Riuscite ad immaginare un mix dei film storici di Akira Kurosawa, il leggendario spadaccino Miyamoto Musahi, Lone Wolf and Cub di Kazuo Koike e Gōseki Kojima (manga del 1970 e poi vari film e serie TV), la saga cinematografica di Zatoichi, Groo the Wanderer di Sergio Aragonés e la Disney dei grandi autori tutti insieme mescolati con una sapiente riscrittura del classico genere a fumetti dei funny animals (gli animali antropomorfi)? Bene, aggiungetevi un’ambientazione storica perfettamente ricostruita ma mai stucchevole e forse avrete un’idea di cos’è Usagi Yojimbo.

Pubblicato a partire dal 1984 negli anni d’oro del fumetto indipendente americano in bianco e nero (stesso anno delle Teenage Mutant Ninja Turtles di Kevin Eastman e Peter Laird) oggi ha raggiunto quasi duecentocinquanta albi, interamente scritti e disegnati da Stan Sakai, autore nato a Kyoto ma cresciuto negli U.S.A.

Fino a qualche anno fa Usagi era una chimera per i lettori italiani. Ne erano usciti alcuni volumetti pubblicati da Alessandro Bottero ma purtroppo la pubblicazione si fermò dopo qualche tempo. Poi, finalmente, nel 2014 è arrivata Renoir Comics a pubblicare tutta la saga del coniglio ronin (ovvero samurai senza padrone) e per chi lo aveva amato come me è stata una festa. L’edizione Renoir è davvero di grande qualità e riprende quella Dark Horse nata per festeggiare il trentennale della serie. I volumi italiani al momento sono sette mentre in U.S.A. sono già dieci più una raccolta di storie fuori serie come Space Usagi.

Space Usagi
Space Usagi

Per chi volesse entrare nell’emozionante, comico ma anche drammatico 1600 giapponese del mondo di Usagi (io ve lo consiglio caldamente) in questi giorni ci sono due alternative ai più lussuosi libri dell’edizione integrale. Sono usciti infatti due volumi leggibili a sè stanti, come al solito splendidamente curati dalla Dark Horse, che pubblica Usagi da 25 anni e ottimamente tradotti e adattati da Renoir. Il primo è Usagi Yojimbo – Kirishitan che raccoglie l’ultimissima storia pubblicata da Sakai quest’anno. Il secondo è Usagi Yojimbo – Teenage Mutant Ninja Turtles. La collezione completa che raccoglie, per la gioia dei fan, tutte le storie in cui il coniglio ha fatto squadra con le tartarughe. Se quest’utlimo, anche per l’influenza delle quattro turtles newyorkesi è più leggero e scanzonato, ma sempre piacevole e fresco, Kirishitan mostra le corde più drammatiche della serie. Si tratta infatti di un vero e prorio solidissimo giallo storico (con venature hard boiled) dal bel ritmo, sorretto da dialoghi e azione come al solito di grande eleganza. In questa storia Usagi recita un ruolo di attore non protagonista, lasciando la ribalta ad un bellissimo personaggio, l’Ispettore Ishida. Anche in questo volume è chiaro come la maestria di Sakai sia capace di narrare con fluidità, senza una vignetta di troppo, momenti comici come di scene di duelli, piccoli attimi di tenerezza come dimostrazioni di coraggio e di integrità morale. Mi verrebbe da dire che Stan Sakai è una sorta di John Ford americano-giapponese… L’equlibrio narrativo ha un corrispettivo nella sobrietà dinamica della tavola di Sakai, che ormai è un maestro di sintesi e di essenzialità. Il suo tratto preciso e guizzante, insieme alla sua regia sapiente lo rende uno dei narratori classici più importanti di oggi, capace di spaziare nella sua serie dal fantasy all’avventura, dal romanzo storico alla detective story.

Usagi Yojimbo – Teenage Mutant Ninja Turtles. La collezione completa

Usagi Yojimbo – Kirishitan
Stan Sakai,
Edizioni ReNoir
pp. 200 – € 19,90 – 2019