Dal 30 novembre al 7 gennaio a Bologna, in via delle Donzelle 2, c’è una mostra che nessun amante del fumetto dovrebbe perdere. Sto parlando della più grande mostra mai realizzata delle opere originali di colui che per alcuni è il più grande fumettista della sua generazione: Alberto Breccia.

Comma22-Alberto Breccia-Incubi
Alberto Breccia-Incubi (Comma22)

La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna con il sostegno del Comune di Bologna – Istituzione Biblioteche, ha organizzato un’esposizione di 150 opere che spaziano in tutta la lunga carriera del maestro, dagli esordi fino ad alcuni progetti inediti. Il curatore, Daniele Brolli, è una garanzia di competenza e passione per la grande opera di Breccia; ricordiamo infatti che Brolli ha contribuito a mantenere l’artista presente nei cataloghi editoriali con le riedizioni di grande qualità dei suoi capolavori editi da Comma 22.

Lucca, 16 novembre 1984, Hôtel Universo. © Marcello Pencorini
Lucca, 16 novembre 1984, Hôtel Universo. © Marcello Pencorini

Nato nel 1919 a Montevideo in Uruguay, ma subito trasferitosi a Buenos Aires, Breccia ha saputo creare negli anni cinquanta, insieme a Pratt e Oesterheld, un ponte tra il fumetto popolare e quello d’autore. Irrequieto nella vita come nella ricerca stilistica, ha saputo guardare, con le sue storie e i suoi disegni, dentro gli abissi umani, che fossero privati o collettivi, psicologici o politici. La sua continua sperimentazione tecnica è andata di pari passo con una capacità di mantenersi leggibile, creando equilibri mai ripetuti tra potenza e ricchezza espressiva e immediatezza del risultato artistico e narrativo. Tra le sue opere più importanti (molte delle quali in mostra a Bologna) ricordiamo “Sherlock Time, “Perramus (con la sceneggiatura di Juan Sasturain), “Mort Cinder, “Rapporto sui ciechi,Un certo Danerie i molti racconti brevi adattati dalla grande letteratura come quelli indimenticabili da Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft. In concomitanza con la mostra Comma 22 ha pubblicato anche un nuovo volume brecciano, dai colori straordinari che solo il nostro sapeva creare, intitolato “Chi ha paura delle fiabe?” e sceneggiato da un grande ed indimenticato narratore: Carlos Trillo.

Oltre ad invitare tutti a vedere questa mostra davvero storica, vorrei segnalare la bellezza e la ricchezza del catalogo che in un formato cm 21 x 30 e 112 pagine presenta alcuni testi efficaci e acuti di Daniele Brolli (che cura il volume) Vittorio Giacopini, José Muñoz, Norberto Buscaglia, Laura Caraballo, Latino Imparato e alcune preziose interviste a Breccia di difficile reperimento o tradotte per la prima volta.

 Milano, 6-12-1988, galleria Agrifoglio : Alberto Breccia, Guido Crepax, Sergio Bonelli
Milano, 6-12-1988, galleria Agrifoglio : Alberto Breccia, Guido Crepax, Sergio Bonelli

Inoltre, elemento che impreziosisce il catalogo, nel volume sono inclusi materiali inediti e rari presenti in mostra, come le illustrazioni per l’opera di Umberto EcoIl nome della rosa”, o per i racconti di Jorge Luis Borges, oltre a moltissime tavole, illustrazioni, copertine, fotografie e disegni dal taccuino di Breccia.

Nel centenario della nascita di Alberto Breccia non si poteva immaginare un festeggiamento migliore.

 

Alberto Breccia. Il signore delle immagini
Daniele Brolli (cur.)
Comma 22,
pp. 112, € 18, 2019

 Albertto Breccia - Mort Cinder