SIGNORE DELLA LUCE – Roger Zelazny

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Siddhartha è un uomo che sfida gli Dei e si prende gioco di loro.
Ha molti nomi e ha vissuto molte vite. Anche lui è stato un Dio.
Ora gli Dei dissidenti lo hanno richiamato dal Nirvana perché è giunto il tempo di portare sul pianetaun nuovo ordine e una nuova legge.
Gli Dei dominatori sono esseri umani che sfruttano la grande tecnologia in loro possesso per ottenere il potere e l’immortalità: sanno trasferire la loro mente in corpi sempre giovani e prestanti, scelgono per mascherarsi il pantheon pittoresco delle divinità induiste e approfittano delle loro conoscenze per tenere nell’ignoranza la popolazione, inquadrata nelle rigide categorie delle caste, e piegarla ai loro voleri.
E’ per questo che Siddhartha introduce sul pianeta una nuova religione – un’antica religione terrestre, rivoluzionaria – e, ispirandosi ai sermoni buddisti,incomincia a predicare come un maestro itinerante. Rapidamenteriesce ad attorniarsi di adepti fedeli alla sua dottrina(monaci dalla tunica color zafferano). Viene identificato come il Buddha e rispettato anche da coloro che servono gli Dei. Con la sua capacità affabulatoria e il suo atteggiamento sereno e non violento Siddharta riesce a metterein crisi perfino chi vuole ucciderlo. Illuminanti gli scontri verbali con il temibile sicario della dea Kali (che poi si convertirà e incomincerà a tenere a sua volta sermoni così profondi da venireconsiderato lui stesso il Buddha)e quelli con Yama, il signore della morte, che sconfitto diventerà un suo alleato.

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Roger Zelazny

Sì, l’astuzia non gli manca: se riesce a sconfiggere la morte, ancora più facile per lui è coprire di ridicolo gli altri Dei, specie se sono permalosi e, come Brhama, si vergognano del proprio passato. Brhama, infatti,un tempoera una lesbica e ora è un uomo attraente circondato da donne bellissime che, però, non si innamorano di lui. Questo lo tormenta e lo rende vendicativo e, al contempo, vulnerabile.
Lo scontro più pericoloso Siddharta lo affronterà nella cava dei Demoni. I Demoni sono pura energia, imprigionati in un profondissimo pozzo infernale (simile all’Inferno dantesco). Sono loro i primi abitanti del pianeta. Quando secoli prima i terrestri lo colonizzarono, si scontrarono violentemente contro queste forme di vita aliene eriuscirono a sconfiggerle, confinandole nella Cava proprio grazie all’aiuto di Siddharta. Adesso è proprio lui, il nemico per antonomasia, che si rivolge ai Demoni per chiedere il loro aiuto nella battaglia contro gli Dei.
E l’aiuto gli verrà concesso, ma a quale prezzo!

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Divertenti questi Demoni! Hanno imparato i vizi terrestri e, quando vengonolasciati liberi di scorrazzare invisibili per il pianeta, si impossessano dei corpi umani per provare i piaceri della carne (a loro preclusi in quanto pura energia). Inoltre impazziscono per le scommesse e i giochi d’azzardo. L’unica morale a cui sono fedeli è il rispetto per i debiti di gioco.
Come non sentirsi a proprio agio in una società che, per riscuotere le imposte, ha posizionato fuori dei Templi induisti una “ruota della preghiera” che incassa le “offerte dai fedeli”e ha la forma di una slot machine?

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Lo storyboard di Jack Kirby per la riduzione cinematografica del libro

