Black Panther – Saga “La rabbia della pantera” n. 16 disegnata da Gil Kane

In occasione dell’ennesimo cinepanettone della Marvel, “Black Panther”, vanno rispolverati i fumetti di chi reinventò il personaggio del supereroe africano: Don McGregor, uno sceneggiatore innovativo molto apprezzato e allo stesso tempo poco amato, in parte per scelte editoriali che lo resero impopolare agli occhi degli altri fumettisti, in parte per lo stile verboso e molto politico che fu in anticipo sui propri tempi.

Black Panther – Saga “La rabbia della pantera” una splash page sexy disegnata da Billy Graham e colorata da Glynis Wein

Nato dalla fervida immaginazione di Jack Kirby nel 1966, Black Panther  fu il primo supereroe di colore. Le sue avventure iniziarono a essere pubblicate regolarmente nel 1973 sull’albo Jungle Action. McGregor prese le redini del personaggio creando due cicli di storie (“La rabbia della pantera” e “La pantera contro il Klan”) strutturati in episodi autoconclusivi, ma collegati tutti fra loro. Oggi “La rabbia della pantera” viene considerata la prima graphic novel nel mondo dei supereroi.

Black Panther – Saga “La rabbia della pantera”. Disegni: Billy Graham. colori: Glynis Wein

LA RABBIA DELLA PANTERA

Black Panther, dopo essere stato membro dei Vendicatori e essere apparso accanto a Devil e Fantastici 4, torna nel Wakanda, suo paese natale, per ricoprire il ruolo di Re ponendo fine alla sanguinosa guerra civile in atto. Il Wakanda è il paese più ricco e tecnologicamente sviluppato dell’Africa grazie a una preziosa risorsa mineraria: il vibranio. Ma è anche un paese schiavo di superstizioni e di leggi tribali. Il ritorno in patria del re, accompagnato dalla fidanzata statunitense, non è visto bene. T’Challa è considerato un traditore o un vigliacco. Dovrà riconquistare la fiducia del suo popolo e dei suoi alleati, combattere i suoi nemici e fermare la guerra, fare i conti con il suo passato e con la sua coscienza. La mini saga è un esempio di fumetto adulto ante litteram sia per le tematiche che per le scelte visive. La saga infrange diversi tabù non scritti del fumetto. Per la prima volta compaiono in un fumetto due personaggi omosessuali, ma, soprattutto, la violenza fu rappresentata in maniera realistica.

Black Panther - Saga "La rabbia della pantera". Disegni: Billy Graham. colori: Glynis Wein
Black Panther – Saga “La rabbia della pantera”. La disperazione di Kantu. Disegni: Billy Graham. colori: Glynis Wein
Black Panther - Saga "La rabbia della pantera". Disegni: Billy Graham. colori: Glynis Wein
Black Panther – Saga “La rabbia della pantera”. Il dolore di Taku. Disegni: Billy Graham. colori: Glynis Wein

Pantera Nera soffre in ogni combattimento, sanguina e la sua tuta viene fatta a brandelli, una cosa mai vista prima, che stravolge il concetto di invulnerabilità del supereroe. In uno degli episodi più drammatici (n.17 “Rabbia e furia  – Of shadowds and rages”) un bambino corre inutilmente verso casa con gli occhi pieni di lacrime per evitare che il suo villaggio venga distrutto in una struggente sequenza cinematografica. Nel finale a sorpresa della saga lo stesso bambino si vendicherà uccidendo il temibile Killmonger capo dei rivoluzionari, salvando Pantera Nera da morte certa. Nel n.11 (“Quando uccidi il drago  –  Once you slay the dragon”) è la volta di un altro bambino che, durante una battaglia, resta ucciso per errore. I personaggi secondari spesso portano avanti sottotrame inaspettate, intime e drammatiche come la fine della relazione fra il consigliere di T’Challa e sua moglie. L’assenza di altri personaggi dell’universo Marvel e in generale l’assenza di bianchi rappresentò una saga fuori dagli schemi che generò varie incomprensioni e frustrazioni per McGregor.

