LA PELLE – Curzio Malaparte

Curzio Malaparte

Curzio Malaparte

LA PELLE  – il libro

1943-1945. Gli americani hanno liberato Napoli e stanno combattendo le truppe tedesche risalendo l’Italia. L’esercito italiano si è arreso e collabora con gli alleati. Malaparte è un ufficiale di collegamento dell’esercito italiano con il contingente alleato e accompagna soldati e ufficiali statunitensi nella miseria e nel degrado in cui Napoli e l’umanità intera sono caduti.

La pelle” è un libro che suscitò scandalo per i suoi contenuti scabrosi. Messo all’indice dalla Chiesa e ritenuto oltraggioso dal popolo napoletano, in realtà, è un’opera nichilista che mostra fino a che punto un uomo possa degradarsi.

Non c’è nulla di eroico nei soldati americani: belli, puliti, sorridenti, di buone maniere, “…eppure, tutto ciò che quei magnifici soldati toccavano, subito si corrompeva” diffondendosi come una peste nei vicoli della città fino all’interno delle più nobili ville. Una peste che non corrompe il corpo, ma l’anima. “La libertà costa cara…e non si paga né con l’oro, né col sangue, né con i più nobili sacrifici: ma con la vigliaccheria, la prostituzione, il tradimento, con tutto il marciume dell’animo umano.

La Pelle - il libro

La Pelle – il libro

Malaparte mostra pietà per le sofferenze e la miseria quotidiana a cui è costretto ad assistere dall’alto della sua privilegiata posizione, esasperando ogni ricordo per renderlo ancora più doloroso.
Descrive con tristezza le truppe italiane vestite con le divise dei soldati morti (“…ormai combattevamo al fianco degli Alleati, per vincere insieme con loro la loro guerra dopo aver perduto la nostra, ed era perciò naturale che fossimo vestiti con le uniformi dei soldati alleati ammazzati da noi“), spiega l’ingenuità e l’arroganza dei vincitori confrontate alla dignità dei perdenti (“E’ una vergogna vincere la guerra”), è testimone del mercato dei bambini in cui le madri fanno prostituire i loro figli per fame nell’indifferenza e nell’incomprensione degli Alleati.
Riporta le tragiche cronache della strage di Amburgo: una serie di disumani bombardamenti sulla città tedesca. L’attacco, denominato operazione Gomorrah, durò 10 giorni, ma il giorno più nefasto fu il 28 luglio: la notevole concentrazione delle esplosioni e degli incendi in un’area ristretta, la totale assenza di vento e il clima secco estivo generarono una tempesta di fuoco che causò decine di migliaia di vittime civili. Molti dei superstiti perirono in modi atroci a causa del fosforo che trasformava le persone in torce umane. Per scappare a questa fine orrenda molti cercarono la salvezza buttandosi nel fiume Elba e annegando dopo ore di stenti, o seppellendosi vivi.

Il libro è ricco di aneddoti crudeli, grotteschi e scioccanti, più o meno veritieri, in cui Napoli soffre e si arrangia pur di non morire di fame.

Fra quelli tragi-comici il ricordo dei generali statunitensi che, pur di dare dei ricevimenti di classe, si rifornirono per mesi di pesce fresco dal suggestivo ed esotico acquario cittadino, poiché il Golfo di Napoli era completamente minato.
Fra quelli più commuoventi: la vestizione di una bambina povera da parte delle nobili donne napoletane che trasformano un cadavere, vittima di un bombardamento, in una meravigliosa sposa.

Il limite del libro è l’ingombrante presenza dell’autore stesso, cinico e troppo fiero di sé, che gigioneggia per tutto il libro come se fosse l’unico in grado di comprendere davvero la realtà. Sempre arguto e tagliente, ma anche pieno di compassione e di dolore, sembra ostentare la consapevolezza di non poter cambiare il destino delle persone che incontra. E questo più per svogliatezza che per incapacità.

LA PELLE  – il film

La pelle - il film

La pelle – il film

La pelle” è un film del 1981 di Liliana Cavani tratto dall’omonimo romanzo di Curzio Malaparte.

La pellicola cerca di essere fedele al libro, ma il risultato è un insieme sconnesso di episodi volutamente scioccanti. La regista sconvolge il pubblico con scene in cui tutto è esibito e niente viene lasciato all’immaginazione. Complessivamente, però, manca di una struttura capace di coinvolgere lo spettatore. Perfino Marcello Mastroianni, che interpreta proprio Curzio Malaparte, non sembra calato nella parte, limitandosi a recitare il ruolo di un cinico saputello. Un peccato visto l’importante sforzo produttivo.

Restano comunque memorabili alcune scene: la cena in cui viene servita una bambina bollita, lo strano rito omosessuale della “figliata”, l’eruzione del Vesuvio per i vicoli di Napoli e quella famosa del padre che, festeggiando l’arrivo degli Americani, finisce inavvertitamente sotto i cingoli un carro armato e resta spiaccicato.

La scena shock del film "La pelle" di Liliana Cavani

La scena shock del film “La pelle” di Liliana Cavani

 

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