SIGNORE DELLA LUCE – Roger Zelazny

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Siddhartha è un uomo che sfida gli Dei e si prende gioco di loro.
Ha molti nomi e ha vissuto molte vite. Anche lui è stato un Dio.
Ora gli Dei dissidenti lo hanno richiamato dal Nirvana perché è giunto il tempo di portare sul pianetaun nuovo ordine e una nuova legge.
Gli Dei dominatori sono esseri umani che sfruttano la grande tecnologia in loro possesso per ottenere il potere e l’immortalità: sanno trasferire la loro mente in corpi sempre giovani e prestanti, scelgono per mascherarsi il pantheon pittoresco delle divinità induiste e approfittano delle loro conoscenze per tenere nell’ignoranza la popolazione, inquadrata nelle rigide categorie delle caste, e piegarla ai loro voleri.
E’ per questo che Siddhartha introduce sul pianeta una nuova religione – un’antica religione terrestre, rivoluzionaria – e, ispirandosi ai sermoni buddisti,incomincia a predicare come un maestro itinerante. Rapidamenteriesce ad attorniarsi di adepti fedeli alla sua dottrina(monaci dalla tunica color zafferano). Viene identificato come il Buddha e rispettato anche da coloro che servono gli Dei. Con la sua capacità affabulatoria e il suo atteggiamento sereno e non violento Siddharta riesce a metterein crisi perfino chi vuole ucciderlo. Illuminanti gli scontri verbali con il temibile sicario della dea Kali (che poi si convertirà e incomincerà a tenere a sua volta sermoni così profondi da venireconsiderato lui stesso il Buddha)e quelli con Yama, il signore della morte, che sconfitto diventerà un suo alleato.

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Roger Zelazny

Sì, l’astuzia non gli manca: se riesce a sconfiggere la morte, ancora più facile per lui è coprire di ridicolo gli altri Dei, specie se sono permalosi e, come Brhama, si vergognano del proprio passato. Brhama, infatti,un tempoera una lesbica e ora è un uomo attraente circondato da donne bellissime che, però, non si innamorano di lui. Questo lo tormenta e lo rende vendicativo e, al contempo, vulnerabile.
Lo scontro più pericoloso Siddharta lo affronterà nella cava dei Demoni. I Demoni sono pura energia, imprigionati in un profondissimo pozzo infernale (simile all’Inferno dantesco). Sono loro i primi abitanti del pianeta. Quando secoli prima i terrestri lo colonizzarono, si scontrarono violentemente contro queste forme di vita aliene eriuscirono a sconfiggerle, confinandole nella Cava proprio grazie all’aiuto di Siddharta. Adesso è proprio lui, il nemico per antonomasia, che si rivolge ai Demoni per chiedere il loro aiuto nella battaglia contro gli Dei.
E l’aiuto gli verrà concesso, ma a quale prezzo!

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Divertenti questi Demoni! Hanno imparato i vizi terrestri e, quando vengonolasciati liberi di scorrazzare invisibili per il pianeta, si impossessano dei corpi umani per provare i piaceri della carne (a loro preclusi in quanto pura energia). Inoltre impazziscono per le scommesse e i giochi d’azzardo. L’unica morale a cui sono fedeli è il rispetto per i debiti di gioco.
Come non sentirsi a proprio agio in una società che, per riscuotere le imposte, ha posizionato fuori dei Templi induisti una “ruota della preghiera” che incassa le “offerte dai fedeli”e ha la forma di una slot machine?

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Lo storyboard di Jack Kirby per la riduzione cinematografica del libro

Zelazny costella il romanzo di ironia e di brillanti intuizioniintrise di filosofia buddista.
Un esempio: il sogno in cui Yama affronta i quattro Reggenti del Mondovenuti a difendere il Buddha e riesce a sconfiggerli tutti tranne uno: l’Angelo del Sud, l quale non attacca, ma si limita a difendere. Lo scudo è la sua forza.
Indimenticabile anche lo scontro con Mara, il subdolo Signore delle Illusioni, che si rende conto troppo tardi che l’uomo che sta cercando di ingannare è in realtà il Dio della Morte e, per evitare di essere ucciso, muta continuamente aspetto, nel tentativo di impietosirlo.
Memorabile, però, è il dialogo fra la Morte e la sua vittima, che non è frutto dell’immaginazione di Zelazny, ma è ricalcato sulle parole della Katha Upanishad.
La vittima, prima di morire, chiede a Yama di chiarirgli un dubbio che lo attanaglia e questi gli concede la grazie di un’ultima risposta.
Quando un uomo è morto –chiede – alcuni dicono “Egli esiste ancora” e altri dicono “Egli non esiste più”:qual è la verità?
Yama gli risponde che anche gli Dei hanno dubbi al riguardo, e invita la vittima a scegliere un’altra domanda: “Non mi angustiare con questa, liberami da questo impegno!”.
Ma la vittima non desiste e Yama, impotente, gli concede la grazia: “Conserva la tua vita e vai per la tua strada. Ti libero dalla tua condanna.
Tuttavia la vittima rifiuta l’effimera generosità di Yama e insiste: “Parlami, o Morte, di ciò che giace al di là della vita, di ciò su cui dubitano gli uomini e gli Dei.
Yama, allora, sferra il suo colpo e la vittima cadrà, come prima o poi sarebbe comunque accaduto. La domanda resterà senza risposta.
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