Black Panther - Saga "La rabbia della pantera". Disegni: Billy Graham. colori: Glynis Wein
Black Panther – Saga “La rabbia della pantera”. Disegni: Billy Graham. colori: Glynis Wein
Black Panther - Saga "La rabbia della pantera". Disegni: Billy Graham. colori: Glynis Wein
Black Panther – Saga “La rabbia della pantera”. Disegni: Billy Graham. colori: Glynis Wein

I disegni Billy Graham e l’originale impostazione delle tavole compensano il prepotente uso delle didascalie di McGregor. Indimenticabile l’uso dei titoli dei singoli episodi che si fondono graficamente con il paesaggio della vignetta. Un grande contributo alla diversità di questo fumetto rispetto agli altri fu dato dal contributo del colorista Glynis Wein, felice di sperimentare soluzioni cromatiche calde per ricreare l’ambientazione africana. Tramonti rosa, cieli rosso cupo, tante tonalità di verde, e l’onnipresente coloratissima luna definiscono le atmosfere del Wakanda.

Black Panther – Saga “La pantera contro il Klan”. Disegni: Billy Graham.

LA PANTERA CONTRO IL KLAN

In questa seconda saga, che purtroppo non potrà essere conclusa, Don McGregor si spinge più in là. L’ambientazione non è più in Africa, ma negli Stati Uniti e la Pantera dovrà scontrarsi niente meno che con il Ku Klux Klan. Razzismo, poliziotti violenti, un suicidio, un’impiccagione e ovviamente i cappucci bianchi del Klan. Una realtà che esiste veramente. Uno shock per i giovani lettori di allora, abituati a storie fantasiose e a nemici soprannaturali. Il clou della saga è l’indimenticabile crocifissione di Pantera Nera sul rogo, nelle sequenze altamente spettacolari di Billy Graham.

Black Panther - Saga "La pantera contro il Klan". Disegni: Billy Graham.
Black Panther – Saga “La pantera contro il Klan”. Disegni: Billy Graham.

Dopo l’uscita di scena di McGregor, l’albo fu preso in mano da un disinteressato Kirby che scioccamente ignorerà completamente tutto il lavoro del predecessore per inventarsi una storia mediocre, ma dai fantasiosi disegni.

Jack Kirby, nonostante la sua solita bravura, vanifica tutto il lavoro di scrittura di McGregor e torna a scrivere storie infantili per la Pantera Nera.
Jack Kirby, nonostante la sua solita bravura, vanifica tutto il lavoro di scrittura di McGregor e torna a scrivere storie infantili per la Pantera Nera.

Occorrerà aspettare il  1989 per il ritorno di McGregor con due nuove miniserie “Panther’s quest” disegnata da Gene Colan  e “Panther’s pray” disegnata da Dwayne Turner.

Panther’s quest” è la degna continuazione di “La rabbia della pantera” in cui il tormentato T’Challa torna in Wakanda alla ricerca della madre ritenuta erroneamente morta. Apartheid, squadroni della morte, militari bianchi assassini e stupri sono i forti temi della saga, magistralmente disegnata da Colan. Un fumetto molto notturno e violento.

Black Panther - Saga "Panther's quest". Disegni: Gene Colan.
Black Panther – Saga “Panther’s quest”. Disegni: Gene Colan.

Il nemico di Black Panther nella successiva mini saga “Panther’s quest” è apparentemente più convenzionale: un supercriminale alato che traffica in droga, ma il vero interesse della serie sono le sottotrame intimiste, caratterizzate dal tipico stile verboso di McGregor.

Nel 2016 il mito della pantera torna di moda grazie a un’acclamata saga firmata dal pluripremiato giornalista Ta-Nehisi Coates e dal bravo disegnatore Brian Stelfreeze. Il risultato, però, è solo una brutta copia di “La rabbia della pantera” condita con la fastidiosa necessità di tirare le fila di tutto il passato del supereroe all’interno dell’universo Marvel. Questo giustifica le sconvenienti apparizioni di Ororo (sua ex fidanzata) e degli X-Men e tutte le citazioni che rimandano a saghe ormai concluse come lo scontro col Dottor Destino o l’inondazione causata da Namor. Una saga puramente supereroistica dalle pretenziose ambizioni sociali e politiche.

Il bravo disegnatore Brian Stelfreeze crea un look super cool alla Pantera Nera in previsione del cinepanettone Marvel.

 

Annunci