I Romito confezionano un ep dall’impatto davvero notevole e lo intitolano “Majorana”: complimenti per il titolo e complimenti per l’ep. I 5 brani convincono dal primo all’ultimo in una felice commistione di folk, esplosioni soniche e pathos. Tocca ammettere che, nonostante l’exploit di Liberato e il conseguente sdoganamento del vernacolo Napoletano anche al di fuori della Campania, l’ascoltatore medio possa trovarsi inizialmente disorientato in quelli che sono i confini di una lingua vera e propria, a tratti francamente incomprensibile, bisogna anche riconoscere però che è facile andare oltre e farsi rapire dalle melodie, dai ritmi e dall’ottima produzione: in parole povere si, è un ep in napoletano, ma basta un poco di zucchero e la pillola va giù! Ammettetelo: spesso non capite nemmeno i testi in inglese, ma non ve ne frega nulla, vedrete, vi basteranno due ascolti e vi ritroverete a canticchiare “Maddalè”, come cantavate “9 maggio”, quindi niente storie.
Il gruppo dice di voler mettere insieme Totò, Eduardo, Troisi, Lennon, Dylan, ma anche Chris Martin, Kanye West e Justin Vernon… mettiamola così: avrebbero potuto dire Maradona e Peter Gabriel o la pizza di Sorbillo e gli Arcade Fire e avremmo finito per accettare tutto, tanto il risultato finale coinvolge e si fa apprezzare. Pollice su per i Romito e per “Majorana” che chissà dov’è finito! Pollice su per le commistioni e per chi non ha paura di osare: attendiamo un esordio sulla lunga distanza, come si diceva una volta e chissà che non siamo di fronte a un nome in grado di imporsi sul panorama nazionale e, vista la popolarità di Napoli e del napoletano oltre gli italici confini, anche su palchi internazionali.
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Articolo di Nicola Bonardi
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