Zelazny costella il romanzo di ironia e di brillanti intuizioniintrise di filosofia buddista.
Un esempio: il sogno in cui Yama affronta i quattro Reggenti del Mondovenuti a difendere il Buddha e riesce a sconfiggerli tutti tranne uno: l’Angelo del Sud, l quale non attacca, ma si limita a difendere. Lo scudo è la sua forza.
Indimenticabile anche lo scontro con Mara, il subdolo Signore delle Illusioni, che si rende conto troppo tardi che l’uomo che sta cercando di ingannare è in realtà il Dio della Morte e, per evitare di essere ucciso, muta continuamente aspetto, nel tentativo di impietosirlo.
Memorabile, però, è il dialogo fra la Morte e la sua vittima, che non è frutto dell’immaginazione di Zelazny, ma è ricalcato sulle parole della Katha Upanishad.
La vittima, prima di morire, chiede a Yama di chiarirgli un dubbio che lo attanaglia e questi gli concede la grazie di un’ultima risposta.
Quando un uomo è morto –chiede – alcuni dicono “Egli esiste ancora” e altri dicono “Egli non esiste più”:qual è la verità?
Yama gli risponde che anche gli Dei hanno dubbi al riguardo, e invita la vittima a scegliere un’altra domanda: “Non mi angustiare con questa, liberami da questo impegno!”.
Ma la vittima non desiste e Yama, impotente, gli concede la grazia: “Conserva la tua vita e vai per la tua strada. Ti libero dalla tua condanna.
Tuttavia la vittima rifiuta l’effimera generosità di Yama e insiste: “Parlami, o Morte, di ciò che giace al di là della vita, di ciò su cui dubitano gli uomini e gli Dei.
Yama, allora, sferra il suo colpo e la vittima cadrà, come prima o poi sarebbe comunque accaduto. La domanda resterà senza risposta.
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Gli ETERNI di Jack Kirby

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Un Celestiale

La serie a fumetti degli “Gli Eterni” fu pubblicata nel 1976 e segnò il ritorno di Jack Kirby alla Marvel. Kirby riprende le tematiche a lui care sviluppate nella saga DC il “Quarto Mondo”, ma in maniera più lineare e meno dispersiva.
Gli Eterni” è ingiustamente considerato l’inizio del declino di Kirby, ma, al contrario, è la sua opera più riuscita. A differenza del titanico progetto “Quarto Mondo”, la saga degli Eterni è più umile. Mancano quei grandi momenti di riflessione sull’umanità, ma anche le tante ingenuità di una saga così sfaccettata. Solo una manciata di episodi piuttosto inutili dettati dalla necessità di collegare gli eterni all’universo Marvel fanno calare la qualità della saga.

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La storia inizia con il ritorno sulla Terra, dopo centinaia di anni, di un’imperscrutabile razza aliena chiamata i Celesitali.

I Celesitali erano già stati sul nostro pianeta in tre occasioni differenti.
In tempi antichissimi decisero di inserire una nuova forma di vita nella catena evolutiva del pianeta. Fu così che, manipolando il dna di una scimmia, diedero origine a tre razze differenti: i Devianti (potentissimi, aggressivi e geneticamente instabili), gli Umani (la razza più equilibrata che governerà la superficie terrestre), gli Eterni (gli esseri più vicini ai Celestiali). I primi si insediarono nella profondità della terra e degli oceani, mentre gli ultimi si stabilirono sulle cime delle più alte montagne, separati dalle altre specie viventi. Nella storia dell’umanità Devianti e Eterni furono scambiati per demoni e venerati come dei. Le nostre leggende, mitologie e religioni raccontano le loro gesta.
I Devianti costruirono Lemuria e ridussero in schiavitù l’intera umanità per molto tempo. Quando i Celestiali tornarono la seconda volta sul nostro pianeta per valutare i risultati del loro esperimento furono attaccati dai Devianti. Gli dei spaziali distrussero Lemuria. Il grande diluvio citato anche nella Bibbia fu una conseguenza di questa battaglia. Fu un Eterno (Ikaris) a guidare l’arca di Noè verso la terra ferma.
“Ricognizione e sostegno” era la missione della terza schiera di Celestiali. La civiltà Inca li riconobbe come Dei e li venerò.

Un gruppo di devianti

Un gruppo di devianti

Gli episodi della mini-saga si svolgono durante l’avvento della quarta schiera, venuta per giudicare l’operato delle tre specie a cui diedero vita. In caso di verdetto negativo l’immenso e potentissimo dio Arishem, l’assassino di pianeti, provvederà ad annientare la Terra con la formula che porta incisa sul suo pollice.

Arishem, l’assassino di pianeti.

Arishem, l’assassino di pianeti.

I Devianti cercano di distruggere la quarta schiera, così come alcune potenze militari umane. Al contrario, gli Eterni cercano di comunicare con i Celestiali attraverso l’Unimente: un dispositivo tecno-filosofico che unisce tutte le menti degli Eterni in un’unica entità.

