Paolo Preite è un cantautore romano, classe 1985 ed è meravigliosamente lontano dal trend musicale del momento caratterizzato da ritmi avulsi e contaminazioni elettroniche. Dritto per la sua strada tracciata da esperienze internazionali e guidata dalla sua visione Paolo canta la vita. Parla del vissuto e di speranze, attingendo a piene mani dai suoi musicisti preferiti.

Ogni sua canzone vede l’avvicendarsi di collaboratori internazionali, trasformando il disco in un grande “featuring”. Il cantautore romano, cresciuto ascoltando mostri sacri come Leonard Cohen, Roger Waters, Bruce Springsteen, Gregory Porter, Bob Dylan, Lucio Battisti, Queen, Who, Warren Zevon, Beatles e Stones, ne assorbe e ne rielabora lo stile, mescolandolo e adattandolo a se stesso. Il risultato è un disco piacevole, con molte sfumature di genere che rompono lo stereotipo del “localismo” tipico di una scena musicale chiusa, proiettando Preite in un “nowere” artistico dallo stile apolide.

AN EYE ON THE WOLRD” è un disco fresco e allegro, pur trattando temi introspettivi e di crescita personale, con una propensione alla positività e all’ottimismo di cui tanto abbiamo bisogno.
La stessa “NEVER ENDING WAR” pur trattando un tema serio e triste come la guerra e la morte, non riesce a rassegnarsi alla pessimismo.
C’E’ UNA PICCOLA DIFFERENZA” è l’unico brano completamente in lingua italiana e suona come una dichiarazione d’intenti dell’artista, una “presa di coscienza”.
Coerente che il pezzo successivo sia “DON’T STOP DREAMING” che, oltre ad avere il ritornello più allegro e liberatorio del disco, riassume nel titolo quello che può essere il senso dell’intero album.

Paolo Preite
Paolo Preite

AN EYE ON THE WORLD” è sicuramente il brano con più carattere: cambi veloci e diverse impostazioni strumentali, ma non solo, cantata parzialmente in italiano con un netto taglio di tempo spazia dal Funky alla Ballad con un testo importante e apertamente schierato:

Fame, fortune, poverty and guns
Vengeance, money, Climate change
Bombs, war, sickness and tears
Heaven, Hell, life and death
Devil, God, Allah and jihad
Christ, peace, Isis, Bullshit
Black, white, right and wrong
(Damned souls)

IN YOUR EYES” è la conclusione di un ragionamento, oltre che del disco, ed è una ballata lenta, efficace nel riassumere il viaggio interiore di quest’album, nel porre un punto ad un ragionamento che ci ha accompagnato per tutto l’ascolto.

Questo disco è  una fotografia di un momento particolare di Paolo Preite con un filo rosso che collega ogni brano. Quello che anni fa avremmo definito “concept album” ( formato caro a molti dei suoi ispiratori, uno su tutti Waters) ma che ora, stanchi di definizioni altisonanti, definiamo solo “spezzoni di storia”. Ecco, ritorna il discorso iniziale: Paolo Preite racconta la sua storia con un linguaggio allegro ma disilluso, straordinariamente maturo che, mi piace pensare, dipenda molto anche dalle contaminazioni musicali e dalle esperienze artistiche oltre che dal personale vissuto come uomo.

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