La famiglia Mezil” è una divertente e geniale serie televisiva ungherese a cartoni animati degli anni ‘70 che ebbe un discreto successo anche all’estero. In Italia venne trasmessa agli inizi degli anni ‘80 sulla RAI. I Mezil sono una famiglia popolare ungherese composta da Sandor, un padre bonaccione e incapace, Paula, una madre apprensiva che rimpiange gli amanti che non ha sposato, Cristina,  una figlia adolescente alle prese con le ansie della sua età, e Aladar, il piccolo genio incompreso. Personaggi ricorrenti sono Maris, lo scontroso vicino di casa e il cane parlante di Aladar. A prima vista sembra di vedere gli antenati dei “Simpson”, ma i Mezil vivono in Ungheria, hanno pochi soldi, non possono permettersi il pesce né il parrucchiere, si arrangiano come possono, i vicini sono impiccioni  (ma, per vedere la TV, si va da loro), i locali sono squallide cantine dove si suona musica beat e si fuma qualche canna. La vita ai tempi del Patto di Varsavia non è certo brillante come per i loro simili statunitensi.

La famiglia Mezil” è divisa in tre stagioni di 13 puntate l’una.

Nella prima i Mezil, grazie a un esperimento scientifico di Aladar, entrano in contatto via radio, con un pronipote che vive nel XXX secolo. Sandor in ogni puntata approfitta della tecnologia futura per farsi riparare o regalare qualcheapparecchiatura fantascientifica che, regolarmente, gli procura più guai che benefici. Gli oggetti provenienti dal futuro vengono recapitati via posta luce rompendogli in ogni puntata la finestra. Bellissima la prima puntata in cui il papà si fa riparare il televisore direttamente dal futuro. Peccato che nelle istruzioni di montaggio inviate nel trentesimo secolo si sia poggiata una mosca. Il pronipote Er Zi Trem costruisce così un mostruosa mosca TV. Er Zi Trem generalmente è scocciato dalle continue richieste provenienti dal passato e insulta o prende in giro Sandor con gran divertimento del figlio.
La famiglia Mezil seconda stagione
Se la prima serie è basata, fondamentalmente, su divertenti sketch familiari, con l’aggiunta grottesca del rapporto conflittuale con il parente del XXX secolo, la seconda racconta i fantastici viaggi spaziali di Aladar su mondi lontani. Il bambino ha inventato un’astronave gonfiabile che tiene sotto al letto. Dopo la scuola, che mal sopporta, si mette in camicia da notte e si chiude nella sua stanza per evitare che i familiari si accorgano delle sue fughe in astronave insieme al suo fidato cane che ha acquistato la parola. Questa serie è meno divertente della prima, ma è assolutamente folle. I mondi che Adlar esplora sono pazzeschi: si passa dal mondo a due dimensioni, graficamente eccezionale, al divertente mondo alla rovescia, al pianeta rapido in cui la gente vive a velocità sorprendente tanto da invecchiare a vista d’occhio, al pianeta della musica i cui abitanti parlano solo in rima, al pianeta folle in cui vigono abitudini sciocche e surreali. Imperdibile per gli amanti della fantascienza bizzarra.
Nella terza stagione la famiglia Mezil, insieme all’antipatico vicino Maris, si reca in Australia su invito di un vecchio spasimante di Paula. Arrivati in Australia scoprono che l’amico è sparito ed è braccato dalla polizia. La ricerca dell’amico porterà alla famiglia una serie di noiose avventure intorno al mondo. Privata degli elementi fantascientifici che la contraddistinguevano quest’ultima serie è piuttosto brutta. Ricordo che da piccolo queste vicende, che vedevano la famiglia dormire sotto i ponti o imbarcarsi come clandestini su una nave, mi mettevano solamente tristezza. Una fine trascurabile per una serie particolarmente originale.
La radio con cui Aladar comunica con il futuro.
La serie fu ideata e disegnata dal geniale duo József Nepp (1934 – 2017) e Ternovszky Béla (1943), creatori di numerose serie di successo come le avventure di “Gusztáv”.