Nonostante gli Eterni siano protesi verso alti ideali, contrariamente ai Devianti la cui indole guerriera li renda pericolosi, non esiste una divisione manicheista fra le due razze. Il valoroso comandante dei devianti Kro nutre un sincero amore per la nobile Thena. Un sentimento che potrebbe conciliare l’odio fra le due razze. Il sadico manipolatore Druig è un eterno e, per pura sete di potere, causerà una catastrofe. Il reietto è un ferocissimo deviante ripudiato dalla sua razza solo perché di bell’aspetto. Grazie ad Thena potrà entrare nella corte degli Eterni.

I principali Eterni si rifanno a personaggi mitologici: Ikaris (Icaro), Makarri (Mercurio), Zuras (Zeus), Thena (Athena), Sersi (Circe).

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IL QUARTO MONDO di Jack Kirby

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Jack Kirby’s Fourth world omnibus

In seguito alla distruzione di una misteriosa razza chiamata gli Antichi Dei fu sprigionata un’enorme quantità di energia che spezzò in due il loro mondo. I pianeti gemelli che si crearono (Apokolips e Nuova Genesi) diventarono la dimora dei Nuovi Dei. Su Nuova Genesi regna la saggezza, la pace e la nobiltà. I suoi abitanti sono in collegamento empatico con i residui di quella potente energia (chiamata “La Fonte“) e vivono quasi tutti nella città orbitante di Supertown. Apokolips, invece, è una fiammeggiante prigione meccanica i cui Nuovi Dei regnano con malvagità coltivando sogni di guerra. I due pianeti sono perennemente in guerra, soprattutto dopo l’ascesa al potere dello spietato Darkseid.

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L’estenuante guerra fu interrotta da una breve tregua. Come pegno Darkseid consegnò a Nuova Genesi suo figlio (Orion che diventerà il suo più temibile avversario), mentre L’Altopadre (saggio leader di Nuova Genesi) consegnò ad Apokolips suo figlio Scott Free (che diventerà Mr. Miracle).
Metron, un ambiguo scienziato assetato di conoscenza, sentendosi in colpa per aver agevolato i piani di Darkseid in cambio di alcuni segreti cosmici, fa scappare il figlio dell’Altopadre da Apokolips e lo nasconde sulla Terra.
Anni più tardi Darkseid ruppe la tregua sequestrando una ragazza di Nuova Genesi (Beautiful Dreamer), custode inconsapevole dell’equazione dell’anti-vita (una misteriosa formula in grado di rendere schiavi tutti gli esseri viventi), portandola sulla Terra. I Forever People, amici di Beautiful Dreamer, seguono le sue tracce per liberarla scontrandosi ripetutamente con le forze di Apokolips.
Il nostro pianete diventa, così, il nuovo teatro di scontri fra Nuovi Dei.

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The Black Racer (Il quarto mondo) – Jack Kirby

Nella saga entrano in continuazione personaggi assurdi come The Black Racer: una sorta di Caronte sulle racchette da sci che, quando uno dei Nuovi Dei è in procinto di morire, traghetta la sua energia vitale alla grande “Fonte“.
Desaad il fedelissimo braccio destro di Darkseid che si nutre nel terrore altrui grazie ad un macchinario di sua invenzione.

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Il sadico Desaad (Il quarto mondo) – Jack Kirby

Metron, perennemente seduto sulla sua sedia Mobius a perlustrare gli angoli più remoti del cosmo.
Le furie: un gruppo di letali donne di Apokolips che rappresentano cinque stereotipi di femministe degli anni ’70.
Nonnina Cara, una crudelissima vecchia a capo dell’orfanatrofio di Apokolips. Il suo scopo è educare secondo le più severe regole di Darkseid i ragazzi a lei affidati.

Gli episodi sono ricchi di invenzioni surreali come il boomdotto e La Scatola Madre.
Il primo è un tunnel che collega le dimensioni.
La seconda un computer senziente che unisce psichicamente il possessore alla “Fonte“. La utilizzano i membri dei Forevor People per evocare Infinity Man, un essere potentissimo. Quando viene chiamato, i quattro ragazzi si scambiano di dimensione con il superuomo. Nell’ultima puntata dei Forevor People, Infinity Man rimarrà ucciso, confinando per sempre i quattro ragazzi nella sua dimensione.
Anche Orion utilizza la Scatola Madre. Il furore della battaglia trasfigura il viso del grande guerriero mostrando le caratteristiche somatiche e comportamentali di un dio di Apokolips. La presenza materna e benevola della Scatola Madre lo rigenera facendo tornare il suo volto angelico.

