“Vi amo tutti, amici miei, così tanto, che sarei onorata di morire con voi.”

Nell’entroterra romagnolo la vita di tre ragazze adolescenti trascorre piuttosto monotona, noiosa per non dire squallida, fino a quando una donna del paese non si impicca a un noce della campagna, proprio nel cortile del vecchio capannone dove abita una delle tre protagoniste con il padre. Nonostante si tratti di un suicidio, il prete decide di celebrarle un funerale. Il funerale è clandestino, in un boschetto, e vi partecipano poche persone. Al termine, una retata della polizia porta all’arresto del prete e di un insegnante che era presente alla funzione. Le tre ragazze, invece, riescono a scappare per i campi.

Questo inizio fa capire il clima di piombo che incombe sul paese. Non è un caso isolato. Anzi viene dato per scontato che il governo controlli le persone, che la polizia sia sempre a caccia di dissidenti e che la scuola serva solo a inculcare negli studenti la visione e gli ideali della classe dominante.

Le tre ragazze conoscono bene le misure repressive del regime corporatista, ma in provincia, lontane dalle grandi città, riescono a condurre una vita più libera, anche se più povera e, comunque, senza grandi prospettive per il futuro. Alcol distillato in soffitta (l’ammazza bionde) e droghe fatte in casa (i cristalli) accompagnano i problemi sentimentali della loro età. Ai nostri demoni, che ci tengono compagnia, brindano insieme, nel capannone dove si incontrano spesso, di notte o dopo la scuola.

E proprio lì ritrovano casualmente una chiavetta USB malridotta, incrostata di ruggine, che le incuriosisce. Per vedere i file che contiene, devono riesumare pc preistorici, collegarli a vecchi cavi e a vecchie tastiere: una tecnologia vintage che però riescono a far funzionare. E lo sforzo non le deluderà, perché nella chiavetta c’è materiale davvero scottante: le “Epistole politiche Crypt_or_Die”, che parlano anche di una libreria nascosta, dove sono conservati molti dei libri messi all’indice dal regime, e gettano una luce inaspettata sula vita della donna che si è impiccata.

Elisa Emiliani
Elisa Emiliani

Fra corse in bicicletta dalla campagna alla città, impianti cyborg cigolanti e a buon mercato, innesti neurali che consentono di messaggiarsi col pensiero, smanettoni informatici dai capelli unticci che decrittano messaggi, fra realtà virtuali e vecchie case coloniche, smembrate e modernizzate, fra canzoni di Johnny Cash e musiche di Bach, il Gioco ha inizio. Sì, perché la ricerca dei libri viene vissuta inizialmente come un gioco di spie ed è divertente assistere alle vicende di questo improvvisato mucchietto di ribelli, a cui si sono aggiunti anche due ragazzi, e che a tratti ricordano i fumetti dello scalcagnato Gruppo TNT.

Ma più ci addentriamo nella loro ricerca, più la verità si fa inquietante e pericolosa, al punto che le ragazze si rendono conto che la loro vita è in pericolo. Se vengono scoperte non avranno possibilità di fuga. Ne vale la pena? Sì: è importante che tutti sappiano. E loro non hanno paura di morire. Del resto “che senso ha avere il libero arbitrio se poi decidiamo di non usarlo?”.
Ma quando le conseguenze delle nostre azioni ricadono su chi ci è più vicino, siamo disposti ad andare avanti? Potremo sopportarne il prezzo?
L’epilogo è straziante: ci affezioniamo troppo alle tre protagoniste perché il finale ci lasci illesi.

Al termine del romanzo consiglio vivamente di leggere anche i Ringraziamenti.
Grande iniziativa dell’editrice Zona 42 di proporre al pubblico il lavoro dell’esordiente Elisa Emiliani (laureatasi in Filosofia con una tesi su “Scorrete lacrime, disse il poliziotto” di Philip K. Dick).
Il libro ha in copertina una bellissima immagine scattata da Giorgio Raffaelli, fondatore con Marco Scarabelli della casa editrice che da cinque anni si è posta come obiettivo: “riportare la fantascienza nelle librerie italiane”.

 “Crediamo nelle qualità letterarie del genere, crediamo nella sua capacità di suscitare meraviglia ed emozione, riteniamo la fantascienza uno degli strumenti più utili a riflettere sulla contemporaneità, senza per questo rinunciare alla capacità d’intrattenimento insita al genere”.

Cenere
Elisa Emiliani
Editore: Zona 42
2019 – 272 p.
Giorgio Raffaelli e Marco Scarabelli fondatori della casa editrice ZONA 42
Marco Scarabelli e Giorgio Raffaelli e  fondatori della casa editrice ZONA 42
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