Poster cinematografici italiani. L’arte di PIERO ERMANNO IAIA

 

"Billy Jack" (1971) Tom Laughlin

Piero Ermanno Iaia: “Billy Jack” (1971) Tom Laughlin

IAIA COLLAGE

Piero Ermanno Iaia Italian movie poster

Piero Ermanno Iaia Italian movie poster: "Anima Persa" di Dino Risi

Piero Ermanno Iaia: “Anima Persa” (1977) di Dino Risi

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Poster cinematografici italiani. L’arte di LUIGI MARTINATI

Luigi Martinati Italian movie poster

Luigi Martinati Italian movie poster

Luigi Martinati fondò, insieme ad Anselmo Ballester, lo studio BCM che dal 1920 sfornò numerosi poster cinematografici. Lo stile di Martinati è realista come quello del suo socio.

 

Luigi Martinati italian movie poster

Luigi Martinati italian movie poster

Poster cinematografici italiani. L’arte di SANDRO SYMEONI

 

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Sandro Symeoni (1928 – 2007) è un altro stroico e prolifico cartellonista italiano che ha egregiamente abbinato le necessità pubblicitarie del cinema a uno stile personale e innovativo. I collezionisti stanno rivalutando la sua opera. Alcuni suoi lavori sono stimati quanto quelli di Giorgio Olivetti.

Symeoni 4

Sandro Symeoni 1


Sandro Symeoni

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Poster cinematografici italiani. L’arte di GIORGIO OLIVETTI

Giorgio Olivetti e Mimmo Rotella a confronto. "La Dolce Vita" Federico Fellini

Giorgio Olivetti e Mimmo Rotella a confronto.

Giorgio Olivetti nasce a Bologna nel 1908. E’ particolarmente famoso per il poster cinematografico della “La Dolce Vita” di Federico Fellini. Il manifesto è oggetto di culto per i collezionisti tanto che negli anni ’90 fu battuto all’asta per circa 5 mila dollari e successivamente acquistò sempre più valore. Attualmente è stimato oltre i 10.000 euro. Il poster del capolavoro felliniano è entrato nell’immaginario artistico anche grazie ai décollage di Mimmo Rotella.

Giorgio Olivetti

Olivetti Casino Royale

Poster cinematografici italiani. L’arte di ANSELMO BALLESTER.

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Anselmo Ballester (1897 – 1974) è il principale punto di riferimento della cartellonistica cinematografica italiana classica.
Cinema e fotografia sono arti visive che stanno muovendo i primi passi quando Ballester viene introdotto dal padre nel mondo della pittura e della cartellonistica.
In quegli anni era essenziale, per il successo di un film, il manifesto pubblicitario.
Ballester è bravissimo a riprodurre fedelmente i tratti fisici e le espressioni degli attori. L’uso pittorico del colore compensa il bianco e nero delle pellicole.
In pochi anni ottiene grandi consensi tanto da lavorare per le più importanti case produttrici cinematografiche internazionali.

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