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Orion e la Scatola Madre

Le divinità cosmiche di JACK KIRBY

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Gli Eterni n. 7: “La quarta schiera” (“The Fourth Host”)

Jack Kirby, il re del fumetto, è un autore per adulti. Da bambino evitavo i suoi fumetti perché mi disturbavano (sensazione condivisa perfino da Grant Morrison nella sua bella introduzione al “Quarto Mondo di Jack Kirby volume I). I suoi disegni stilizzati enfatizzano la rabbia, la disperazione, la follia nei suoi personaggi. Le visioni di pianeti fiammeggianti, l’epica devastazione di guerre cosmiche, la mostruosità di bestie modificate geneticamente andavano oltre agli abituali combattimenti supereroistici dell’epoca.

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L’inquietante “bomba della follia” un ordigno che trasforma le persone in macchine omicide nella mini saga di Capitan America (1976).

I suoi eroi, spesso, sono ambigui, feroci, dal linguaggio crudo. Quello che più mi spaventava era, però, la capacità di mischiare la sua vulcanica fantasia con elementi di banale realtà. Spesso le sue storie sono piene di comparse umane, apparentemente irrilevanti, a cui tocca recitare le parti più drammatiche della storia. Sono le comparse che muoiono, impazziscono, vengono schiavizzate, …

La vignetta che chiude il numero 11 degli “Eterni” mostra un gruppo di soldati morti con gli occhi rivoltati all’indietro e le bocche spalancate, mentre nel numero 13 uno scienziato pazzo viene ucciso da una delle sue creature. Quando viene ritrovato la vignetta inquadra solo una gamba avvinghiata ad una corda in una stanza a soqquadro. E’ evidente che è stato appeso a testa in giù ed è stato ucciso, ma non disintegrato da un raggio cosmico, bensì ammazzato di botte. Una fine lunga e dolorosa.

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Gli Eterni: “I sicari del tempo” (“Three against the time killers”)

I suoi lavori più personali in cui, con alti e bassi, provò a riversare tutte le sue ossessioni sono: “Il Quarto Mondo” e “Gli Eterni”. Entrambi i capolavori sono chiaramente influenzati dalla passione di Kirby per la mitologia e dalla lettura di saggi pseudoscientifici di Erich von Däniken o Carl Sagan.

Con la creazione dell’universo supereroistico Marvel, Kirby, agli inizi degli anni ’60, aveva già reinventato antiche leggende (Thor), disegnato maestosi e terrificanti divinità tecnologiche (l’acerrimo nemico dei Fantastici Quattro: Galactus), definito intere genealogie di razze mutanti (Gli Inumani) e aliene (Kree e Skrull). Ma è negli anni ’70, con il passaggio alla DC Comics che avrà carta bianca per creare un progetto proprio di ampio respiro: la saga del “Quarto Mondo” recentemente raccolta in quattro splendidi volumi da collezione da RW Edizioni. Un’edizione di grande pregio al contrario della ignobile ristampa di Kamandi (Planeta DeAgostini).

Il Quarto Mondo” è una saga che coinvolgeva quattro testate di cui Kirby era disegnatore e scrittore: tre inedite (The Forever People, Mister Miracle, New Gods) e una completamente rivoluzionata (Superman’s Pal the new Jimmy Olsen). Un’impresa titanica e all’avanguardia per quegli anni. Le quattro serie condividevano personaggi, ambientazioni o idee in modo frammentario e spesso confuso, ma creavano una continuità imprevedibile e mai noiosa.

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Superman’s Pal the new Jimmy Olsen n. 135

Le spiegazioni della complessa trama che unisce le vicende delle quattro testate sono sparse senza grande logica nei i vari episodi della saga. Le puntate che più chiariscono le dinamiche della grande guerra fra i Nuovi Dei e la stretta relazione che intercorre fra loro sono “Himon” (Mr. Miracle n.9), ma sopratutto “Il Patto” (New Gods n.7). Kirby era, giustamente, molto orgoglioso di quest’ultima storia, ma, come lui stesso ammise, avrebbe dovuto scriverla molto prima. “Il patto” è l’episodio 7 dei Nuovi Dei su 11 numeri. Seguiranno, ma a distanza di 10 anni, due graphic novel che daranno una conclusione alla serie: “Anche gli dei devono morire” e “Cani Arrabbiati“.

