il film “2001: odissea nello spazio”

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La serie a fumetti di Jack Kirby “2001: odissea nello spazio”

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“L’uomo macchina” un altro riuscito progetto fantascientifico di Jack Kirby

1 commento

  1. Bellissima anche la selezione di immagini.

    Date: Tue, 8 Dec 2015 22:11:20 +0000 To: disperso@hotmail.com

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