Scrivere in italiano i libri degli altri + L’invenzione editoriale. Storie di libri latenti, resuscitati, traditi

Da quarant’anni la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori si dedica a conservare e valorizzare la memoria del lavoro editoriale italiano e dei suoi principali protagonisti, a cominciare proprio dalle storie personali e professionali dei due editori e delle case editrici da loro fondate, Mondadori e il Saggiatore. Tra le innumerevoli iniziative realizzate negli anni (il Master in Editoria, organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e Aie, i progetti per le scuole, la partecipazione all’Associazione BookCity Milano e la promozione della cultura italiana nel mondo grazie a progetti integrati come “Copy in Italy” e “Milan, a place to read”, numerose mostre e convegni) nel 2015 è nato il Laboratorio Formentini per l’editoria, con sede nel cuore di Brera.

Il Laboratorio Formentini ospita scuole di scrittura creativa e editing, corsi e seminari per interpreti e traduttori, masterclass per illustratori, mostre e incontri pubblici su tutta la filiera del libro, dalle nuove forme di diritto digitale ai dibattiti intorno allo stato della lingua italiana, dai grandi traduttori di ieri e di oggi ai maestri dell’illustrazione globale.

Dal 2018 il Laboratorio pubblica anche dei piccoli ma preziosissimi libri che hanno fermato su carta i cicli di conferenze tenute presso la sua sede.
Sto parlando “L’invenzione editoriale. Storie di libri latenti, resuscitati, traditi“, del 2018 e “Scrivere in italiano i libri degli altri“, del 2019.
Sono tutti e due libri che aprono gli occhi sulle storie che stanno dietro ai libri.

Il primo, “L’invenzione editoriale“, contiene i testi di otto conferenze tenute tra il 2016 e il 2017 nell’ambito del ciclo ominimo. Ecco allora che i curatori Mariarosa Bricchi, Giorgio Pinotti Raffaella Poletti e Domenico Scarpa ci raccontano le storie di libri che potevano non nascere, fosse stato solo per gli autori. È sostanzialmente una raccolta di vicende editoriali in cui tra l’autore e il pubblico si evidenzia con maggior forza il ruolo fondamentale di intermediario che ricopre l’editor o curatore che dir si voglia. Il curatore dà forma ai “libri latenti”, è colui che realizza l’invenzione editoriale. È come dice Scarpa, uno studioso, un ricercatore, un professionista dell’editoria che sa creare, concepire, costruire un libro per i lettori che poi lo acquisteranno e lo ameranno. Una visione questa che va molto oltre un’immagine dell’editor superficiale che spesso hanno alcuni lettori. Lungi dall’essere un fastidioso “sforbiciatore” di libri l’editor è spesso all’origine di libri “che non avrebbero potuto esistere”. Pensiamo solamente a “La cognizione del dolore, uno dei più grandi capolavori del secondo novecento italiano che si pubblicò, benchè incompleto, soprattutto grazie alla volontà ed il lavoro dell’editor Gian Carlo Roscioni.

Il secondo, “Scrivere in italiano i libri degli altri“, curato da Franca Cavagnoli (autrice di un testo ormai classico come “La voce del testo. L’arte e il mestiere di tradurre), raccoglie i discorsi che hanno tenuto i vincitori del premio di traduzione Babel-Laboratorio Formentini negli anni dal 2014 al 2018. Si tratta quindi del racconto, dalla voce degli stessi traduttori, delle diverse esperienze di lavoro, di quel tipo di “scrittura dei libri degli altri” che è in realtà la traduzione. Versare nella propria lingua madre un testo letterario solleva, oltre alle questioni tecniche, anche una questione etica fondamentale, come sottolinea la curatrice: “accogliere l’Altro e dargli ospitalità nella propria lingua e nella propria cultura senza che queste neghino l’altrui riducendolo al proprio”. Tutti gli interventi aprono una porta sul mestiere, si può dire sconosciuto al pubblico, di traduttore. I relatori sono i seguenti: Camilla Diez, premiata per “I tre moschettieri di Dumas (Donzelli), Luca Salvatore per Amori giallidi Tristan Corbiére (Arcipelago edizioni), Marta Silvetti per “La bambola di Kokoschka di Alfonso Cruz (La Nuova Frontiera), Stella Sacchini per “Jane Eyre (Feltrinelli), Elisa Tramontin per “Lascia fare a me di Mario Levrero (La Nuova Frontiera) e Moshe Kahn per la traduzione in tedesco di “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo (S. Fischer), unica versione in un’altra lingua del capolavoro italiano.

I volumi sono acquistabili tramite la Fondazione Mondadori scrivendo a info@fondazionemondadori.it

Scrivere in italiano i libri degli altri
Franca Cavagnoli
Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori,
2019 – pp. 112 – € 12

L’invenzione editoriale. Storie di libri latenti, resuscitati, traditi,
Mariarosa Bricchi, Giorgio Pinotti Raffaella Poletti, Domenico Scarpa, 
Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori,
2018 – pp. 96 – € 12