Nell’episodio si narra come iniziò la guerra fra i Nuovi Dei e il passato dei protagonisti: l’ascesa al potere di un furbo e viscido Darkseid, l’illuminazione quasi biblica dell’altopadre Izaya e, sopratutto, le origini di Mr. Miracle e il terribile segreto di Orion.

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La comunità dei bikers in Jimmy Olsen n.133

Ma già le prime puntate Superman’s Pal the new Jimmy Olsen bastano a consacrare Il Quarto Mondo a saga pop psichedelica madre.

Jimmy Olsen, l’inutile amico nerd di Superman, sparisce. Supeman lo cerca e si ritroverà in una zona selvaggia popolata da strani personaggi. Hippy che vivono su un palo (come in un film di Bunuel), l’esercito statunitense, un gruppo di mutanti e una comunità di biker un po’ Hells Angel un po’ Mad Max II (non è difficile immaginare George Miller leggere il Quarto Mondo). La comunità di biker, apparentemente aggressiva, è invece terrorizzata da strani fenomeni inspiegabili. Lo sfigato, il palloso eroe e un gruppo di impavidi bikers decidono di svelare questi misteri e con le loro moto imboccano a tutta velocità la zoomway, una pista che porta nel cuore della zona selvaggia. Superati i numerosi trabocchetti e allucinazioni messi sulla zoomway scoprono un intricato sistema di gallerie sotterranee usato da un gigantesco veicolo ipertecnologico chiamato la Montagna del Giudizio. A bordo vivono gli Hairies una nuova società illuminata che sviluppa tecnologie genetiche e psichiche lontana dall’arroganza e dalla meschinità umana. La loro attività è protetta dall’esercito e le loro scoperte sono raccontate nella saga in alcuni episodi autoconclusivi di due pagine (Tales of DNA Project).

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Tales of DNA Project

In soli tre numeri Kirby mise talmente tanta carne al fuoco da spiazzare tutti i lettori di fumetti dell’epoca. Superman diventa solo uno spettatore degli incredibili fatti narrati nella saga del Quarto Mondo, anzi Kirby lo demolisce mostrando la sua solitudine (Forever People n.1) quando è costretto a scegliere fra proteggere gli umani dalla minaccia di Darkseid sulla Terra o attraversare il boomdotto per incontrare dei suoi simili. Solo nella puntata “A Superman in Supertown” (Jimmy Olsen n. 147) il famoso supereroe riuscirà a raggiungere la città dove vivono i Nuovi Dei commettendo una serie di divertenti gaffe trovandosi per la prima volta circondato da esseri dai poteri straordinari tanto quanto i suoi.

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Alcune copertine delle testate “Nuovi dei”, “Mister Miracle” e “Forever people”.

Ma le testate più personali e più geniali erano indubbiamente le altre tre. Come ben scrive Walter Simonson nell’introduzione al volume 2 del Quarto Mondo, “New Gods” è narrato dal punto di vista dei grandi guerrieri consapevoli che la guerra è solo il freddo gioco al massacro e la sua epica è paragonabile al “Crepuscolo degli Dei“. “The Forever People” segue le imprese della nuova generazione per cui la guerra è ancora un’avventura e significa rivoluzione culturale, “Mr. Miracle”, invece, è l’obiettore di coscienza che considera la guerra un fallimento esistenziale da cui cerca di scappare in continuazione.

La guerra vera Kirby l’aveva vissuta negli anni ’40. Ne conosceva gli orrori che spesso esorcizzava nelle sue storie. Nel già menzionato “Il patto” la corsa agli armamenti sempre più micidiali ricorda il progresso bellico della Seconda Guerra Mondiale. L’equazione dell’antivita cercata dal crudele Darkseid è la metafora del fascismo pronto ad assoggettare tutti gli essere umani. Così come le scritte sul cancello dell’orfanatrofio di Apokolips ricordano quelle di Auschwitz.

