Per essere quel che è il Dottor Manhattan ha fatto ben poco per questo mondo”.

Le trasposizioni dei fumetti di Alan Moore sono sempre rischiose. Le opere dell’autore inglese sono troppo stratificate e complesse per prestarsi facilmente a riduzioni cinematografiche o seguire le necessarie regole di spettacolarizzazione televisive. Il carattere intransigente di Alan Moore non semplifica certo le cose e, infatti, anche questa volta, non ha preso bene l’idea di una miniserie ispirata al suo fumetto di maggiore successo: “Watchmen”. La polemica è stata molto aspra questa volta tanto da far rimuovere il suo nome dai credits.

La versione cinematografica del 2009 diretta da Zack Snyder in fondo era bella. Le semplificazioni narrative funzionavano molto bene, nonostante i malumori di Moore.

Watchmen (2019) - la serie
Watchmen (2019) – la serie

La miniserie del 2019 creata da Damon Lindelof ha l’intelligenza di non esserne un remake, ma un sequel ambientato circa 40 anni dopo i fatti del fumetto. I numerosi personaggi che entrano puntata dopo puntata nella narrazione frammentaria della miniserie sono quasi tutti originali tranne il dottor Manhattan e Adrian Veidt (interpretato benissimo da un divertito Jeremy Irons). E le parti migliori della serie ruotano proprio intorno a loro. Veidt è un vecchio rancoroso il cui merito per aver salvato (secondo lui) l’umanità non può essere svelato. Robert Redford è stato eletto presidente come architettato da lui 40 anni prima, ma il presidente lo snobba e si prende ogni merito. Deluso e solo l’ex uomo più intelligente del mondo vive in esilio in un castello attorniato da servitori tutti uguali fra loro su cui sfoga gli istinti più sadici ed estrosi (spoiler: sconcertante la recita teatrale in cui brucia vivo uno di loro o le lettere scritte con i loro cadaveri).

Il dottor Manhattan è protagonista della più bella puntata della serie: “A god enter in a bar”. L’idea alla base della puntata copia il geniale episodio del fumetto che svela la nascita del Dr. Manhattan usando piani temporali diversi. L’episodio usa l’identico espediente per svelare dei passaggi fondamentali della miniserie, usando flashback e flashforward con grande abilità.

Watchmen (2019) - la serie
Watchmen (2019) – la serie

Anche la puntata “Little Fear of Lightning” non è niente male. Il prologo è ambientato esattamente all’ora zero del fumetto e racconta il passato e il presente dell’Uomo Specchio, un’imitazione di Rorschach, ma anche in questo caso, fra riferimenti a Moore e qualche nuova idea, la puntata appassiona.

Tante idee buone non bastano a reggere una sceneggiatura ricca di combattimenti e sparatorie basata sul solito complotto apocalittico posticcio e inutilmente complicato che zizaga compiaciuto su vari piani temporali fra Ku Klux Klan, Vietnam, funzionari corrotti, suprematisti bianchi, politici avidi, scienziati pazzi e palesi denunce a comportamenti trumpiani . Gli eccessivi dettagli che ammiccano o stravolgono il fumetto irritano più che eccitare i fan della saga di Moore.

Watchmen” è un prodotto confezionato benissimo, molto stiloso grazie anche a una colonna sonora azzeccata firmata dal rodato duo Trent Reznor e Atticus Ross, ma lo spirito della miniserie è troppo grezzamente statunitense. Questo la rende un frullato nel complesso indigesto.