Via col vento. Tre parole che evocano un vero e proprio mito.

Gone with the wind esce al cinema in U.S.A. nel dicembre del 1939 dopo una storia produttiva complessa e diventata leggendaria che coinvolse molti registi e sceneggiatori, prima che il film uscisse directed by Victor Fleming. Una lavorazione talmente travagliata da mettere in crisi la stessa politica degli autori: Via col vento fu in ultima istanza un film di David O. Selznick, il produttore. Il massimo successo della MGM e del cinema in assoluto. Tenendo conto della svalutazione, gli incassi strabilianti di questo intramontabile film lo collocano ancora nella prima posizione davanti ad Avatar, Titanic e Guerre Stellari. Anche in Italia il film ebbe un successo strepitoso fin dalla prima distribuzione nel 1949, ben dieci anni dopo l’uscita in America e, come si faceva in quell’epoca per i grandi successi, venne riedito al cinema altre sei volte fino al 1977, con un nuovo doppiaggio che eliminava l’offensiva parlata dozzinale dei neri. Il “sì badrona”, però non scomparse del tutto, dato che la prima versione ebbe ancora molta diffusione in TV e homevideo.

Ci sono molti motivi per questo straordinario successo popolare: Vivien Leigh, Clark Gable, Olivia De Havilland, i temi di Max Steiner (che scrisse anche musica anche per l’ouverture, l’intervallo e l’uscita del pubblico dalla sala), la pionieristica fotografia a colori, l’epica e la forza della sceneggiatura, un miracoloso equilibrio produttivo e molto altro. Ma è chiaro che all’origine di questo monumento ancora oggi capace di commuovere ed esaltare le platee di tutto il mondo dopo 81 anni c’è il romanzo di Margaret Mitchell. Uscito il 30 giugno del 1936, anch’esso di enorme successo, talmente abbagliante da spingere l’autrice a non scrivere più. La Mitchell fu quindi autrice di un solo libro, ma che libro! Vincitore del National Book Award e del Premio Pulitzer, il libro uscì in Italia per Mondadori già nel 1937.

La storia di Scarlett che da ragazza viziata del sud diventa adulta attraverso la violenza della guerra e mille avversità è ancora oggi avvincente grazie ad un ritmo e ad un intreccio molto ben calibrato. E all’originalità di una protagonista indimenticabile. Ora, dopo 83 anni, questo amatissimo libro torna in libreria edito da Neri Pozza in una nuova ed integrale traduzione ad opera di Anna Maria Biavasco e Valentina Guani. Data l’importanza dell’evento editoriale e i problemi che la traduzione di questo romanzo pone ho voluto intervistare le traduttrici per capire meglio il lavoro che hanno fatto e le scelte prese nella loro versione.

Margaret Mitchell 1938
Margaret Mitchell 1938

Anna Maria Biavasco e Valentina Guani hanno tradotto quasi duecento libri di autori come Dan Brown, Patricia Cornwell, Joyce Carol Oates, James Lee Burke, Richard North Patterson, James Patterson e Don Winslow.

B-SIDES: Quali sono le ragioni di una nuova traduzione di Via col vento?

Anna Maria Biavasco e Valentina Guani: Neri Pozza ha deciso di riproporre Via col vento in una nuova traduzione perché, a distanza di tanti anni, il romanzo aveva bisogno di cambiare voce. Come dice il collega Daniele Petruccioli, i libri sono come brani musicali di cui gli appassionati apprezzano anche interpretazioni diverse.

B-SIDES: 83 anni. Un lunghissimo tempo ci separa dalla prima traduzione di Via col vento. Nel frattempo è cambiata l’Italia e la sua cultura, insieme alla sua lingua. Quali sono le differenze principali tra l’approccio dei primi traduttori, ovvero Ada Salvatore ed Enrico Piceni, ed il vostro?

Via col ventoAnna Maria Biavasco e Valentina Guani: Prima di tutto l’edizione 2020 è integrale, mentre i colleghi Salvatore e Piceni ebbero da Mondadori licenza di tagliare e sfrondarono la prosa a volte ridondante di Margaret Mitchell. Senza intenti censori, ma per motivi di fretta ed esigenze di risparmio.

In secondo luogo, abbiamo lasciato in originale i nomi di personaggi e istituzioni e i toponimi, e non ci siamo fatte scrupolo a usare termini stranieri ormai in uso in italiano. La Via dell’Albero di Pesco è tornata a essere Peachtree Street, e Geraldo – padre di Scarlett (Rossella), Suellen (Sùsele) e Carreen (Carolene) – è di nuovo Gerald.

B-SIDES: Oltre all’Italia dal 1936 è cambiata moltissimo anche la cultura americana. Come viene visto oggi il romanzo in U.S.A.? La famigerata N-word (nigger, ovvero negro in senso dispregiativo) passa inosservata?