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Orion e Lightray in “La nave della gloria” – Nuovi Dei n.6

 

Fra le puntate migliori, oltre a quelle già citate, vanno menzionate “Il desiderio di morte del terribile Turpin” (New Gods n.8), il cui titolo mi avrebbe già disturbato da piccolo, e “La nave della gloria” (New Gods n.6). In entrambe le storie gli scontri fra nuovi dei incrociano i destini di uomini comuni: l’irreprensibile detective Turpin che si ostina a fermare il titanico scontro fra Orion e il suo fratellastro Kalibak a costo di morire nella prima, e,nella seconda, una famiglia in crisi composta da padre militare tutto d’un pezzo incapace di comprendere i suoi due figli. Una delle tavole maggiormente epiche del Quarto Mondo è proprio in “La nave della gloria”: lo scontro frontale fra il vascello di Orion e Light Ray contro l’enorme Moby Dick mutante creato dai Deep Six.

The Power” (Forever People n.8) è un curioso episodio dalle atmosfere horror gotiche in cui i ragazzotti di Nuova Genesi se la vedono brutta contro una setta militare-demoniaca.

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Storyboard per il film “Il signore della luce” tratto dall’omonimo romanzo di Roger Zelazny

Quarto Mondo” ed “Eterni” hanno in comune un immaginario di divinità cosmiche. Probabilmente per questo motivo Kirby fu contattato per realizzare lo storyboard del film di fantascienza “Il signore della luce” tratto dal capolavoro di Roger Zelazny. Il film non entrò mai in fase di preproduzione, ma ci restano le tavole di Kirby a testimoniare l’ambizioso progetto. L’unico utilizzo che venne fatto di questo storyboard è alquanto inconsueto. La CIA lo utilizzò come diversivo per liberare sei ostaggi americani rifugiatisi nell’ambasciata canadese in Iran nel 1979. I fatti di questa operazione segreta sono raccontati nel film “Argo” (2012) di Ben Affleck.

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Storyboard per il film “Il signore della luce” tratto dall’omonimo romanzo di Roger Zelazny

Il disegnatore incrocia, comunque, il cinema di fantascienza in più occasioni. Realizza un mediocre adattamento del film “The black hole” per la Walt Disney e, sopratutto, il capolavoro “2001 Odissea nello spazio. Kirby resta fedele alla narrazione di Kubrick e ridisegna minuziosamente i fotogrammi salienti della pellicola. Per le scene psichedeliche si affida anche a tecniche miste come il collage. Eccezionale la sequenza di vignette con il volto dell’astronauta terrorizzato e meravigliato dal viaggio spazio-temporale o le suggestive splash pages in cui la microscopica navicella spaziale viaggia sperduta in mezzo a una tempesta di colori fiammeggianti. Il re del fumetto fu talmente folgorato dalla visione del film di Kubrick che realizzò un seguito scritto e disegnato da lui ovviamente. I personaggi si muovono fra la preistoria umana e il futuro delle esplorazioni cosmiche. Nonostante la verbosità che contraddistingue Kirby anche odissea nello spazio saga è una delle sue opere più riuscite e fra le poche completamente libere dai vincoli degli universi supereroisici.

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Adattamento di Jack Kirby del film “2001: odissea nello spazio”

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Un disegno di Kirby e un fotogramma del film “2001: odissea nello spazio”

Anche il mitico albo “Kamandi” è un libero adattamento di un film di fantascienza: “Il pianeta del scimmie“. In questo caso il film è solo una fonte di ispirazione più che altro visiva. La suggestiva doppia pagina del primo numero mostra la Statua della Libertà semi sommersa dall’acqua. Un chiaro riferimento all’iconica scena finale del film “Il pianeta del scimmie“. Nel futuro di Kamandi gli uomini sono ridotti a bestie mentre gli animali, non solo le scimmie, dominano il pianeta con caratterizzazioni quasi orwelliane.

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“Kamandi” (1972) Jack Kirby

Kirby inizierà anche l’adattamento del telefilm cult “Il prigioniero“, ma finì solo il primo episodio. Il lavoro di inchiostratura e il lettering non furono mai completati.

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L’episodio 1 di Jack Kirby tratto dalla serie televisiva “Il prigioniero”

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Un’immagine spazile di “Capitan Victory”: la continuazione della saga di Orion e i Nuovi dei. Uno degli ultimi lavori di Kirby.

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Adattamento di Kirby per il film “2001: odissea nello spazio”

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La serie a fumetti di Jack Kirby “2001: odissea nello spazio”

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“L’uomo macchina” un altro riuscito progetto fantascientifico di Jack Kirby

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