Sono venuto in trasmissione con il giubbotto di pelle nera perchè tra 20 minuti vado ad un concerto di rock duro: Metallica, Megadeth, Slayer e Anthrax e voglio godermelo fino in fondo“. Roberto Formigoni, La7, 9 luglio 2011

Un altro bel libro di Ceccamea! I suoi due romanzi “Silenzi vietati” e “Tombini in fuga”, ve ne ho parlato qui su B-sides magazine, sono tra le cose più belle e forti che ho letto negli ultimi tempi e nonostante questo ignorate dalla critica (ma non da me su questo Blog, ad esempio, o da Umberto Rossi su Pulp Libri).
Quando Francesco si occupa di Metal, però è sempre un piacere intenso per chi lo legge. “Shocking Metal. La storia del giornalismo metallaro in Italia” (Crac edizioni) è un bellissimo viaggio nelle pubblicazioni che hanno segnato la vita di molti appassionati di musica dura.

Forse, però, questa volta Ceccamea si è superato. L’idea di raccontare i concerti più importanti della storia del Metal in Italia è una grande idea. C’era bisogno di raccogliere le testimonianze di chi c’era. Perché come dice anche Gianni della Cioppa nell’introduzione, il metal, come del resto tutto il rock, è qualcosa che vive davvero solo in un concerto. Solo nella dimensione live questo genere esplode in tutta la sua fisicità e tutta la sua “sacralità”. Il concerto è un rito, non c’è alcun dubbio. La storia dei concerti metal in Italia è quindi anche una storia della religione metal, con tutte le sue contraddizioni, le sue lotte intestine, le sue eresie.

Ecco quindi che storici nomi del giornalismo come Francesco “Fuzz” Pascoletti, Heintz Zaccagnini, Luca Signorelli o il già citato Gianni della Cioppa (ma come dimenticare Titti Angeramo e Barbara Caserta?) oppure grandi appassionati come lo scrittore Paolo Di Orazio rievocano quelle giornate indimenticabili in cui si celebrò la storia della musica heavy in Italia. I nomi coinvolti nel progetto di Ceccamea sono moltissimi, ne ho citati solo alcuni, l’ampiezza delle testimonianze è davvero significativa. C’è chi si ricorda tutto, chi addirittura contesta dati assodati e confermati, chi ricorda che il gruppo suonò male, chi non riesce ancora a riprendersi dall’esaltazione dopo trent’anni. Ma, oltre all’esecuzione degli artisti, queste testimonianze sono anche, frammento per frammento, la storia di un’esperienza, quella del concerto, che inizia dal momento in cui si acquista il biglietto, continua nel viaggio per raggiungere la località del concerto, spesso un’avventura in sé, e si arricchisce dei dietro le quinte, anche se in questo caso il luogo di queste storie non è il retro del palco ma proprio tutto lo spazio che ci sta davanti!

Fatal report” è quindi anche un libro sulla memoria. Sul suo mistero, sulla sua bellezza, sulla sua fallacia. Su quanto, però, tutto il giudizio sulla nostra vita passata dipenda da essa, in mancanza di documenti, di tracce indelebili, di prove. È un libro appassionante per molti motivi: la varietà dei punti di vista, la forza dei ricordi ancora vivi, le istantanee dei momenti in cui qualcosa di leggendario, qualcosa che veniva dall’altro mondo, dopo anni di attesa, finalmente raggiungeva l’Italia, in qualche caso addirittura la nostra città.

La prima parte del libro, dedicata alle origini, parte da una sorta di “evento zero” ovvero il concerto dei Kiss a Castel S. Angelo nel 1980 con un gruppo di supporto che si mangiò gli headliner: gli Iron Maiden di Paul Di Anno. Passando per festival mitici come quello di Certaldo (Firenze) del 1983 che fu il primo in assoluto o famigerati come quello di Gazoldo degli Ippoliti (Mantova), dai Dokken che presero gli sputi dal pubblico nel 1986 a Roma e non fecero una piega ai Metallica di supporto ai Venom si arriva fino alla seconda parte del libro, gli anni ‘90 ricchissimi di band all’apice della loro carriera e della loro potenza e esemplificati in grandi capitoli come il Clash of the titans o il Monsters of rock. L’ultima parte, quella più vicina a noi, raccoglie le storie più recenti, quelle dal 2000 ad oggi.

Oltre ai testi, come bonus prezioso, questo libro contiene molte fotografie in bianco e nero di Paolo Bianco che ha colto con la sua macchina attimi irripetibili nei concerti più storici.

Ho trovato questo libro intenso, diretto, ma anche capace di ritrovare dettagli divertenti, particolari di un’epoca (Paninari vs Metallari in paninoteca!). Un libro quasi commovente per come riesce in molti passi a rievocare i dolci anni in cui era difficile anche solo venire a conoscenza di un concerto. Ma davvero lo faranno? Davvero vengono gli Exodus a Firenze?
I concerti sono il vero “metal” ma nello stesso tempo sono qualcosa che non si può più rivivere. Ci rimangono i dischi, i bootleg, ma soprattutto quei maledetti ricordi.
E, a sorreggerli e a renderli più forti, questo libro preziosissimo.

 

Fatal Report. I grandi concerti metal in Italia dai primi Iron Maiden al Big Four
A cura di Francesco Ceccamea (a cura di)
Prefazioni di Gianni Della Cioppa e Paolo Bianco
Crac edizioni,
€ 20- Pp. 305 – 2019

 

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