Anna Maria Biavasco e Valentina Guani: Sì, la cultura negli Stati Uniti è molto cambiata. La N-word  è diventata assolutamente impronunciabile e qualche anno fa c’è stata addirittura una nuova edizione di Huckleberry Finn  di Mark Twain in cui nigger è stato sostituito con slave.  Non ci risulta che nulla di simile sia stato fatto con Gone with the Wind.

B-SIDES: Una delle questioni più spinose della traduzione è legata al contenuto razzista di molti dialoghi del romanzo. Un po’ di numeri: alle 104 occorrenze della parola nigger corrispondono solo 50 negr* nella vostra (contro i 467 della versione del 1937 che traduceva con questa parola anche i termini darky e blacks). Questa scelta è motivata dall’intenzione di mitigare il testo originale? Gli altri nigger come vengono resi?

Anna Maria Biavasco e Valentina Guani: Mitigare il testo originale no, perché riteniamo che il compito del traduttore sia rendere accessibile al lettore italiano un testo che faccia lo stesso effetto percepito dal lettore originale. “Dire quasi la stessa cosa”, come insegna Umberto Eco. Ma per la parola nigger, che da allora è diventata esplosiva, abbiamo scelto di ridurre il numero di occorrenze e di usare spesso la parola schiavo che è meno offensiva, ma rende altrettanto bene la disparità fra le caste in cui era divisa la società del Sud degli Stati Uniti, basata sullo schiavismo. I rapporti di forza nel romanzo sono quelli di una società schiavista e si riflettono per esempio nell’uso del tu e del voi, che abbiamo in parte rovesciato rispetto alla traduzione del 1937.

B-SIDES: Come avete impostato il lavoro? Avete tradotto come se il romanzo fosse inedito o lavorato tenendo d’occhio riga per riga la traduzione precedente?

Anna Maria Biavasco e Valentina Guani: Impossibile tradurlo come se fosse inedito, perché Via col vento è un mito, tanti conoscono il romanzo, tantissimi hanno visto il film e alcune battute sono diventate proverbiali. Rhett dice “Francamente, me ne infischio” solo nel film. Nel libro dice una frase leggermente diversa. Ci siamo chieste se essere filologicamente corrette o no e, d’accordo con la casa editrice, abbiamo deciso di riproporre la battuta hollywoodiana.

B-SIDES: Personalmente ho molto apprezzato la breve nota alla traduzione premessa al libro. Credo che sia giusto ed anche piacevole che chi ha tradotto un libro spieghi al lettore le motivazioni delle scelte che ha preso. Soprattutto quando ci sono alcune questioni spinose. A proposito di traduzioni, cosa ne pensate della querelle recente riguardante la nuova traduzione del Signore degli Anelli?

Anna Maria Biavasco e Valentina Guani: Sono due casi totalmente diversi. L’unico aspetto che forse li accomuna è una sorta di “fastidio nostalgico” da parte degli appassionati per il cambiamento dei nomi, ma nel caso del Signore degli anelli i nomi sono tradotti sia nella prima che nella seconda versione, con connotazioni diverse.

Con riferimento alla vicenda, ci dispiace che ci sia uno scontro così aspro fra rappresentanti di una professione spesso bistrattata. Al di là del fatto che abbiamo cambiato molto, ci piace sottolineare che la traduzione di Ada Salvatore ed Enrico Piceni era ricca di spunti interessanti e molto ben fatta.

B-SIDES: Un vostro giudizio sullo stile di Margaret Mitchell.

Anna Maria Biavasco e Valentina Guani: Margaret Mitchell è una scrittrice di solido mestiere – faceva la giornalista – e se, a distanza di tanto tempo, le descrizioni a volte risultano un po’ pesanti, i dialoghi restano straordinari nella loro immediatezza e ironia. Non a caso il film li ripropone quasi testualmente.

B-SIDES: Qual è il romanzo su cui avete lavorato che vi ha dato più piacere tradurre e di cui siete più orgogliose?

Anna Maria Biavasco e Valentina Guani: In questo momento non possiamo che rispondere Via col vento. Ci siamo divertite a tradurlo e siamo orgogliose di offrire visibilità a un lavoro spesso svilito. Tanti pensano che la traduzione sia soltanto trasposizione di lemmi da una lingua a un’altra, ma una ritraduzione di un testo così noto non può che far riflettere sul ruolo tutt’altro che trascurabile del traduttore quale filtro che rende accessibili culture diverse.

B-SIDES: Qual è il romanzo che vorreste ritradurre? Ci sono testi che, come Via col vento, necessitano assolutamente un rimodernamento.

Anna Maria Biavasco e Valentina Guani: A noi tradurre piace e in ogni opera c’è una sfida. Nella nostra lunga carriera abbiamo tradotto e ritradotto un po’ di tutto. Domani è un altro giorno. Chissà quale rimodernamento ci porterà.

Via col vento
Margaret Mitchell
Neri Pozza
pp. 1200 –  € 25 -2020