1. “Rachele vide che non poteva partorire figli a Giacobbe. Allora Rachele diventò gelosa della sorella e disse a Giacobbe: “Dammi dei figli, se no muoio!”. 2. Giacobbe si irritò contro Rachele e disse: “Son forse io al posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del ventre?”. 3. Allora disse: “Ecco la mia serva Bilha; entra da lei, così ch’ella partorisca sulle mie ginocchia e io pure avrò figli per mezzo di lei”. 4. Così gli diede come moglie la propria schiava Bilha e Giacobbe si accostò a lei. 5. Bilha concepì e partorì a Giacobbe un figlio.”

Genesi 30

In un futuro prossimo o alternativo l’inquinamento e altri fattori catastrofici non ben definiti hanno reso sterile la maggior parte della popolazione nord americana. Per sopperire alla drastica diminuzione delle nascite la Repubblica di Galaad, fondata dopo un sanguinoso colpo di stato negli Stati Uniti da parte di unorganizzato gruppo fondamentalista, questa pagina biblica è applicata alla lettera. Galaad è un nuovo stato governato da un rivoluzionario sistema cattolico militare di razza. La sua popolazione è divisa in classi sociali ben precise divise a seconda del sesso: i Comandanti vestono di nero e governano lo Stato; gli Angeli appartengono i militari e le altre classi degne di considerazione; la polizia onnipresente e repressiva è denominata gli Occhi; i Custodi sono autisti tuttofare al servizio dei Comandanti; tutti gli altri sono uomini adibiti a lavori umili.

La nuova struttura sociale relega la donna a poco più che una nullità. Le classi femminili: le Mogli dei Comandanti vestono di blu e godono del loro potere riflesso, ma sono relegate alla cura della casa; le Marte vestono di verde e sono le donne di servizio nelle case dei Comandanti; le Economogli vestono di stracci e sono mogli degli uomini comuni; le NonDonne sono donne inutili che non possono procreare o che per punizione sono spedite nelle colonie a smaltire rifiuti tossici; infine le Ancelle e le Zie. Le Ancelle vestono di rosso e portano un copricapo bianco che nasconda il loro viso. Sono donne fertili che hanno l’obbligo di partorire i figli delle famiglie dei Comandanti che non possono averne. Considerate metà prostitute e metà sante sono sottoposte a una brutale rieducazione da parte delle sadiche Zie. Queste ultime vestono di marrone e hanno il compito di educarle al loro nuovo cruciale ruolo. Avere un figlio per una famiglia di Comandanti è, infatti, un fattore di prestigio. Un’Ancella che non riesce a partorire o la morte di una di loro è un’onta terribile. Le Ancelle portano il nome della famiglia che le ospita preceduto dalla preposizione di possesso “Di” – “Of” in inglese (Difred – Offred) e devono essere presenze invisibili della casa, nessun Comandante deve legarsi a loro. Durante la celebrazione della Cerimonia le Ancelle devono avere un rapporto sessuale con i Comandanti mentre stanno sdraiate sulle ginocchia delle loro mogli. Un rito freddo e meccanico in cui non deve trapelare la minima passione.

Questo è il futuro distopico raccontato da Margaret Atwood nel suo libro “Il racconto dell’ancella” (1985). Un libro sconvolgente che fece parlare molto di sé e raccolse numerosi premi, tornato recentemente di moda grazie alla serie TV “The Handmaid’s Tale” (2017), interpretata da una bravissima Elisabeth Moss.

La serie è molto fedele al romanzo. Poche le modifiche, che riguardano più che altro alcuni flashback, necessari per inquadrare meglio gli accadimenti storici, e qualche dettaglio, come l’età del Comandante che ospita la protagonista June. Nel libro le famiglie dei Comandati sono solitamente molto vecchie. La loro ossessione per la natalità è più ideologica che teologica. Nella serie TV il Comandante è un uomo piacente con una moglie bellissima, resi entrambi sterili dalla radioattività, e la figura di Serena Joy (la moglie del Comandante) ha caratteristiche e un passato un po’ diverso rispetto al romanzo originale.

Libro e serie sono fra le più originali e sconcertanti distopie mai lette e viste.

Margaret Atwood afferma di non essersi inventata nulla per “Il racconto dell’ancella”, ma di essersi ispirata a vicende storiche avvenute in passato e a fatti più recenti realmente accaduti. Guardando un’altra serie TV tratta da un suo libro, “Alias Grace – L’altra Grace” (1996), effettivamente si fa conoscenza della capostipite di un’Ancella: Grace Marks, domestica irlandese di umili origini, immigrata in Canada con la numerosa famiglia in cerca di fortuna. Nel 1843 Grace fu arrestata per l’omicidio di Thomas Kinnear, il padrone della casa dove lavorava, e della sua domestica/amante Nancy Montgomery, ritrovata in cantina fatta a pezzi. Lo stalliere complice di Grace fu impiccato, mentre la ragazza, ancora sedicenne, fu condannata all’ergastolo. L’efferato delitto si rifà un episodio di cronaca realmente accaduto che fece molto scalpore e divise l’opinione pubblica fra chi considerava Grace innocente e chi colpevole. Grace fu liberata dopo trent’anni di torture e stupri avvenuti in manicomio e in carcere. La realtà in cui Grace vive è dominata da uomini incuranti delle conseguenze delle loro azioni poiché godono della totale impunità e in cui la vita di una donna è assoggettata ai loro desideri e alle loro necessità.

Nel 2019 Margaret Atwood scrive “I testamenti” il seguito del fortunato romanzo “Il racconto dell’ancella”. Un libro inferiore al precedente, ma molto avvincente grazie al racconto incrociato di tre personaggi: una Zia, una bambina educata nella scuola di Galaad e una ragazza dal passato segreto che vive in Canada. L’espediente narrativo è lo stesso del precedente: il ritrovamento di cassette e manoscritti su cui sono registrate le memorie delle protagoniste. La Zia è nientemeno che Zia Lydia, la prima delle Zie che racconta la sua ascesa al potere. La bambina cresciuta dalle “Zie” per diventare una “Moglie” appena raggiunti i 13 anni, racconta la sua infanzia: l’educazione da “Moglie” e l’inaspettato futuro da “Zia”. Ma chi è veramente l’anonima ragazzina, la cui vita cambierà repentinamente dopo un attentato? Le tre vicende si incrociano in modo poco realistico e l’aspetto spionistico della seconda parte del libro è un po’troppo semplicistico, ma nel complesso la trama è un buon espediente per approfondire alcuni aspetti della società galaadiana come la scuola per “Mogli”, in cui è proibito leggere e scrivere, e il ruolo delle Zie, dedite a combinare proficui matrimoni fra le loro studentesse bambine e i Comandanti.

Una scena del film del 1990 tratto da “Il racconto dell’ancella