PALE FLOWER - Masahiro Shinoda (1964)
PALE FLOWER – Masahiro Shinoda (1964)

Pale flower” è un elegantissimo noir giapponese del 1964 diretto da Masahiro Shinoda ambientato nel mondo del gioco d’azzardo.

Muraki (Ryô Ikebe) è un sicario di una gang yakuza appena uscito di prigione. Il tempo ha cambiato le alleanze fra le gang rivali; i nemici sono cambiati e i vecchi rancori vanno rimossi. Una notte incontra una giovane donna di nome Saeko (la bravissima Mariko Kaga) in una bisca clandestina. La ragazza punta sempre grandi quantità di denaro. A volte vince, altre perde, ma il suo vero interesse è il pericolo. Saeko è in cerca affannosa di emozioni sempre più forti che la distolgano dal torpore della sua vita. Muraki la fa entrare in un giro di scommesse molto più esclusivo, ma per Saeko non è mai abbastanza. Intanto Il sicario accetta un nuovo incarico che lo porterà sicuramente in prigione una seconda volta: uccidere il capo della gang rivale. Muraki accetta, ma con un secondo fine: fare colpo su Saeko mostrandole un assassino e allo stesso tempo distoglierla da un suo nuovo crescente interesse: l’eroina.

PALE FLOWER - Masahiro Shinoda (1964)
PALE FLOWER – Masahiro Shinoda (1964)

Il film è molto moderno per aver 55 anni. Masahiro Shinoda gira questo notturno film in un raffinato bianco e nero molto contrastato tanto da sembrare un fumetto di “Sin city” grazie all’eccellente fotografia di Masao Kosugi. Il nero avvolge i personaggi e li fagocita (come nell’ultima scena in cui Muraki entra in prigione), mentre il bianco è il fumo delle sigarette eternamente accese o sono le stilose carte da gioco.

PALE FLOWER - Masahiro Shinoda (1964)
PALE FLOWER – Masahiro Shinoda (1964)

I capi della Yakuza sono vecchi un po’ridicoli, dai modi grossolani, lontanissimi dagli stereotipi violenti e cool a cui siamo abituati. Al contrario Muraki è un serio e raffinato sicario disperato nella sua solitudine, diviso fra il rispetto per il cartello a cui appartiene e l’attrazione per Saeko. Una passione che è meglio non concretizzare. L’unico gesto d’amore possibile è un sacrificio per salvarla dall’ambiente degradato e criminale in cui sta invischiando.

Poche inquadrature e brevi espressioni di Ryô Ikebe  descrivono perfettamente l’altro sicario e rivale in amore di Muraki. Un personaggio viscido e spietato che introduce Saeko all’eroina.

Straziante l’assassino finale del boss rivale di fronte agli occhi di Saeko sulle note di “Dido’s Lament” (dall’opera “Dido and Aeneas” del compositore barocco Henry Purcell). Una scena che sicuramente ispirerà tanti grandi registi.

Pale flower - dream sequence
Pale flower – dream sequence
Pale flower - dream sequence
Pale flower – dream sequence

Thy hand, Belinda… darkness shades me;
on thy bosom let me rest;
more I would, but Death invades me:
death is now a welcome guest!

When I am laid, am laid in earth, may my wrongs create
no trouble, no trouble in thy breast;
remember me, remember me, but ah! forget my fate.
Remember me, but ah! forget my fate.

Dido’s Lament” (1678) Henry Purcell

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